COMUNE DI UGENTO
CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 NOVEMBRE 2009
Il Segretario procede all’appello
PRESIDENTE – Presenti 18, assenti 3. Ha chiesto la parola l’assessore Greco.
ASSESSORE GRECO – Grazie, Presidente. Soltanto per una comunicazione: la Pallavolo Falchi Ugento ha aderito alla campagna di solidarietà che ogni anno viene promossa da Cuore Amico. Per cui, siccome è iniziativa lodevole, chiedo, tramite il Presidente, se anche il Consiglio comunale può aderire alla campagna di solidarietà, per i consiglieri comunali devolvendo il gettone di presenza, e per quanto riguarda la Giunta, danno un contributo per questa campagna di solidarietà sostenuta, ripeto ancora una volta, lodevolmente dalla Pallavolo Falchi Ugento. Grazie.
PRESIDENTE – Passiamo al primo punto all’ordine del giorno.
PUNTO 1 O.D.G.
APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA PRECEDENTE
PRESIDENTE – Prego, consigliere Coppola.
CONSIGLIERE COPPOLA – Grazie, Presidente. Siccome non si sente tanto bene, non abbiamo… Io, almeno, non ho capito cosa ha detto l’assessore.
ASSESSORE GRECO – Ripeto: la Pallavolo Falchi Ugento anche quest’anno ha aderito alla campagna di solidarietà promossa da Cuore Amico. Per cui, tramite il Presidente la società ha chiesto se anche il Consiglio comunale di Ugento vuole aderire alla proposta, per quanto riguarda i consiglieri, devolvendo il gettone di presenza, sempre per solidarietà, per quanto riguarda la Giunta comunale, di fornire un contributo per questa iniziativa, che ritengo lodevole, e per la quale alla Pallavolo Falchi Ugento va dato anche il nostro merito. Grazie.
CONSIGLIERE GIANNUZZI – Siamo d’accordo, a condizione che la Giunta il contributo lo dia sul proprio stipendio, non prelevando… Perfetto.
PRESIDENTE – Prego, segretaria.
SEGRETARIO – Iniziamo con la votazione dei verbali delle sedute precedenti. La delibera n. 39, era assente Scarcia, Gianfreda, Coppola e Riso. Quindi, a votazione. Gli assenti si astengono.
PRESIDENTE – Favorevoli?
VOTAZIONE
FAVOREVOLI -
ASTENUTI -
SEGRETARIO – La n. 40, era assente Scarcia.
PRESIDENTE – Chi è favorevole?
VOTAZIONE
UNANIMITA DEI PRESENTI
SEGRETARIO – Alla n. 41 era assente sempre Scarcia.
PRESIDENTE – Favorevoli?
VOTAZIONE
UNANIMILITÀ DEI PRESENTI
SEGRETARIO – Alla n. 42, ugualmente, Scarcia.
VOTAZIONE
UNANIMITA’ DEI PRESENTI
SEGRETARIO – Alla n. 43, assente Scarcia, Gianfreda e Coppola.
PRESIDENTE – Chi è favorevole?
VOTAZIONE
FAVOREVOLI -
ASTENUTI – 3
SEGRETARIO – Alla n. 45 del rendiconto, assenti: Scarcia, Ponzetta, Gianfreda e Corvaglia.
PRESIDENTE – Favorevoli?
VOTAZIONE
FAVOREVOLI -
ASTENUTI -
SEGRETARIO – Alla n. 46, assente Nuzzo e Congedi.
VOTAZIONE
FAVOREVOLI -
ASTENUTI -
PUNTO 2 O.D.G.
INTERROGAZIONI
PRESIDENTE – Interrogazione presentata dal consigliere Minenna: concessione temporanea di aree demaniali comunali della località di Lido Marini, marina di Ugento
CONSIGLIERE MINENNA – Chiedo scusa, Presidente, siccome ne mancano tre: mancano due assessori e un consigliere, non sarebbe meglio prima ascoltare giustificazioni di questa assenza, da parte del Sindaco o del gruppo di maggioranza?
SINDACO – L’assessore c’è presente, ti può rispondere.
CONSIGLIERE MINENNA – Manca il consigliere Ponzetta e l’assessore…
PRESIDENTE – Questo non è un problema suo, è un problema nostro. Lei, consigliere, deve avere la risposta sull’interrogazione. Fai l’interrogazione.
CONSIGLIERE MINENNA – Chiedo scusa, Presidente. Siccome è costume, da quando ci sono i Consigli comunali, che qualora qualcuno si assenti, siano date dai capigruppo di maggioranza le giustificazioni, pensavo che anche questa volta si facesse così. Evidentemente abbiamo cambiato registro. Ne prendiamo atto e faremo noi dell’opposizione allo stesso modo. Punto.
PRESIDENTE – Tanto per precisare, consigliere Minenna: il Presidente non è cieco né contemporaneamente distratto. Evidentemente, se ho aperto il Consiglio con la tua richiesta dell’interrogazione, vuol dire che ritenevo che può essere affrontato il problema e dibattuto. Prego.
CONSIGLIERE MINENNA – E io sto dicendo e ribadisco: ne prendiamo atto di questo nuovo costume e non ci giustificheremo nemmeno noi. Punto. Va bene, Sindaco?
SINDACO – Le assenze vengono comunicate e giustificate dal Presidente quando c’è la comunicazione. Siccome non ci sono comunicazioni in merito… L’unica giustificazione che ho è quella dell’assessore Preite, il quale mi ha chiamato cinque minuti fa che stava arrivando. Questo è tutto.
CONSIGLIERE MINENNA – Detta così, può essere una giustificazione. Però, detto come è stato detto prima “questi sono fatti nostri e non tuoi” non è una risposta da darsi a un consigliere comunale dentro un’aula consiliare, che è rappresentativa di tutte le istanze della cittadinanza. Abbiate pazienza!
PRESIDENTE – Consigliere Minenna, questo è il frutto dei Consigli comunali pomeridiani, perché intendiamo trasformare i Consigli comunali, da dibattere i problemi per la comunità, ai veri comizi. Mi sono spiegato? Abbi pazienza!
CONSIGLIERE MINENNA – Libero il Presidente di avere la sua opinione sulla opportunità o meno dei Consigli comunali di pomeriggio. Procedo con l’illustrazione dell’interrogazione. Grazie, Presidente.
Questa interrogazione è rivolta all’assessore Mauro, e riguarda alcune concessioni temporanee di aree di proprietà del Comune nella marina di Lido Marini.
Per sapere: premesso che nel territorio comunale di Ugento insistono diverse aree di proprietà pubblica, tra cui molte di titolarità dell’ente comunale, dette aree vengono da cessioni di zone lottizzate o da altro tipo di cessioni;
Pur essendo ancora sprovvisti di un elenco ufficiale, così come dal sottoscritto richiesto all’inizio della consiliatura, del patrimonio comunale, molte di esse insistono lungo la fascia costiera che va da Località Mare Verde in Torre San Giovanni, sino alla Marina di Lido Marini.
Con delibere di Giunta n. 114 e 115 del 30 giugno 2009, si approvava la cessione di alcune aree del demanio comunale, site in Lido Marini, rispettivamente alla società Costa del Salento srl e Società Immobiliare Holiday srl, titolai di strutture ricettivo – turistiche in quella località balneare. Ciò è avvenuto previa relazione della responsabile del settore urbanistica del Comune di Ugento, architetto Simonetta Mennonna, la quale recependo le istanze delle suddette società, ne ha riconosciuta la validità e il pubblico interesse di tali richieste, vincolandole però a particolari prescrizioni. Tali aree sono state adibite a aree di sosta e di parcheggio per i clienti del villaggio Costa del Salento e dell’hotel Ravezzo. Occorre forse ricordare al Consiglio comunale che quest’ultimo, proprio nella scorsa stagione estiva, fu segnalato dal comando di polizia municipale di Ugento, per evidenti violazioni in materia di concessioni di beni demaniali, in quanto, forse per una svista del tecnico incaricato da quest’ultimo, il titolare dell’Hotel Ravezzo aveva sconfinato nell’area comunale adiacente a una sua area privata, già adibita a parcheggio, appropriandosi temporaneamente dell’area che oggi, sempre temporaneamente, la Giunta comunale gli rilascia in concessione.
Non molti mesi fa è stato svolto un regolare bando per l’assegnazione di temporanee concessioni di moli e attracchi nel porticciolo di Torre San Giovanni. Viene da chiedersi come mai a una cooperativa di pescatori o a altri soggetti associativi, che svolgono funzione sociale anche essi, oltre che servizi per la nautica e il diporto, essenziali per una località come la nostra, che dovrebbe fare del turismo la sua principale fonte di economia, debbano sottoporsi a estenuanti procedure e lungaggini burocratiche per avere in assegnazione un’area anch’essa demaniale, e quindi pubblica da parte del Comune e di altri enti, con notevoli ritardi nell’espletamento del servizio. Mentre altri soggetti hanno avuto una sorta di corsia preferenziale nell’assegnazione di un’area asservente agli scopi della loro attività turistica.
Tutto quanto sopra premesso, convinti come siamo che i beni pubblici debbano essere utilizzati al meglio, in modo da toglierli ci al degrado e a farne trarre benefici alla comunità ugentina tutta, oltre che alle imprese, alle cooperative e alle associazioni o presenti sul territorio, chiedo all’assessore all’urbanistica, Antonio Mauro, se non sia ormai urgente e improrogabile, da parte dell’assessorato all’urbanistica del Comune di Ugento, stabilire un unico criterio nell’assegnazione delle aree demaniali comunali. In altre parole, o è procedura di assegnazione per bando pubblico per tutte, o è assegnazione provvisoria, mediante delibera di Giunta, per tutti.
Inoltre, si chiede se non sia ormai urgente e improrogabile avviate tutte le procedure tecniche e urbanistiche volte alla ricognizione puntuale di tutte le aree del Comune di Ugento, in modo da poterci meglio rendere conto del patrimonio che abbiamo, e avviare procedure conseguenti per il suo utilizzo nei modi consentiti dalla Legge.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, assessore Mauro.
ASSESSORE MAURO – Buona sera a tutti. La risposta su questa, Angelo… in parte devo dire… Non in parte, hai ragione per quanto riguarda le assegnazioni che vengono fatte in maniera provvisoria. Ma questo lo facciamo in maniera provvisoria, prima di tutto per non lasciare veramente nel degrado alcune aree, ma anche in maniera provvisoria e solamente finalizzata a un periodo, proprio per non fare accampare diritti eventuali nel momento in cui vengono messe a bando tutte le aree.
Tutte le aree non sono state messe a bando, perché è già da circa due anni che abbiamo dato un incarico per una ricognizione di tutte queste aree. Si era partiti proprio da Lido Marini, e si è arrivati fino alla Orex o Ugento srl, come la volete chiamare, vicino al campeggio. Mancava soltanto una ricognizione su Ugento e su Torre San Giovanni. Purtroppo si è inceppata questa macchina. Il tecnico ha ritardato, ha avuto qualche problema. E quindi l’avevo, ma non oggi, ma prima dell’estate, era circa aprile, lo avevo pregato di consegnare l’elaborato finito, oppure dire: “A oggi ho fatto questo” e quindi consegnare una relazione su quello che ha fatto e consegnare gli elaborati. Eventualmente avremmo dato incarico all’ufficio o a altri a fare l’ulteriore ricognizione per chiudere tutto quello che era sul territorio. Proprio in virtù che già tempo fa ne abbiamo parlato, di fare un bando o comunque un sistema, dove tutti accedono allo stesso modo.
L’utilizzo momentaneo è venuto, perché comunque vi sono delle aree, comunque stanno in maniera degradata. Chi le ha prese, comunque le ha pulite, le ha mantenute per quei 2 – 3 mesi, non alterando minimamente quello che era il terreno o lo stato delle cose.
Quindi, abbiamo ritenuto che, anche se in via provvisoria, era utile farlo. Hanno pagato anche un canone al Comune, quindi il Comune non è che le abbia date gratis, quindi con delle precise prescrizioni.
Per quanto riguarda Torre San Giovanni, l’assegnazione, anche lì il problema è uno: il Comune di Ugento ha fatto già richiesta presso la Regione Puglia per diventare titolare dell’area demaniale portuale. Ma la Regione Puglia a tutt’oggi non ha risposto e non può rispondere, perché ha bloccato il passaggio di queste aree. Questo era prima dell’estate.
Quindi ci siamo trovati costretti, per mettere una piccola regola all’interno di quel porto, perché era già selvaggiamente occupato da imbarcazioni, a dare, per un periodo, anche questo breve, senza nessun vincolo di continuità, un monitoraggio di quell’area. Perché, oltre tutto, nel lavoro che stiamo facendo, ci serviva per capire se il lavoro che abbiamo fatto negli anni scorsi, di protezione di quell’area, e quindi il fondale che era stato dato adesso quello specchio d’acqua avesse mantenuto quei livelli iniziali, e quindi non si sia insabbiato. Quindi, abbiamo dato un’assegnazione temporanea, che era uno studio. Quindi, veniva affidato, senza costi da parte del Comune, non a questa cooperativa, è stato fatto un bando. Quindi c’era un bando dove tutti potevano partecipare: la cooperativa, l’associazione, l’azienda, chiunque. Non era rivolto né alle associazioni, né alle aziende. Era un bando, chi aveva i requisiti, poteva partecipare. Erano dei requisiti minimi, perché non era un mando di grandissimo livello, e quindi c’era un minimo di requisiti che potevano avere. Certamente l’Antonio Mauro singolo non c’era senso, non si capiva perché doveva partecipare. Ma le associazioni di categoria e quant’altro, vi potevano partecipare. Infatti qualcuno ha ritirato il bando, poi non ha ritenuto. Non entro nel merito del perché o per cole, ma comunque ognuno ha avuto la possibilità di partecipare a quella gara. Ha partecipato chi ha vinto quella gara. E quindi il 31 dicembre di quest’anno finirà questa gara, quindi finirà questa concessione.
Noi siamo in attesa, e in questi giorni ho fissato un appuntamento tramite il Sindaco per andare nuovamente alla Regione, perché voglio fare quante più pressioni possibile, perché voglio avere questo specchio d’acqua, perché intendo fare un progetto in financing, quindi invitare le aziende, che vogliono completare quell’area, a renderla finalmente finita e fruibile tutta.
Quindi, vorrei avviare un progetto di financing, se e possibile. Ma per questo, non è che ci fermiamo. Faremo anche le progettazioni sulle diverse misure che la Regione Puglia tirerà fuori. Ma se riusciamo anche con risorse private, è ora che questo porto finisca, che diventi o un porto o in niente. Non so che dirvi. Comunque, noi stiamo operando in questo modo, a mettere soluzione sia a una e sia all’altra vicenda: sia a quella delle aree pubbliche, sia questa dello specchio d’acqua.
PRESIDENTE – Grazie, assessore. Prego, consigliere.
CONSIGLIERE MINENNA – Grazie, Presidente. Io ringrazio l’assessore Mauro della sua risposta. Lo dico in Consiglio comunale, perché adesso c’è la mania di andare a scrivere sui blog, penso che lo sappiamo tutti e sia diventato ormai un costume per Ugento. Siccome mi si accusava di rivolgere interrogazioni soltanto a un determinato assessore, soltanto a un determinato settore della vita amministrativa e pubblica di Ugento, come potete vedere, anche l’assessore Mauro ha avuto la sua interrogazione. Perché mi sollecitavano interrogazioni nei tuoi confronti.
Questa era, appunto, di tua competenza, perché sei assessore all’urbanistica. Non è che posso fare un’interrogazione al bilancio all’assessore Mauro, se l’assessore al bilancio, faccio un esempio, è l’assessore Pacella. Aperta e chiusa parentesi.
Assessore Mauro, noi, come Comunisti, non siamo contrari all’assegnazione in via temporanea di aree del demanio comunale o regionale o di qualsiasi altro Ente. Anzi, noi siamo per la loro rifunzionalizzazione, perché possano essere spazi, oltre che di pubblica utilità, anche di socializzazione e quant’altro. Però quello che noi sollecitiamo è questo: una procedura che sia chiara e unica per tutti. Io l’ho ricordato prima nell’interrogazione.
Allora, se si deve fare il bando per Angelo Minenna, faccio un esempio, lo si deve fare anche per Antonio Mauro. Viceversa, se non si vuole procedere con un bando pubblico e si vuole procedere con delibera di Giunta e assegnazione provvisoria, così come si è proceduto per la Costa del Salento e per l’Hotel Ravezzo, allora questa procedura deve essere unica e univoca per tutti. Cioè, che ci sia chiarezza anche su queste cose. Perché poi, qualcuno può prenderla come discriminante il fatto di essersi sottoposto, giustamente, sottolineo giustamente, a un bando pubblico, piuttosto che a un’assegnazione temporanea e provvisoria, come erano quale date nelle precedenti stagioni estive, per quanto riguarda la concessione di moli e quant’altro all’interno del porticciolo di Torre San Giovanni.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, assessore.
ASSESSORE MAURO – Io ti ringrazio , ringrazio te…
CONSIGLIERE COPPOLA – Presidente, scusate un attimo. Se l’assessore risponde, poi si apre il dibattito a tutti. Grazie. Ha già risposto, non c’è replica.
ASSESSORE MAURO – Non c’è problema, Coppola.
CONSIGLIERE COPPOLA – Scusate, non sto sollevando un problema mio, ma un problema di Regolamento. Il Regolamento dice che non esiste replica sulle interrogazioni. Se apre la replica la può fare, però l’importante che poi interveniamo tutti.
ASSESSORE MAURO – Presidente, meglio rispettare le regole, io sono il primo.
PRESIDENTE – Assessore, può intervenire. Se il Regolamento dice che si apre il dibattito, si apre il dibattito.
CONSIGLIERE COPPOLA – Assessore, può intervenire. L’importante che dopo ci dà la parola il Presidente. Grazie.
ASSESSORE MAURO – Presidente, apriamo il dibattito, fate quello che volete. Allora, io ti ringrazio per l’interrogazione che hai fatto oggi. Se ne hai altre, mi farà solamente piacere avere interrogazioni, perché forse avrò un modo pubblico per rispondere e per dire quale è il mio operato, quello dell’ufficio, non personale. Io sto nell’ufficio e quindi non faccio altro che spronare e poi portare alla vostra attenzione quello che è il lavoro dell’ufficio urbanistica o demanio.
Io non amo molto apparire, non amo molto uscire, come dite voi, su internet a scrivere, ma nemmeno nel Consiglio mi va di dire che cosa faccio e che cosa non faccio. Ho tante cose, quindi dovrei sempre parlare e dire che faccio tanto, ma non mi va. Però mi fa piacere, anzi, se è possibile, fatemi interrogazioni, perché mi fa piacere rispondere, perché sicuramente avrò risposte, positive, negative, piacevoli o non piacevoli, ma sicuramente le avrò. Perché ogni uno opera, non ha difficoltà a rispondere. Poi forse potrei operare male, diverso da quello che uno ritiene, ma comunque sicuramente una risposta ce l’avrò per ogni interrogazione.
Quindi, sembrerebbe come se io fossi il privilegiato, che non vengo attaccato in Consiglio comunale. Molto probabilmente non vengo attaccato, perché forse il mio operato già di per sé è poco attaccabile, quindi, molto probabilmente, farò le cose abbastanza trasparenti, abbastanza pubbliche, quando parlo, parlo sempre a alta voce nei corridoi, nelle stanze, nelle piazze. Non parlo ad alta voce in Consiglio comunale perché darei fastidio, c’è già il microfono. Qualcuno lo fa, tra cinque minuti chissà cosa succede qua: tutti a gridare, e quindi non capire perché… Poi dicono tutti: “Ma non si capisce nell’aula consiliare”. Ma molto probabilmente, se venete i toni bassi… io mi sto sentendo, e mi sento già una bella voce, abbastanza capibile.
E quindi, ti ringrazio. Io ti dico il mio pensiero: il bando sarà un bando rivolto a tutte le aree pubbliche. Purtroppo molte volte le aree pubbliche, e ce ne sono tante, non sono molto appetibili. Perché, chiaramente, uno la prende in concessione se poi ne deve trarre un utile, un guadagno, il suo lavoro, che faccia qualcosa, che gli dia qualche cosa da sostentamento. Perché se poi deve investire e non ritornare… Quindi, ci sono delle aree che sicuramente hanno un’appetibilità, altre un po’ meno.
Cercheremo di mettere la possibilità in ogni area, quindi a creare quella possibile attività, che sia appetibile ogni singola area concedibile, però faremo in bando pubblico. Forse faremo in questo modo: lo farò d’ufficio, ma poi lo porterò all’attenzione vostra, per farvi vedere che cosa può nascere in quelle aree sul territorio. Se siete d’accordo, lo approviamo, sennò eventualmente diamo anche una adesso versa valutazione e quindi anche una modifica e poi lo porteremo anche in Consiglio.
Quindi vi dico e a presto, prima ancora che venga approvato, ne sarete a conoscenza e potrete mettere del vostro in quel bando, tranquillamente, senza nessun problema.
Ti ringrazio se quello che abbiamo oggi discusso qui in Consiglio, lo metti anche su internet, perché io non sono capate a smanettare, sono un piccolo ignorante. Però, visto che voi lo fate, fatemi questo piacere, a mettermi anche voi nel blog. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, assessore. Interrogazione presentata dal consigliere Cavalera, Corvaglia e Gianfreda, riguardo al contratto d’appalto sulla metanizzazione della concessionaria Italcogim. Prego, consigliere.
CONSIGLIERE CAVALERA – Grazie, Presidente. Noi, ieri mattina, abbiamo consegnato un’altra interrogazione.
PRESIDENTE – Non si preoccupi. Adesso dibatti questa
CONSIGLIERE CAVALERA – Questa interrogazione l’abbiamo fatta perché vogliamo riportare in aula alcune voci e sollecitazioni di numerosi cittadini, che hanno visto ormai da diverso tempo sospesi i lavori di metanizzazione. Abbiamo verificato alcune cose: che intanto ci sono ancora alcune strade da fare, che fanno parte del progetto, e in più ci sono dei cittadini che in altre zone aspettano l’esecuzione dei lavori .
Quindi, interrogazione sullo stato dei lavori di metanizzazione del territorio comunale. Considerato che il contratto di appalto, relativo alla metanizzazione del territorio comunale, con la concessionaria Italcogim SpA prevedeva la realizzazione non solo della rete indicata nelle planimetrie di progetto, ma anche, tra i corrispettivi per il Comune, riportati all’Art. 11 del contratto d’appalto, ulteriori 10 mila metri lineari da canalizzare in ampliamento, su richiesta della stessa amministrazione comunale. Che a quanto ci consta, i lavori relativi alla rete in progetto, anche se più volte prorogati, forse troppo per le normali condizioni, sono ormai in corso di ultimazione. Anche se ulteriormente prorogate fino a giugno 2010, così come risulta ormai la messa in esercizio della rete realizzata.
Che nessuna disposizione, invece, è stata ancora assunta per le succitate ulteriori canalizzazioni, i 10 mili metri lineari, appunto, riservati alla scelta dell’amministrazione, con un ritardo che ormai comincia a diventare incomprensibile. Mentre altre zone del paese, come diverse strade nella zona 167, la zona Supersano, per esempio, restano in attesa del servizio, nonostante le numerose richieste giacenti presso il Comune.
Ritenuto che, oltre a segnalare tutto quanto sopra, si ritiene importante richiamare l’attenzione sulla opportunità e necessità di portare la rete metanifera anche delle zone artigianali industriali, cioè sia sulla strada provinciale Ugento – Racale, e sia sulla strada provinciale Ugento – Taurisano, ove insistono attività che spesso richiedono impiego di combustibile nei cicli di lavorazione, per esempio per caldaie o altri macchinari, mettendo a disposizione delle aziende un servizio importante.
Per tutto quanto sopra, considerato e ritenuto, i sottoscritti consiglieri comunali chiedono se si ritiene urgente o meno deliberare e trasmettere alla concessionaria l’elenco degli ulteriori 10 mila metri quadrati di strade canalizzare, nonché di essere messi al corrente di cosa lo impedisca. Se l’amministrazione in tale scelta ritenga parimenti importante inserire la rete nelle aree per gli insediamenti produttivi.
Terzo punto: di vigilare, visto l’entrata in funzione della rete già realizzata, sul rispetto degli impegni da parte della concessionaria, relativi alla corresponsione al il Comune della percentuale
Degli utili previsti, sempre una clausola contenuta nell’Art. 11 del capitolato d’appalto.
Chiediamo l’assessore di renderci edotti su questo stato dei lavori della rete di metanizzazione.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, assessore Scarcia.
ASSESSORE SCARCIA – Buona sera a tutti. Consigliere Cavalera, ho visto che hai letto molto bene il contratto, ma sicuramente non ti sarà sfuggito che oltre ai 10 chilometri c’è un articolo ben preciso all’interno del contratto, se non vado errato l’Art. 7, che non si utilizzano quei 10 chilometri, ma dice che ogni cittadino, se è a una distanza di 15 metri dal tubo centrale, ha diritto a allacciarsi.
Che cosa si sta facendo, come ufficio? Noi stiamo prima cercando di sfruttare al massimo questo articolo. Una volta esaurito questo articolo, verrà verificata la rimanente parte del territorio di Ugento, quindi Ugento e Gemini. Dopo di che, in base a tutte le richieste dei cittadini, si porrà mano a un progetto integrativo di 10 chilometri.
Questa particolarità, questa circostanza è molto importante, perché, ove mai l’amministrazione non avesse o non si fosse adoperata in tal modo, noi i 10 chilometri li avremmo consumati, nonostante c’era la possibilità di questo articolo 7, che prevede… io ti chiedo scusa sull’articolo, non ricordo esattamente, ma, se non sbaglio, è l’Art. 7, vede la possibilità dei 15 metri.
Tanto è vero che, è una notizia di qualche giorno fa, che è stata occupata con 7 persone, siamo riusciti a coprire una zona di 100 metri.
Se non avessimo utilizzato questa situazione, e avremmo utilizzato i 10 chilometri, oggi ci saremmo tolti 100 metri di rete gas. Questo è che si sta facendo.
Mentre, per la zona artigianale, non è che l’amministrazione è contraria, per carità. Però, sicuramente con i 15 chilometri penseremo prima a soddisfare le esigenze dirette dei cittadini. Dopo di che, per carità, se ce ne sono le possibilità, ci mancherebbe altro non arrivare alla zona artigianale. Pero, vorremmo coprire prima il territorio, inteso in senso stretto, dove ci sono gli abitanti, e poi allargare alla zona artigianale. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, assessore. Prego, consigliere Cavalera.
CONSIGLIERE CAVALERA – È vero che c’è l’Art. 6 o l’Art. 7 che dice questa questione dei 15 metri, però c’è, per esempio, tutta quella zona, sia a destra che a sinistra, la zona Supersana, per andare a mare, sulla strada per San Giovanni, dove la rete attuale sta abbastanza lontana ancora, sta ancora in via De Razza. Quindi, se dobbiamo aspettare che lì… Siccome non ci sono costruzioni ogni 15 metri, almeno dovrebbe arrivare fino alla ferramenta Mauramati, per poter sperare che di 15 metri in 15 metri si possa completare quella zona.
Per esempio, in quella zona ci sono molti cittadini interessati, però la rete, oggi come oggi, sta ancora molto lontana da quella zona.
Quindi, in ogni caso si potrebbe vedere se fare un accordo con la ditta. Al limite, se non indicarli tutti e 10 mila metri tutti insieme, fare una delibera a stralcio, per adesso, per indicare una certa quantità di metri, in modo da coordinare il tutto. Certo, che per le zone industriali portare la metanizzazione è una cosa importante, anche perché sappiamo quanti problemi ci sono, per esempio, se un’industria deve utilizzare del GPL o del gasolio. Invece, con la rete del Metano sarebbe tutto più semplificato.
Io chiedo, appunto, di valutare la possibilità di fare una prima delibera a stralcio. Senza indicare tutti e 10 mila, se ne indica una parte, in modo da cercare di sfruttare quello che diceva l’assessore Scarcia adesso.
PRESIDENTE – Prego, assessore.
ASSESSORE SCARCIA – Ingegnere, cerco di essere un po’ più chiaro, perché evidentemente non sono stato abbastanza chiaro prima. Ti faccio un esempio pratico: c’era Via Vincenzo Armida, se non vado errato, che era una di quelle che non era previsto il tronco. Nel momento in cui l’amministrazione mette mano, non può mettere mano per la Supersana. Deve mettere mano per tutte le situazioni in Ugento, sul territorio di Ugento presenti. Cioè, uno deve valutare l’intero territorio, non può dire: “Là non arriverà mai”. Altrimenti, ripeto come esempio, se io non avessi sfruttato l’Art. 15, mi viene il cittadino, il residente di Via Vincenzo Armida, o un’altra strada nei pressi del Sacro Cuore e mi dice: “Scusami, perché hai preferito quella zona alla mia?”. Vagli a spiegare al cittadino. Ecco perché si sta aspettando. Non è una perdita di tempo, è una questione proprio perché non si deve innescare nei cittadini una situazione di privilegio. Perché tutti quanti vogliono il gas.
Mentre oggi stiamo dicendo: “Una volta esaurito l’Art. 15, noi metteremo mano su tutto il territorio”, il cittadino si sente più garantito. Nel momento in cui metti mano solo a una parte, la persona di Gemini dice: “Le zone nostre perché no? L’unica esigenze solamente alla Supersana c’era?”. Poiché sono tutti urgenti, è una questione di rispetto verso tutti. Allora noi abbiamo detto: Prima l’Art. 15 e poi mettiamo mano a tutti. Ma questo è il discorso generico, non è una questione di dire “no”. È proprio per evitare, perché ci sono queste situazioni. Ripeto: una strada vicino al Sacro Cuore, via Vincenzo Armida. Sono situazioni quasi centrali rispetto a Ugento, e hanno anche diritto loro. È solo questo il discorso. Grazie.
CONSIGLIERE CAVALERA – Pero, Presidente, le domande i cittadini le hanno fatte già da 3 – 4 anni.
ASSESSORE SCARCIA – Ce le abbiamo tutte.
CONSIGLIERE CAVALERA – Per questo dico. Ormai non credo che ne fanno più adesso. Sulle strade non fornite, quelli che dovevano farla la richiesta, l’hanno fatta. Quindi, si può operare, insomma.
PRESIDENTE – Sempre i consiglieri Cavalera, Corvaglia e Gianfreda chiedono chiarimenti su due canestri di Basket che stavano sulla parrocchia di San Giovanni Bosco. Si prepara a rispondere l’assessore Greco. Prego, Consigliere Gianfreda.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Grazie, Presidente. Abbiamo, noi consiglieri del Partito Democratico, come ha detto lei, Presidente, Gianfreda, Corvaglia e Cavalera, avendo appreso a mezzo stampa che c’è una situazione, almeno per noi non è molto chiara, abbiamo sentito l’esigenza di chiedere all’assessore allo sport alcune delucidazioni. Quindi, leggo l’interrogazione.
“I sottoscritti consiglieri comunali, Oronzo Cavalera, Luigi Corvaglia, Renato Gianfreda espongono quanto segue: premesso che giorni addietro apprendevamo dalla stampa che l’amministrazione comunale chiedeva alla parrocchia Don Bosco di Ugento la restituzione di due canestri di basket, considerato che l’impianto era stato fatto montare circa due anni fa nel campetto parrocchiale dalla stessa amministrazione comunale, constatato che il suddetto impianto veniva utilizzato insieme alle altre strutture sportive parrocchiali, dai tanti ragazzi che abitualmente svolgono l’attività sportivo – ricreative su tali campetti dell’oratorio, tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri chiedono all’assessore allo sport una relazione dettagliata sull’argomento in oggetto”.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, assessore Greco.
ASSESSORE GRECO – Grazie, Presidente. Io ringrazio i consiglieri del Partito Democratico per l’interrogazione rivoltami, in quanto mi consentono di chiarire una vicenda, sulla quale in questi giorni si è sollevato un polverone, una vicenda che ha assunto dei contorni e soprattutto si basa su una realtà che non esiste e che, quindi, dovremo chiarire.
Io vorrei rispondere a questa interrogazione precisando due cose molto importanti, in quanto, una volta precisati questi due punti, possiamo continuare a rispondere all’interrogazione.
Primo punto, e è quello più importante: non c’è stata la volontà, né da parte mia, né da parte dell’amministrazione comunale, di fare un dispetto né nei confronti dell’oratorio, né tanto meno nei confronti del responsabile dell’oratorio. Questo è il primo punto che ci tengo a precisare.
Il secondo punto, molto importante, sul quale bisogna soffermarsi, è che il sottoscritto non ha mai imputato nessun tipo di responsabilità a nessuno, né tanto meno al mio predecessore.
Ora, io ho fatto una cronistoria dell’evento, mi sono documentato, ho portato qui in aula, in Consiglio comunale, tutti gli articoli di giornale e anche l’articolo comparso sul blog, sul “Tacco d’Italia” il 12 novembre 2009, proprio per poter ricostruire con carte alla mano la vicenda così come è andata.
Partiamo da venerdì 13 novembre 2009. Gazzetta del Mezzogiorno, titolo “Ridateci i canestri dell’Oratorio. Un nuovo sgarbo a Don Stefano”. All’interno dell’articolo, ad un certo punto si dice “a regalare i due cesti all’oratorio era stato l’ex assessore allo sport, Antonio Ponzetta”.
Articolo comparso sul Blog del “Tacco d’Italia” del 12 novembre 2009, il titolo è “Il Comune si riprende i canestri regalati. Tramite una lettera di Graziano Greco, assessore allo sport, il Comune di Ugento ha chiesto a Don Stefano la restituzione delle due canestri di palla canestro donati all’oratorio due anni fa”.
Questi sono gli articoli di giornale comparsi sulla vicenda. Ai quali è seguita una mia risposta. Perché tutti sapete, meglio di me, meglio di tutti, che per donare delle attrezzature comunali, per donare delle attrezzature di proprietà di tutti i cittadini, occorre che vi sia almeno un atto di donazione o un atto di concessione, o un atto del Consiglio comunale che deliberi in merito.
Da che cosa è scaturita la lettera che il sottoscritto ha inviato a Don Stefano Rocca e sulla quale, per altro, sono state fatte delle deformazioni sul contenuto, che andrò a chiarire in seguito?
È scaturita nel momento in cui al Comune di Ugento la Ditta Corbellini di Ugento, che voi conoscete sicuramente, ha presentato una fattura di circa 1500 euro per l’installazione dei canestri presso l’oratorio, senza mai che l’ufficio comunale competente desse quell’incarico. E senza mai che il Sindaco, la Giunta o comunque il Consiglio comunale ne fossero a conoscenza.
Una situazione certamente anomala, che dovevo chiarire immediatamente. Tant’è che ho iniziato a fare un inventario delle attrezzature sportive, ho verificato come mai era stato dato quel incarico. Nell’ufficio comunale competente il responsabile di settore mi ha esplicitamente detto che quell’incarico al signor Corbellini non era mai stato conferito. Ciò implica, dunque, che quella fattura è stata rigettata, in quanto non c’è stato a monte un incarico.
Ovviamente, una volta venuto a conoscenza del fatto, ho inviato una lettera al responsabile dell’oratorio, parrocchia San Giovanni Bosco, e per conoscenza al responsabile dei lavori Pubblici, architetto Gabriella Marrella. La leggo, consigliere Gianfreda, così i cittadini ne sono a conoscenza. Tant’è, siccome nel corso del tempo su questa lettera è stata detta una cosa, è stata confutata, o sono state dette un sacco di cose sul contenuto di questa lettera, la leggo ora in Consiglio comunale, alla presenza dei cittadini. … (Legge lettera agli atti).
Questa è la lettera che il sottoscritto ha inviato al responsabile dell’oratorio San Giovanni Bosco.
Sul contenuto della lettera sono state fatte un sacco di deformazioni, prime fra tutte, che è quella poi più importante, che vado a leggere, è quella del professore, nonché consigliere comunale, Renato Gianfreda, il quale dice: “Smentisco categoricamente che l’istituto alberghiero, dove insegno, abbia fatto richiesta dei due cesti”.
Io vorrei sapere da parte dei cittadini (ora io l’ho letta) dove ho scritto che l’istituto alberghiero mi ha chiesto questi due cesti. Non c’è scritto da nessuna parte in questa lettera che l’istituto alberghiero mi ha chiesto i due cesti. Quindi, un punto è chiarito.
Ora, sulla lettera di trasmissione si dice che è necessario reperire i due canestri di proprietà comunale al fine di consentire l’utilizzo anche ai ragazzi dell’istituto alberghiero. Come il consigliere Gianfreda saprà meglio di me, i ragazzi dell’alberghiero, non sono soltanto presenti sulla zona industriale Via Racale, ma c’è una succursale anche alle scuole medie, c’è una succursale dell’istituto alberghiero.
Con lettera protocollata n. 4766 da parte del dirigente scolastico della scuola secondaria di primo grado Ignazio Silone, intestata al signor Sindaco, all’assessore allo sport e all’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Ugento, si chiede: “richiesta di messe in sicurezza del campo di calcetto”. Al fine di attuare al meglio le iniziative sportive, programmate dal Centro sportivo scolastico appena istituito presso questo istituto – e può confermarlo anche l’ingegnere Cavalera, perché quella sera eravamo presenti insieme alla riunione – si richiede di mettere in sicurezza il campo di calcetto sito nei pressi della scuola media di Ugento e di dotarlo di cesti da basket regolamentari. In attesa di un positivo e rapido riscontro, si porgono cordiali saluti”.
Questa è la richiesta avanzata dal dirigente scolastico.
Ora, una volta appreso, e tengo a precisare che da parte mia non c’è stata mai, né sull’articolo di giornale, che è sotto gli occhi di tutti, né in altre modalità, non c’è stata mai imputazione di responsabilità a nessuno, né al mio predecessore, né a qualcun altro.
Ora, chiarita questa vicenda, era ovvio che, siccome non è l’assessore Greco o il consigliere Gianfreda o qualcun altro che può prendere delle decisioni in merito a delle attrezzature di proprietà comunale, ho inviato la lettera al parroco, Don Stefano Rocca, chiedendogli di consegnarmeli, in quanto, una volta consegnati, anche alla presenza di queste esigenze, perché ci sono delle esigenze di natura oggettiva, dovevamo discutere circa la destinazione di quei canestri.
È scoppiato un putiferio: l’assessore Greco, per fare un dispetto al parroco, glieli ha tolti, articoli sui giornali, dichiarazione da parte dei consiglieri comunali di opposizione. Come se ci fosse stato l’interesse da parte del sottoscritto e a da parte dell’amministrazione comunale di fare un dispetto, non al parroco, perché non è il parroco che usufruisce di quei canestri, bensì i ragazzi dell’oratorio.
Ci tenge o a precisare che da parte dell’assessore allo sport, da parte dell’assessore alle politiche giovanili e da parte dell’amministrazione comunale, tutti i ragazzi di Ugento sono sullo stesso livello, siano essi dell’oratorio, siano essi del Sacro cuore, siano essi di Gemini. Su questo voglio assolutamente che non ci siano discussioni di nessun tipo.
Un’altra cosa, sulla quale, per altro, ho dovuto questa mattina chiamare il parroco di Gemini, Don Mimmo Ozza, per scusarmi con lui per responsabilità altrui, però (scusatemi il gioco di parole) in quanto, sull’articolo apparso sul giornale, si legge: “L’assessore al sport venga a chiarire in Consiglio comunale se quei due cesti sono destinati a una struttura gestita da Don Mimmo Ozza a Gemini”.
Questa mattina ho ricevuto la telefonata, lo posso dire tranquillamente, da parte di Don Mimmo Ozza…
CONSIGLIERE GIANFREDA – Scusa, assessore. Da parte di chi questa affermazione? Hai omesso di dirlo.
ASSESSORE GRECO – Scusami, consigliere Gianfreda. Da parte dell’ex assessore allo sport.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Questa dimenticanza credo che sia cruciale.
ASSESSORE GRECO – Scusami, consigliere Gianfreda.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Siccome gli interroganti siamo noi, chi ascolta, pensa che questa affermazione sia stata fatta da uno degli interroganti. Per cui credo sia bene precisare.
PRESIDENTE – Facciamo concludere l’assessore.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Chiedo scusa, Presidente.
ASSESSORE GRECO – Grazie, consigliere Gianfreda. Avevo omesso di dire chi era colui che ha detto quell’affermazione. Tant’è che questa mattina vengono contattato dal parroco di Gemini, Don Mimmo Ozza, il quale mi dice: “Ma io e te quando mai abbiamo parlato di cesti da basket?”.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Assessore, ancora una volta la prego…
PRESIDENTE – Consigliere Gianfreda, per favore.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Chiedo scusa.
PRESIDENTE – Consigliere Gianfreda, non mi chiedere scusa più e lascia finire l’intervento dell’assessore.
ASSESSORE GRECO – Consigliere Gianfreda, non giochi sulle parole, per favore, mi faccia terminare. Poi replica, se vuole. Stavo dicendo, perché è giusto che la situazione sia chiara ai cittadini, perché se dobbiamo deformarla, è un conto, se dobbiamo dire le cose come effettivamente stanno, mi lasci dire ai cittadini come sono andati i fatti.
Stavo dicendo che questa mattina, lo ripeto ancora una volta, sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” di questa mattina c’è un articolo, sempre su questi benedetti canestri, dal titolo: “Canestri tolti all’Oratorio. Carte bollate all’orizzonte”. All’interno di questo articolo inizialmente si dice: “L’ex assessore allo sport, Antonio Ponzetta, accusato dal suo successore, Graziano Greco di aver donato due canestri di Pallacanestro all’oratorio parrocchiale, senza aver regolarizzato la donazione, e su iniziativa personale, non ha peli sulla lingua”.
Primo punto da chiarire: Graziano Greco non ha mai accusato Antonio Ponzetta di aver donato quei due canestri l’oratorio. Se c’è qualcuno che ha messo in giro questa voce, sono stati i giornali, tramite la gazzetta del mezzogiorno del 13 novembre 2009, e l’articolo apparso sul blog del “Tacco Italia” che il consigliere Minenna ha avuto la gentilezza di portarmi sul Comune, in quanto io quel giorno ero sul Comune a lavorare per la nostra collettività.
L’altra cosa che intendo chiarire: si dice “intanto chiarisco che i due cesti sono stati concessi in uso all’oratorio parrocchiale”. Quindi, passiamo da una donazione a un uso. Quindi, la situazione non è che sia molto chiara “Per cui, non ci poteva essere nessun atto formale di donazione”. Ma comunque ci sarebbe dovuto essere un contratto di comodato. Anche se non c’è atto di donazione, ci dovrebbe essere un atto di comodato. “della decisione di far utilizzare questi attrezzi sportivi dalla ragazzi che frequentano l’oratorio, era comunque al corrente la Giunta municipale, dato che n’era parlato e che i due cesti stavano abbandonati negli scantinati del palazzetto dello sport”.
Ovviamente, questa è una cosa… Io personalmente, io e i consiglieri di maggioranza, non eravamo a conoscenza. Se la Giunta era a conoscenza di qualcosa, penso che il Sindaco ce lo dirà in seguito, lo dovrà dire in questa sede, questa sera, in Consiglio comunale.
L’ultimo passaggio che stavo chiarendo, e poi il consigliere Gianfreda mi ha interrotto, è quello relativo alla presunta destinazione dei cesti, alla presunta idea di destinazione dei cesti da parte del sottoscritto.
Sempre su questo articolo si dice che io ho l’obbligo, ho il dovere di chiarire questa sera in Consiglio comunale se ho intenzione di regalare quei due cesti a una struttura gestita da Don Mimmo Ozza a Gemini. Come per dire: “Don Stefano mi è antipatico, siccome Don Mimmo mi è simpatico, glieli dono a Don Mimmo” , questo è il senso del contenuto dell’articolo.
Ci tengo a precisare, e ripeto, questa mattina alle ore 9:30 mi chiama al telefono Don Mimmo Ozza e mi dice: “Quando mai io e te, Graziano, abbiamo parlato di cesti?”. Ho detto: “Mai, don Mimmo. Siccome in questi giorni stiamo parlando di cesti, ho la testa piena, non so neppure di che cosa stiamo parlando”.
Per cui, prima di scrivere determinate cose sul giornale, prima di deformare la realtà, secondo me occorrerebbe informarsi sui fatti.
Per concludere, qual è il fine di questa richiesta avanzata a Don Stefano Rocca?
Ripeto: ci sono delle necessità di carattere oggettivo, alle quali comunque dobbiamo rispondere. Ma comunque, una volta consegnati quei beni, io sarei dovuto andare in Giunta, a decidere insieme ai miei collegi di Giunta, come è giusto che sia, la destinazione di quei cesti. Perché io credo che quando si tratta di attrezzature di proprietà comunale, nessuno di noi, né io, né il Sindaco, né l’assessore, né il consigliere, autonomamente può prendere un bene e regalarlo a qualcuno.
Siccome, comunque, ripeto, perché non voglio essere frainteso poi, siccome il sottoscritto non ha imputato nessun tipo di responsabilità a nessuno, quindi chiarisco meglio: non sto dicendo che l’assessore Ponzetta ha commesso un illecito, questo che sia chiaro, è giusto che questi cesti, tanto discussi, ritornino alla proprietà d’origine, ritornino, quindi, alla proprietà comunale, si discuta tutti insieme su come occorre destinare quei canestri. E solo una volta presa una decisione tutti insieme, magari coinvolgendo anche il Consiglio comunale, formalizzare un atto di donazione, di concessione o di comodato d’uso che sia. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, assessore. Io ritengo che, da quanto esposto dall’assessore Greco e da questo evince dei fatti, che nessuno era in conoscenza che questi due canestri erano stati in donazione all’oratorio, voglio solamente rammentare a tutti i consiglieri, che voi sapete, insegnate anche a me, che nessuno di noi si può sentire autorizzato, bene della comunità pubblica, di prendere delle decisioni all’insaputa del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale tutto e di fare delle donazioni o degli affidamenti.
Pertanto, considerato che il caso ormai, grazie ai consiglieri, oltre ai giornali, ma grazie ai consiglieri, nella persona di Gianfreda, Corvaglia e Cavalera è stato dibattuto e si sta dibattendo in Consiglio comunale, invito il Sindaco e l’amministrazione comunale che prenda tutte le misure necessarie riguardo al caso che si è verificato e di adottare tutte le responsabilità secondo le persone che hanno commesso, se ci sono delle responsabilità. Perché ci troviamo davanti a una situazione che, giustamente, i cesti devono rientrare al Comune, e poi con i dovuti provvedimenti, se ne facciano uso secondo le strutture.
Prego, consigliere Riso.
CONSIGLIERE MINENNA – Presidente, avevo chiesto prima se potevo intervenire…
PRESIDENTE – Aveva chiesto prima lui.
CONSIGLIERE MINENNA – Non ci sono problemi. Avevo chiesto, gentilmente, se potevo intervenire o meno, Presidente, per fatto personale. Siccome sono stato chiamato in causa…
PRESIDENTE – Consigliere Riso, consigliere Minenna, consigliere Cavalera.
CONSIGLIERE RISO – Grazie, Presidente.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Presidente, si tratta di un’interrogazione a nome di Cavalera, Gianfreda e Corvaglia. Quindi, prima che… se il Presidente vuole aprire il dibattito, cortesemente il consigliere Minenna, per questione personale ha chiesto se può chiarire dieci secondi una cosa. Che c’entrano gli interventi chiesti da altri, scusate? Interrogazione è questa, Presidente.
PRESIDENTE – E essendo che il consigliere Minenna non fa parte di coloro che hanno fatto l’interrogazione e la parola me l’ha chiesta il consigliere Riso, parla prima il consigliere Riso.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Presidente, non ci stiamo capendo, mi dispiace. Perché poi sembrano sciocchezze, invece sono cose serie.
PRESIDENTE – Si deve fare spettacolo questa sera?
CONSIGLIERE GIANFREDA – No, no, lo spettacolo non lo stiamo facendo certamente noi, Presidente. Presidente, mi dica a che titolo il consigliere Riso sta chiedendo la parola prima degli interroganti. Se lei mi spiega questo…
PRESIDENTE – Ma come fai tu a dire che me l’ha chiesta dopo?
CONSIGLIERE GIANFREDA – Non la può chiedere! Presidente, se vuole concedere la parola, come cortesemente ha chiesto il consigliere Minenna, giustificando per fatto personale, perché nella relazione dell’assessore è stato citato, nome e cognome del consigliere Minenna, questo, chiaramente, dipende dalla sua volontà, Presidente. Non sono certamente io quello che vuole togliere la parola a Minenna. Ecco perché avevo detto: “Precisa con il suo intervento per fatto personale, e poi la parola passa agli interroganti”. Poi, se si apre la discussione, ci mancherebbe altro che non facciamo parlare il consigliere Riso e quanti hanno volontà di parlare. Questo avevo chiesto.
Presidente, il consigliere Minenna, può precisare?
PRESIDENTE – Se lo sta chiedendo il Giudice di Pace, prego consigliere Minenna.
CONSIGLIERE MINENNA – Presidente, posso? Posso cedere la parola al consigliere Riso, così chiudiamo questa querelle?
CONSIGLIERE RISO – Per correttezza, allora, penso che è giusto che parlasse il Gianfreda, Corvaglia o chi per loro e Cavalera. Dopo poi, se c’è la possibilità, parla Minenna, parlo io, e parlano gli altri. Grazie.
PRESIDENTE – Consigliere Minenna, prego.
CONSIGLIERE MINENNA – Grazie, Presidente. Intervengo per fatto personale, perché sono stato chiamato in causa dall’Assessore Greco, il quale ha detto: “Il consigliere Minenna mi ha portato un articolo tratto da un blog”, credo che sia il “tacco d’Italia”, se non vado errato, riguardante questa vicenda nauseante di questi due canestri.
Io ci tengo a precisare perché ho fatto questa segnalazione all’assessore Greco: non per mettere zizzanie o per prendere le parti del parroco o della Giunta. Soltanto perché, come ho detto nell’interrogazione prima rivolta all’assessore Mauro, abbiamo particolarmente cura e attenzione noi di tutto ciò che è di proprietà pubblica. Quindi, eravamo interessati a capire, prima in via informale da parte dell’assessore Greco e poi ero intenzionato a protocollare domani un’interrogazione in merito, circa le modalità di questo scambio di un bene pubblico, che, secondo noi, ci sentiamo di avanzare una proposta qui in Consiglio comunale, come partito comunale e come partito politico, come PDCI, secondo noi avrebbero una più giusta collocazione, per esempio, sul lungomare di Torre San Giovanni, dove vi erano due canestri, ne è rimasto uno soltanto, è pericolante, sta cadendo. Lì, sia d’estate che d’inverno vi giocano diversi ragazzi che risiedono nella frazione Torre San Giovanni e diversi turisti. Lì si a possono, per esempio, suggerivo all’assessore Greco, organizzare degli eventi, tipo tornei di street basket e quant’altro, semplicemente per questo, semplicemente perché allarmati dell’uso che si è fatto prima, e spero non si stia facendo adesso, di alcune attrezzature di titolarità pubblica. Perché noi siamo fortemente preoccupati, a iniziare dalle attrezzature e anche dal modo in cui vengono usati alcuni, o lasciati in altri casi, impianti sportivi.
Soltanto per questo. Non era, come è stato detto da qualcuno, sempre sui blog, perché per prendere le parti dell’assessore Greco contro Don Stefano. A noi Comunisti queste polemiche non interessano, come ho ribadito sulla mia pagina, su face book, dove ho detto: “Sono nauseato dal fatto che si dia talmente tanto risalto a una vicenda incresciosa, e sottolineto incresciosa, piuttosto che a altre questioni che attanagliano la nostra comunità. Punto.
PRESIDENTE – Prego, consigliere Gianfreda.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Presidente, noi, tre consiglieri interroganti, proprio perché io personalmente ero stato rintracciato prima che uscisse quell’articolo a cui faceva riferimento l’assessore Greco, dal giornalista Giancarlo Colella, per chiedermi se l’istituto alberghiero aveva chiesto o meno l’utilizzazione di quei canestri.
Ma nel mio intervento io voglio mettere in evidenza, assessore Greco: lungi da noi nel pensare che, alla luce di quello che è stato scritto oggi sul giornale, questa vicenda diventasse un vero e proprio caso politico, assessore Greco. Perché, fino a prova contraria, il consigliere Ponzetta, ex assessore allo sport, fa parte ufficialmente della vostra maggioranza. E quando si leggono sula stampa attacchi feroci di cui abilmente tu, assessore Greco, hai evitato alcuni passaggi dell’articolo di oggi… ripeto: un’intervista fatta tutta quanta, non ci sono altri intervistati in questo articolo all’ex assessore Ponzetta, che con toni rudi, forti, si esprime su questo articolo. Meno male che abbiamo fatto ieri noi, interrogazione, Sindaco, quindi nulla sapevamo che oggi sarebbe uscita una cosa del genere. Perché, sennò certamente, Presidente… Vi prego di crederci. Ieri mattina alle 8:30 io ho protocollato la richiesta. Potete chiedere, prima di andare a scuola, ho protocollato…
ASSESSORE GRECO – C’è qualcuno che ti ha anticipato, consigliere Gianfreda. Perché ieri sera sul Tacco d’Italia qualcuno preannunciava che oggi sarebbe uscito quell’articolo.
CONSIGLIERE GIANFREDA – E non sapevamo niente. Ve lo giuro: per quanto ci riguarda, io ho chiesto ingegnere Cavalera, ho chiesto all’ingegnere Corvaglia… Presidente, vi prego di crederci: non sapevamo nulla. Per cui, dicevo, quando l’ex assessore Ponzetta dice: “Della decisione di fare utilizzare quegli attrezzi sportivi dai ragazzi che frequentano l’oratorio, era comunque al corrente l’intera Giunta municipale, dato che se n’era parlato e che i due…” qui dice “cesti”, spesso ho sentito anche voi pronunciare la parola “cesti”. Non è un termine proprio per l’attrezzatura sportiva. Si chiamano canestri, i cesti sono altra cosa, Sindaco. Per cui, precisiamo anche questo, lo dico come insegnante di educazione fisica, naturalmente.
Quindi “che i due cesti stavano abbandonati negli scantinati del palazzetto dello sport”. Questo lo dice l’ex assessore allo Sport, ma anche dire altro: “Durante il mio mandato – rivolgendosi all’assessore Greco dice – ho cercato di operare senza peccare di protagonismo”. Lo sta dicendo un vostro Consigliere di maggioranza, non certamente si riferisce…
SINDACO – Renato, l’interrogazione è sull’articolo o sui canestri?
CONSIGLIERE GIANFREDA – No, “il caso politico” ho detto prima. Ora arriviamo anche sui canestri. Bravo, Sindaco, canestri, non “cesti”.
Quindi, dicevo “senza peccare di protagonismo. Poi l’assessore Greco, che pure sa che a Ugento situazioni non regolarizzate ce ne sono tante, a cominciare dal terreno del cimitero” e ne cita via via un paio. Poi dice, alla fine dell’intervento, sempre il consigliere Ponzetta, ex assessore Ponzetta: “È ora che esca allo scoperto anche il Sindaco, e che ci dica se condivide o meno l’operato del suo assessore, pronunciandosi in Consiglio comunale su questo operato”.
È un caso politico. Che io, chiaramente, non metto assolutamente… Sono problemi vostri.
Finito di parlare come consigliere comunale, parlo, permettetemi, come un piccolissimo docente di educazione fisica. Ho solo 37 anni di servizio alle spalle di servizio, Presidente, non sono poi così tanti.
Io, assessore Greco, credo che sia di condividere, e è condivisibile il fatto che tutti i beni comunali debbano risultare ufficialmente, se sono in dotazione al Comune, e debbono, eventualmente dovessero essere cedute o concessi o donati, che ci debba essere qualche atto formale che giustifichi questo spostamento.
Quello che però io voglio un po’ contestare è il fatto che, come giustamente ha detto il consigliere Minenna, si sta parlando, in questo caso, di un bene del valore di mille… Ma non ha importanza il valore. Ma allora dico: se è vero come è vero, e noi crediamo che sia ci, tutti i ragazzi che vogliono fare attività sportivo – ricreativa sono tutti uguali, perché non pensare, assessore Greco, di regolarizzare, o meglio, perché non aver pensato prima di regolarizzare ufficialmente la concessione all’oratorio Don Bosco, visto che c’erano dei ragazzi che comunque utilizzavano dell’impianto e, magari… Perché tu hai detto, assessore Greco “su richiesta di essere associazioni sportive che vogliono utilizzarlo, restituiscili al legittimo proprietario” . Il concetto della lettera è quello.
Perché, per esempio, non aver pensato, con quella occasione di quelle istanze, di andare a recuperare i canestri del palazzetto dello sport del pallone tensostatico di Torre San Giovanni?
Noi abbiamo fatto questa mattina le fotografie, poi, chiaramente, ve lo do. È vergognoso! È vergognoso, ripeto, che due canestri, che da oltre 20 anni stanno buttati sul parquet del pallone tensostatico di Torre San Giovanni, catapultati a terra… si sarebbe recuperato il bene, perché è abbandonato, anche se comunque di proprietà del Comune. Un minimo intervento economico di riparazione di qualche cosa, e si sarebbe aggiungo un servizio a altri giovani, proprio perché tutti debbono essere uguali. Non: “li tolgo da alcune strutture”. E poi? Che cosa sarebbe successo? Quando sento dire: “Poi, una volta smontati, riportati al Comune - dobbiamo essere logici in queste cose – la Giunta avrebbe deciso dove montarli”.
In questo io credo, non sono uno stupido, che averli smontati, vuol dire già che a priori quella localizzazione si sarebbe esclusa. O no? Sarebbe stato assurdo riportarli di nuovo lì perché la Giunta doveva deliberare.
Cerchiamo di ragionarci un po’ su, su queste cose.
Per cui io vado ad escludendum: si sarebbe deciso… Poi il fatto di Don Mimmo, etc.. Anche io sono rimasto male, te lo giuro, assessore Greco, perché queste sono solamente… Però non le dicevamo noi. Ecco perché ci tenevo… Siccome era una affermazione abbastanza grave… Ecco perché ti avevo pregato di far sentire chi era l’autore di questa dichiarazione.
ASSESSORE GRECO – Consigliere Gianfreda, scusi se la interrompo. Prima di andare avanti, le vorrei chiedere: ma secondo lei era legittimo che quei canestri rimanessero là?
CONSIGLIERE GIANFREDA – Assessore Greco, mi stai dicendo che avreste deciso. Cioè, all’amministrazione comunale…
ASSESSORE GRECO – Alla domanda devi rispondere.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Al Consiglio comunale, assessore, cosa interessa? Dare servizi ai giovani, in questo caso, ai ragazzi, agli anziani.
Chiaramente, io sono stato quello che ti sto dicendo, in questo momento, che sarebbe dovuta essere regolarizzata la situazione. Ma io aggiungo altro. Quindi, dicevo, se si fosse pensato, assessore Greco, a riutilizzare le attrezzature, così come sono stati questi canestri per tanti anni, non sotto lo scantinato, perché non è neanche molto preciso l’ex assessore Ponzetta, quando dice così… questi canestri , assessore Greco, lo dico io dove sono stati per tanti anni potssono stati sotto la pensilina all’esterno, chiaramente coperti dalla pioggia, ma sotto la pensilina del lato est delle tribune, all’esterno. Così come sono state, l’anno scorso, e di questo voglio fare una piccola citazione, anche le due porte di calcetto, che l’alberghiero, proprio per la manifestazione della giornata dello sport, che lo Sindaco conosce molto bene, dovendo essere utilizzate soltanto un giorno all’anno alla fine delle manifestazioni sportive dell’istituto alberghiero, necessitavano di una certa caratteristica delle porte stesse, cioè leggere, con uno strato gommato sotto per non recato danno al parquet del palazzetto. E vi ringraziai ufficialmente, perché fui io a fare quella richiesta, erano destinate a quella utilizzazione del palazzetto, perché costavano la bellezza di 580 euro cadauna.
Altre porte, di diverse caratteristiche, che si potevano andare a utilizzare in qualsiasi campo in terra battuta, e non voglio essere polemico, si va dal fabbro, con 50 euro si fanno due porte di calcetto, da utilizzare nelle strutture.
Siccome io non ho visto più, all’inizio dell’anno scolastico, quelle due porte al palazzetto, vi ho chiesto. Mi è stato risposto, non ufficialmente: “Quelle due porte sono state date in donazione a una squadra che le utilizza per il bene pubblico”. Se vi foste stato chiesto, come tecnico, se era il caso di fare questa operazione, certamente vi avrei detto quello che ho detto adesso “Andate da un fabbro, spendete 150 euro, ve le regale anche, e quelle le lasciamo esclusivamente per…”. Perché adesso io non so dove stiano. Siccome al campo sportivo non ci sono più, io credo che si stiano utilizzando altrove, ma sempre all’aperto, sempre un bene che va in usura in pochissimi mesi.
Quindi, dopo suggerimento che do, Sindaco: se potete recuperare quel bene, perché sennò a maggio si ripropone il problema, e mi dispiace, assessore Greco, dover spendere, come amministrazione comunale, 1200 euro per porte specifiche, leggere. Quelle pesano sì e no 7 chili l’una, proprio per non creare danno.
Ma io chiudo il mio intervento, Presidente, con un’altra piccola osservazione: se l’assessore Greco decide di far rientrare al patrimonio del Comune beni in qualsiasi forma, poi noi non sapevamo di questo, siano stati donati o concessi, o dati in uso, perché non si sta facendo la stessa cosa, per esempio, per i suppellettili degli spogliatoi del campo sportivo di via Taurisano?
Perché, nello stesso momento in cui si fa una lettera di restituzione del bene, che comunque era servito, si tralascia una cosa molto importante, che è quella che sono stati spostati i suppellettili degli spogliatoi dal campo sportivo comunale di Via Taurisano, in una sede privata? Assessore Lecci, io non so se questo comportamento può essere… Ripeto, ho fatto l’esempio delle porte, che non sono rientrate, ma che comunque voi mi dite: “Sono fatti nostri se vogliamo darle belle e costose ai campi dove potevano esserci anche quelle mene costose”. I suppellettili si stanno utilizzando per scopi e in sedi private.
Avrei visto un’opera fatta bene da parte dell’assessore Greco, se nello stesso istante in cui si parte per fare il recupero di un bene, automaticamente, proprio perché siamo tutti uguali, doveva essere fatta anche quest’altra operazione.
È questo che noi volevamo. Non ci interessano le beghe politiche.
Per cui, il fatto di aver ascoltato oggi, prima rientrano, però poi la Giunta deciderà dove utilizzarli, non sarebbe stato meglio dire : “Don Stefano, vedi che dobbiamo regolarizzare, perché non so per quale motivo l’assessore che mi ha preceduto non ha formalizzato la concessione”. Ma se si chiede la restituzione, non credo, saremmo andati nel ridicolo se poi la Giunta di nuovo avesse deliberato per rimontarli.
Anche perché, e tu l’hai citata la fattura, qua c’è una richiesta, c’è una fattura del 15 maggio 2009, di 1500 euro circa, perché sono stati spostati i canestri dal palazzetto, rimontati all’oratorio. Quindi, a maggior ragione non credo che li avremmo fatti smontare, 1500 euro altri, poi la Giunta deliberava. Siccome all’oratorio Don Bosco ci sono tanti ragazzi che giocavano a pallacanestro, lì rifacciamo rimontare.
Quindi, oltre alla beffa di cadere nel ridicolo, la spesa di altri ulteriori 1500 euro.
Ecco perché, assessore Greco, noi esponiamo forti criticità sul tuo operato.
Anche perché, essendo un assessore giovane, io avrei pensato due volte, nel dire che questa sia stata la decisione obbligata. Non era questa la decisione obbligata.
Ho portato come esempio due altre soluzioni. Mi sarei aspettato, per esempio, assessore Greco, e chiudo davvero, come assessore alle pari opportunità, cosa di cui fra qualche minuto dedicheremo qualche attenzione, per esempio… perché non è detto che ci debba essere una sentenza di un Tribunale per avere la presenza, per esempio, di donne in Giunta. Come assessore giovane, neo nominato dal Sindaco, mi sarei aspettato da parte tua… Poi saresti riuscito, non saresti riuscito, almeno il tentativo di onorare le pari opportunità con un impegno tuo personale da portare in Giunta, alla maggioranza, se fosse il caso o meno, ripeto, senza imposizioni da parte di Organi giudiziari, nel dare davvero vita alle pari opportunità in questa assise comunale, anche se non ci sono donne elette. Avremmo apprezzato veramente di più l’inizio del tuo mandato assessorile. Grazie.
PRESIDENTE – Prego, Sindaco.
SINDACO – Io prendo la parola soltanto perché Gianfreda, nella sua lunga esposizione, come al solito, ha tirato in ballo questioni non attinenti all’interrogazione.
Perché, si fosse fermato all’interrogazione sui canestri, ha risposto già abbondantemente l’assessore Greco, mi sarei limitato a prendere atto della sua risposta e basta.
Siccome ha citato anche l’articolo, e mi hai invitato a rispondere, allora prima risposta, se io sono d’accordo con quello che dice l’assessore Greco: Io avallo in pieno quello che ha fatto l’assessore Greco. E sgombriamo il campo.
Non c’è la persona che ha posto il quesito. Mi dispiace, però non c’è dubbio che quando un assessore fa l’interesse dell’amministrazione comunale e chiede il rispetto delle regole amministrative, deve avere l’avallo non soltanto del Sindaco, ma di tutto quanto il Consiglio comunale. E non ho capito perché c’è questa polemica questa sera. Perché l’oggetto del contendere, consigliere Gianfreda, è se abbiamo fatto bene, attraverso l’assessore, a attivare quella pratica per far tornare un bene comunale, che non era stato mai donato, per bocca stessa dell’ex assessore Ponzetta.
E a fronte di una fattura di 1500 euro, che il Comune dovrebbe pagare, ma non pagherà, perché non c’è nessun atto agli atti del Comune che possa dire: “C’è stato l’impegno di spesa”, io vorrei sapere da parte tua, se fossi stato tu assessore al posto di Graziano, che cosa avresti fatto nel momento in cui fosse stata presentata una fattura di 1500 euro da pagare. Come intendi pagare la fattura. Non le soluzioni che possono essere poi discusse anche in altra sede. Tu che cosa faresti adesso per far pagare quella fattura?
Su questo punto non ti sei pronunciato, nei cercato di glissare, hai evitato l’argomento. Questo è il primo punto da chiarire.
Secondo punto: su quel palazzetto dello sport di Torre San Giovanni, tensostatico, mi pare che più volte in altre occasioni, ho annunciato, l’ho detto e lo ripeto: abbiamo presentato un progetto di riqualificazione urbana. Siccome non ci sono soldi per poterlo rimettere apposto, c’è un progetto di riqualificazione urbana per il lungomare e per il tensostatico di Torre San Giovanni, che aspetta di essere finanziato dall’Area Vasta.
Per cui, se ci saranno i finanziamenti, e spero che ci saranno… Questo fatto del palazzetto di Torre San Giovanni, del tensostatico, credo che poi al momento opportuno l’assessore Pacella, che ha seguito tutte le vicende dell’Area Vasta, potrà essere più esaustivo in sede di discussioni di bilanci o di consuntivi futuri.
Per quanto riguarda i canestri di Torre San Giovanni, Gianfreda, perché te ne sei accorto adesso che ci sono i canestri di Torre San Giovanni? Adesso che c’è la polemica? Hai mai detto che lì sotto… Cioè, quanti anni fa, Gianfreda?
CONSIGLIERE GIANFREDA – Lì giocano a pallacanestro, Sindaco! Da quando non è stato più in uso.
SINDACO – Secondo me adesso si sta facendo un can- can molto esagerato su questo problema dei canestri. Perché è come se stessimo discutendo in Consiglio comunale in piccolo della coda dei cani di cui si parlava qualche tempo fa in Parlamento.
Stiamo parlando di una cosa ridicola. Stiamo montando, o stiamo assistendo a un caso di linciaggio di un assessore giovane, sol perché ha voluto fare il suo dovere.
Allora questo fatto, tu consigliere comunale, dovevi essere grado a Graziano Greco per aver messo in moto un meccanismo per poter riportare almeno al patrimonio del Comune un cesto, dei canestri, che non sono stati mai ufficializzati attraverso atti comunali , per essere né donati né prestati.
Questo è il punto. L’altro resto… si poteva cambiare forma, si poteva cambiare metodo, poteva essere usata una strategia diversa, poteva essere una modalità di approccio diverso. Per carità. Ognuno sceglie la via opportuna. Ma, a fronte di quella fattura, l’unico modo per mettere in moto un meccanismo per contestare quella fattura era che l’assessore Greco facesse una lettera ufficiale. Senza quella lettera, parole dietro parole, quella fattura la ditta Corbellini la vuole pagata.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Sindaco, chiedo scusa. E secondo te, solo perché sono stati smontati i canestri non… Se va in causa, non l’avrà pagata?
PRESIDENTE – Consigliere Gianfreda, ti abbiamo lasciato parlare, non interrompere. Hai parlato mezz’ora e ti abbiamo lasciato parlare.
SINDACO – Io non ho interferito e non ho detto una parola.
Allora, la questione del pagamento si pone comunque e sempre, perché se il Comune, l’assessore avesse fatto un atto ufficiale di Giunta, etc., o l’avesse fatto l’ufficio, avremmo mandato i socialmente utili a montare i canestri, non avremmo speso una lira.
Allora, il problema è questo. Come si può autorizzare una spesa di 1500 euro, se tu dici che i canestri stessi costano 1000 euro? Microallora, chi la riconosce la spesa? Renato Gianfreda, tu hai fatto l’amministratore, hai fatto anche l’assessore. Io non credo che queste cose…
CONSIGLIERE GIANFREDA – Sindaco, non devi rivolgerle a me queste domande. Al tuo ex assessore le devi rivolgere. Che c’entriamo noi? Le maggiori critiche al suo giovane assessore, non le abbiamo noi, pubbliche.
PRESIDENTE – Consigliere Gianfreda, lascia finire l’intervento e poi ti do la parola, se vuoi parlare. Te la do dieci volte la parola, però non parlare più, per favore.
SINDACO – Gianfreda, tu hai interrogato, hai risposto, e adesso replichi ancora. Io ti sto dicendo: non è che mi rivolgo a te. Siccome hai trascurato questo piccolo particolare, hai affrontato una questione secondo me secondaria rispetto al fatto principale, io di questo ti sto rimproverando. Non sto dicendo che devo chiedere a te perché è stato autorizzato il montaggio e lo smontaggio dei canestri, con quella spesa relativa che c’è stata. Ti sto dicendo soltanto che forse sarebbe stato più opportuno che un consigliere comunale, attento e avveduto come te, facesse anche questo tipo di interrogazione. Cioè, spiegare chi andrà a pagare questa fattura. Chiedere a me, agli assessori, chi dovrebbe affrontare questo problema, considerato che l’ufficio non ha impegnato nessuna lira in merito, perché non sapeva niente l’ufficio.
Detto questo, poi, a me piacerebbe anche sapere: se fosse stato fatto lo stesso invito a un’altra persona, a un altro ente, a un’altra associazione, forse questa sera non staremmo qui a parlare di questo fatto.
Gianfreda, non dire “no” tanto per fare battute. Perché il caso è successo perché è successo all’oratorio. Il fatto serio è quello.
Però debbo anche dire che con tutta l’importanza che può avere l’oratorio di Ugento, siccome ci sono altre realtà giovanili e siccome quei canestri, e l’ha detto bene l’assessore Greco, possono servire anche a altre realtà giovanili, a essere associazioni, io credo che con calma avremmo potuto affrontare il argomento, discuterne in Giunta, discutere e vedere di fare un atto ufficiale, che regolarizzasse l’eventuale destinazione di questi beni. Che poi in sé per sé è un bene che costa, come dice Renato Gianfreda, quattro soldi.
Allora, stiamo facendo, stiamo parlando di una cosa che non ha importanza per l’amministrazione comunale, se non quella per il clamore che si è creato intorno a questi canestri, perché ne ha parlato la stampa, ne hanno parlato le Associazioni, ne ha parlato… il Fatto, e mi dispiace doverlo dire, che se non ci fosse stata questa cosa, e fosse andato l’assessore, e avesse detto poi che deve pagare questa fattura chi… Il caso sarebbe esploso lo stesso. Non è che è stata fatta la lettera e lì è successo il macello, perché sono stati restituiti i canestri. Il caso si sarebbe ripresentato, non subito, ma dopo, se per caso noi, dopo che l’ufficio contestava il pagamento della fattura, diceva a noi: “Sindaco, chi deve pagare? Amministrazione, chi deve pagare?” E, logicamente, la ditta sarebbe andata a fare gli atti a chi ha dato l’ordine, oppure a chi ha è stato destinatario di quella donazione, di quell’uso.
Questo è il contesto in cui è maturata questo bailamme.
Comunque, la Giunta non sapeva niente di questo atto. Perché era, e io lo posso dire, perché quando c’è stata la manifestazione dello giornata nazionale dello sport, che sono venuti anche rappresentanti di associazioni sportive di serie A per fare delle esibizioni… È chiaro che in quel momento si sapeva che l’uso di quei canestri per 5 – 6 giorni serviva per dare la possibilità di realizzare quel tipo di manifestazione all’interno di una struttura che accoglieva tanta gente. Che se poi c’è stata una dimenticanza, io voglio essere buono, perché certe volte succede anche di dimenticare di completare gli atti, non ci sarebbe stato niente di strano che il consigliere, l’assessore, il Sindaco dicesse: “Ho sbagliato, mi sono dimenticato, dovevo informare l’ufficio, dovevamo regolarizzare” e si sarebbe chiuso tutto lì. Questo fatto non è stato portato nel modo dovuto da parte di chi era interessato a chiuderlo elegantemente. Purtroppo c’è stata questo tipo di polemica molto aspra, molto… Perché io le cose le sento da voi in maniera abbastanza garbata, parlate in Consiglio comunale, fate polemiche. Ma, fuori di qui, chi più ne ha, più ne dice.
Allora, evitiamo di alimentare una polemica sul fatto che comunque è stato creato per mettere ordine nell’attività amministrativa, che può essere anche l’avvio, secondo me, positivo nel dire: “da oggi in poi, certe attività, certi gesti, atti del Sindaco non debbono essere compiuti, se non c’è prima una destinazione ben precisa, pubblica, utile, perché questi beni debbono essere usufruiti da parte della gente che ha bisogno oppure ne chiede l’uso, con atti ufficiali”. Questo è tutto.
PRESIDENTE – Grazie, Sindaco.
CONSIGLIERE CAVALERA – Stando alle parole del Sindaco, si capisce, a questo punto, che questa fattura dovrà pagarla l’assessore Ponzetta. Perché non vorrei poi, siccome questi canestri da soli non credo che sono andati dal palazzetto all’oratorio, non so se hanno camminato da soli, credo che qualcuno li ha smontati. Né credo che la ditta che ha fatto la fattura si è sognata di aver smontato, o che è andata a rubarli per montarli.
Quindi, voglio dire, non vorrei che tra qualche mese ci trovassimo con un incarico dato a un Avvocato per difenderci da atti.
SINDACO – (Fuori microfono).
CONSIGLIERE CAVALERA – Intanto le beghe interne sono vostre, diciamo. Per quello che dice l’assessore Ponzetta… Noi non sapevamo nemmeno niente di queste cose, di questa intervista che è uscita oggi. Però, noi abbiamo fatto l’interrogazione per sottolineare, come al solito, l’approssimazione con cui si fanno certe cose. Questo è il punto. Non vorrei, ripeto, che fra qualche mese ci ritroviamo anche a doverci difendere da degli atti legali che ci farà la ditta.
SINDACO – Scusa, consigliere Cavalera.
CONSIGLIERE CAVALERA – E quindi con un debito fuori bilancio. Perché, per condannati, saremo condannati certo, perché, ripeto,…
SINDACO – Consigliere Cavalera, una cosa è certa: che quando leggete l’articolo, prendete le cose che vi interessano. Quello che adesso stai dicendo tu “bisogna capire chi pagherà”, queste cose non le hai detto prima. Allora, quello che vi piace lo dite, e quello che non vi piace non lo dite mai.
L’atto è stato fatto senza che l’amministrazione comunale, lo ripeto ancora una volta, sapesse niente. Non c’è stato nessun incarico, né ufficiale né ufficioso fatto al Corbellini. Per cui Corbellini dal Comune non prenderà una lira.
CONSIGLIERE CAVALERA – In ogni caso, è una cosa grave. Questo è il punto.
PRESIDENTE – Consigliere Giannuzzi. Dopo Minenna e dopo Riso.
CONSIGLIERE GIANNUZZI – Grazie, Presidente. Io intervengo in questo dibattito, perché si è aperto questo dibattito in ragione di questa interrogazione. In quanto, se si fosse trattenuta nella logica dello schema “interrogante – interrogato” probabilmente il dibattito non si sarebbe aperto. Così non è stato, e quindi cerchiamo di affrontarlo serenamente questo dibattito.
Sindaco, mi consenta di partire da una sua ultima affermazione, giusto per dare una battuta per stemperare i doni. Lei dice: “La giunta non sapeva niente”. Sa, come va di moda in questi tempi, perché, per esempio, a Lecce stiamo ascoltando il fatto di Via Brenta, 35 milioni di euro, la Giunta con sapeva niente. Quindi, va di moda questa cosa qui. Era una battuta, ovviamente, non c’è paragone fra i due fatti, assolutamente, non ci può essere assolutamente accostamento.
Però, se continuiamo su questo percorso, magari, è da augurarci che… il Consiglio dei Ministri oggi ha deliberato il “Codice delle autonomie” , stasera andiamo a leggercelo, magari hanno abolito le Giunte comunali. Perché, se le Giunte comunali stanno lì per non sapere nulla, allora tanto vale risparmiare soldi pubblici, caro assessore provinciale e comunale, Pacella, risparmiamo soldi pubblici, facciamo governare magari soltanto una persona e il Sindaco, così non corriamo il rischio di dire di cose che non sappiamo.
Forse è meglio, magari tanti problemi non ci sarebbero, non lo so.
Quella che secondo me è la morale di questo fatto, perché secondo me da questo fatto bisogna cogliere una morale, almeno così mi sto ponendo io, cioè: cerchiamo di rispettare le regole amministrative, tutti. Sicuramente nel momento in cui si va a fare un atto di donazione, senza la formalizzazione di un provvedimento, si sbaglia.
Però consentimi, altrimenti non sarei onesto con me stesso, prima che con gli altri, dire che anche l’assessore Greco ha sbagliato. Io ho invitato altre volte gli assessori a non fare atti di amministrazione attiva, quale possa essere questa richiesta. Cioè, l’assessore avrebbe dovuto sicuramente allertare l’ufficio, segnalando ciò che aveva sentito, ciò di cui era venuto a conoscenza e l’ufficio poi, assumendosi le responsabilità gestionali, avrebbe verificato e avrebbe provveduto a sanare la situazione, a proporre le soluzioni.
Quello che io vi invito a fare, è quello di vietare di ingerirvi… lo dico a voi, a chi ci sarà tra 50 anni: non ci ingeriamo, metto pure me stesso, nella gestione, sia essa attiva, sia essa passiva, perché poi possono verificarsi dei fatti, dei quali siamo chiamati a rispondere politicamente, ma è bene che restiamo soltanto come politici a risponderne. Perché nel momento in cui facciamo qualche cosa di formale, siamo anche chiamati direttamente per le responsabilità a rispondere. E questo, secondo me, è un qualcosa da evitare. Ora, si pone sicuramente il problema della fattura. Io credo che questa fattura comunque la ditta ha lavorato, quindi a qualcuno dovrà chiedere questi soldi. Naturalmente poi l’ente, se verrà chiamato, evocato in giudizio per il pagamento, poi si regolerà nella difesa come meglio ritiene. Non siamo in un Tribunale, non mi piace sentir dire “Paga questo; paga quest’altro”. Lo stavo dicendo anche ai miei colleghi: poi chi avrà le responsabilità se le assumerà, e arrivederci e grazie. Siamo tutti genti, vaccinati e maturi e penso che quando facciamo le cose dobbiamo anche correlativamente essere pronti a rispondere di quello che facciamo.
Magari, diciamo così, è successo un incidente di percorso all’inizio. Può succedere a tutti, soprattutto a chi non ha l’esperienza (te lo dico in maniera molto amichevole, assessore Greco, avrei potuto commetterlo io l’errore), succede perché ci sono le buone intenzioni, magari non si valuta l’impatto e l’amplificazione che la distorsione politica può dare a un determinato fatto, e quindi, magari, fatterelli di poco conto si ingigantiscono in maniera… Però non usciamo da questo fatto senza aver tratto questa morale, voglio dire, altrimenti ci siamo ingarbugliati in tutta questa vicenda, abbiamo dedicato due ore di questo Consiglio comunale, senza poi trarre nessun tipo di insegnamento.
Anche perché poi, e concludo, coloro che hanno sicuramente ricevuto maggior danno da questa situazione, sono soprattutto i ragazzi, perché sono i ragazzi che fruiscono dell’oratorio. Al di là se ci possano essere beghe fra noi adulti, di parte politica o di parte diversa, poi alla fine, chi ha subito il danno, sono stati i ragazzi, che magari potrebbero anche ricevere un’idea distorta dell’istituzione, perché spesso noi diamo l’idea che le istituzioni solo forti con i deboli e deboli con i forti. In questa faccenda proprio i ragazzi erano la parte debole, e abbiamo dimostrato di essere forti. In altre situazioni, magari, che richiedono da parte nostra una maggiore assunzione di responsabilità, di decisionismo compatto, magari non siamo in grado di dare questo esempio.
Quindi magari torniamocene a casa questa sera con questa morale, sperando che questo fatto sia semplicemente un incidente di percorso e che poi, viva Dio, questi canestri troveranno una sistemazione, magari anche i ragazzi dell’oratorio avranno la loro struttura, sicuramente. Anzi, faccio l’invito, magari a, tra virgolette consentitemi il termine, di ricompensare i ragazzi con qualche altra iniziativa e qualche altra forma e speriamo che questi incidenti non si verifichino anche nel futuro. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Minenna.
CONSIGLIERE MINENNA – Grazie, Presidente. Io mi riallaccio a quanto ho detto prima, quando sono intervenuto per fatto personale. Perché, sinceramente, andare a parlare di due canestri, da qualunque parte del territorio comunale essi siano stati tolti, secondo me come classe politica tutta, non è che sia una discussione tanto qualificante. Anzi, non è per niente qualificante. Cioè, in questo momento, al di là dell’alterco tra il consigliere Gianfreda e l’assessore Greco e il botta e risposta con il Sindaco o tra Ponzetta e Greco, non mi interessa… Facciamo tra Nuzzo e Minenna, così sgombriamo… Nuzzo, perché ce l’ho di fronte. Voglio dire, che impressione… Parlava prima il consigliere Giannuzzi: che impressione stiamo andando a dare, come Consiglio comunale? Visto che il Consiglio comunale, lo dicevo prima, è la massima espressione rappresentativa di tutte le parti politiche della città.
Con questo, che cosa voglio andare a proporre? Perché penso che il prossimo punto all’ordine del giorno, il “Piano casa”, se non vado errato, credo che sia molto più indispensabile per il territorio, piuttosto che due canestri che, come si diceva prima, alla fine costano poco e niente e possono essere dati all’oratorio, dati al Sacro Cuore, essere messi sul corso di Torre San Giovanni, montati nell’atrio del Comune, dove caspita vogliamo.
Graziano, io mi sento…Graziano, siamo più o meno coetanei, mi sento di farti questa proposta, qui stasera, tanto ormai il dato è tratto, questi canestri sono stati tolti, cerchiamo di superare la discussione e di andare avanti. Di propongo una mozione d’ordine, qui in Consiglio comunale: fai una ricognizione dei luoghi, delle strutture sportive, degli impianti ricreativi dove possono essere meglio collocati. Sentiti con le associazioni sportive presenti sul territorio, vieni in Consiglio comunale, visto che ormai il Consiglio è stato investito di questa diatriba qua, vieni in Consiglio comunale e riferisci sull’avanzamento dei lavori, passatemi il termine.
Poi un’altra cosa e chiudo subito: io vorrei…
PRESIDENTE – Consigliere Minenna, l’assessore Greco è intervenuto in virtù dell’informazione che ha avuto dalle associazioni. Sennò questo problema non stavamo a discuterlo, perché non lo sapeva né l’assessore Greco, né la Giunta, né il Sindaco e nessuno di voi né della popolazione. Sono state le associazioni che glielo hanno sollevato il problema, dicendo: “Abbiamo bisogno dei canestri per giocare e i canestri del Comune stanno installati all’oratorio”. Come sarebbe a dire? Non è una battuta, sono i fatti come sono andati.
CONSIGLIERE MINENNA – Scusate, visto che ormai sono stati sviscerati prima conversazioni personali, come, per esempio, quella tra Don Mimmo e l’assessore Greco, allora io, come sono venuto a sapere di questa vicenda? Perché ne parlavo con l’assessore Pacella nei corridoi. Ti ricordi, assessore Pacella? Mi dicevi: “È arrivata al Comune una fattura di 1500 euro per due canestri nell’oratorio”. Lì per lì sono saltato dalla sedia, perché ho detto: “Secondo me, da profano, al 99% mi sto sbagliando, ma 1500 euro per il montaggio e lo smontaggio di alcuni canestri, mi sembra eccessivo”. Ma non sto qui a sindacare. Poi ho detto: “Questi canestri dove sono stati portati?”. “Nell’oratorio”.
La prima cosa che ho chiesto, e me lo può confermare l’assessore Pacella: “Ma c’è un atto di donazione da parte nostra?”.
Dico questo, perché? Perché faccio un piccolissimo esempio, che mi riguarda. Quando sono andato a organizzare i campi internazionali di volontariato di Lega ambiente e ho dovuto chiedere 10 copie della storia di Ugento, del libro del professore Pizzurro, ho fatto una lettera al Sindaco e all’assessore alla cultura, chiedendo che fossero donati al circolo di Legambiente di Ugento n. 10 copie da destinare a questi ragazzi.
Lo stesso ho fatto quando si è trattata di andare a prendere alloggio presso la scuola media di Ugento: sono andato a chiedere: “Mi date l’autorizzazione?”.
Allora, detto questo, fossi stato io nei panni dell’assessore Greco, ma l’assessore Greco non è Minenna e Minenna non è Greco, questo è insindacabile, e stiamo agli opposti, penso, come pensiero e come tutto. Fossi stato io, avrei mandato una lettera bonariamente e avrei detto: “Don Stefano, visto che da parte del mio predecessore…”, perché ormai l’abbiamo dato per assodato che è stato… A me spiace parlare degli assenti, però purtroppo è assente, ingiustificato, come ha detto prima il Sindaco. “Questo precedente, questa situazione incresciosa è stata creata dall’assessore Ponzetta, ti prego di dirmi che cosa ne vogliamo fare di questi canestri. Mi fai una richiesta formale di donazione di questi canestri, perché a te servono? Oppure a te non servono, e quindi posso venire a prenderli?”. Io avrei fatto così.
Può darsi che avrei sbagliato e può darsi che ha fatto bene l’assessore Greco, non sta a noi dirlo.
Nell’ultimissima cosa, che poi sarebbe la peggiore di tutte, qualora si verificasse. A parte un possibile contenzioso tra il Comune e la ditta Corbellini, che richiamava prima il consigliere Cavalera, io i due canestri li ho visti, sono qua fuori. Io prego l’assessore Greco, che so essere sensibile a questi due canestri… Mi viene da ridere… Poi vi dico un’altra cosa, e chiudo, Presidente. Io prego di prendere questi due canestri, assessore Greco, e di farli custodire nel migliore dei modi. Perché non vorrei che stessero lì mesi e mesi, incustoditi, con tutti i rischi e le conseguenze che ne deriverebbero.
Chiudo, Presidente, perché questa vicenda mi ha fatto particolarmente male come ugentino.
E vi spiego perché: in un convegno che si è tenuto all’oratorio, dove il Sindaco avrebbe fatto bene a partecipare, qualcuno ha detto “Io mi vergogno di essere ugentino”. Al di là di chi amministra o al di là di chi sia in maggioranza, io non mi vergogno mai di essere ugentino. Mai! Per tutta una serie di motivazioni che voi conoscete.
Però è increscioso, Presidente, nel momento in cui ti trovi fuori con degli amici, fuori Ugento, con degli amici dei vari amici della provincia di Lecce (Carmiano, Arnesano, Novoli, Gallipoli, Casarano), sentirsi dire: “Soltanto a Ugento potete litigare per due canestri”.
E questo lo voglio dire rivolto innanzitutto a chi ha scatenato questa polemica, e poi lo voglio dire, scusami Graziano, consentimi, con tutta l’amicizia che ci lega, anche a chi, può darsi che ne hai le tasche piene, non sto qui… Anche a chi è andato a rispondere a questo tipo di polemiche. Perché, sinceramente, prendersela, come pretesto… Anzi, prendere due canestri come pretesto per fare l’ennesimo attacco, non alla Giunta comunale… Perché, quando parliamo di amministrazione comunale, parliamo anche di Angelo Minenna, parliamo anche di Gianfreda, parliamo anche di Giannuzzi, parliamo anche dell’opposizione. E io, sinceramente, e chiudo davvero, Presidente, sono stanco di sentirmi messo sistematicamente sotto attacco per alcune sterili polemiche che in quest’aula non devono neanche essere discusse. Perché, sinceramente, scusatemi un attimo, signori miei “i culacchi de paese”, lo dico così ci capiamo tutti, si vanno a discutere in piazza, non in Consiglio comunale.
Per favore, Presidente, passiamo al prossimo punto all’ordine del giorno.
SINDACO – L’interrogazione non è nostra.
CONSIGLIERE MINENNA – Di chiunque sia. Scusami, assessore Pacella. Io la stavo preparando in maniera più corposa.
ASSESSORE PACELLA – La cosa vergognosa è chi sta ancora cavalcando.
CONSIGLIERE MINENNA – Assessore, purtroppo il torto e la ragione non sta mai tutto da una parte. Io sto semplicemente dicendo: superiamo questa empasse dei canestri. Benedetti canestri, montateli a casa mia! Così risolviamo il problema, mi assumo la responsabilità. E andiamo avanti.
PRESIDENTE – Purtroppo io sto sempre riflettendo sull’invito fatto dal consigliere Gianfreda, quando mi ha invitato più volte a crederlo che è stata tutta una coincidenza la richiesta dell’interrogazione, il Tacco d’Italia di ieri sera e l’articolo sulla Gazzetta oggi.
Prego, consigliere Riso.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Presidente, ti prego di crederci. A parte che io non lo leggo mai il Tacco, ma…
PRESIDENTE – Ho bisogno di tempo per pensare se crederti o no.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Presidente, ti prego di crederci, altrimenti avevamo soltanto l’esigenza di sapere ufficialmente, anche avendo letto l’articolo del 13 novembre, dell’invito del consigliere Ponzetta di riferire in Consiglio comunale. C’era anche su quello, Assessore Greco. Noi, veramente, credevamo fosse stata fatta dall’assessore Ponzetta… Perché, fare la richiesta di discussione in Consiglio comunale e poi non formalizzarla ufficialmente, come richiesta di discussione, non serve a niente. È soltanto perché volevamo sapere… qualche scambio di battute l’abbiamo fatto al palazzetto domenica, assessore, ti ricordi? Però non vogliamo essere tacciati per coloro che perdono… Era lo spunto. Ti ho detto io stesso quanto valgono i canestri. Valgono meno rispetto a quello che hanno chiesto per montarli o smontarli. Sono stato il primo a dirlo. Però traiamo una morale, come ha detto il consigliere Giannuzzi.
Però, Presidente, ti prego vivamente, non so come giurarlo: non sapevamo nulla. Anche perché, ripeto, l’abbiamo presentata ieri mattina alle 8:00. Alle 8:15, prima che io andassi a scuola, l’ho portata io. Potete chiedere a Renato Spennato. Ho portato io l’interrogazione ieri mattina alle 8:00.
PRESIDENTE – Prego, consigliere Riso.
CONSIGLIERE RISO – Grazie, Presidente. Solo per dire che su questo argomento, tolti gli inciuci, tolti i personalismi, tolto il lodarsi e sbrodarsi l’un l’altro, non c’è altro. Non voglio essere così pesante, ma è una constatazione di fatto questa.
Sinceramente, un argomento del genere è ridicolo per me, mi viene da rabbrividire quando ci si perde una serata su queste cose frivole. Sicuramente il modo… sarà stato un modo involontariamente sbagliato. Ma per il resto, non ne valeva proprio la pena.
Tanto è vero che io mai e poi mai avrei presentato un’interrogazione in merito a questa baggianata.
Detto questo, devo anche dire che, allo stesso modo, senza fare morale a nessuno, ha cercato di incidere concretamente il consigliere Nico, nel momento in cui ci ha messo dinanzi al fatto compiuto: la fattura. Tecnicamente ci ha detto come è giusto, e così via, avvalendosi della sua professione.
Quindi, prendiamo quell’esempio, qualcosa di concreto che ci ha detto lui, ma non stiamo qui a dimenarla fino a domani mattina.
Scusate, però qui devo fare una valutazione politica, se mi permettete, modestamente, perché io cerco sempre di dare questo tipo di contributi. Quella tecnica l’ha fatta già l’Avvocato, alcuni ancora l’hanno dilungata, e così via.
Allora, politicamente io, quando stasera ho visto, in fretta e furia l’articolo, in cui a un certo punto l’assessore Ponzetta dice: “Se qualcuno ritiene che io abbia operato fuori dalla Legge, mi denunci”, altrimenti presenterò io una denuncia per diffamazione”. Per me questo è grave.
Scusate, io avevo detto (posso fare il frate indovino) con il consigliere… a parte che a me non piace gioire delle disavventure altrui…
SINDACO – Totò…
CONSIGLIERE RISO – Scusate, ho finito.
SINDACO – Solo una cosa: manca la persona interessata.
CONSIGLIERE RISO – Ma non sto dicendo niente di male. L’avevo già fatto con l’ex assessore e consigliere Congedi, avevo detto sin dall’inizio: “Per piacere, abbi il coraggio di dimetterti come consigliere e come assessore ” e ho detto le mie motivazioni.
Fatto sta che prima come assessore e poi consigliere, l’ha fatto. Io oggi sono qui a dire che lo stesso consigliere Ponzetta è grave che non sia presente. Perché sarebbe stato giusto e corretto che fosse presente. E se, a un certo punto, deve prendere le o distanze dalla maggioranza, che lo facesse. È inutile impelagarsi in queste cavolate.
Non voglio fare, con questo, morale a nessuno.
Poi devo dire in aggiunta una semplice cosa: “Questo è stato un auto goal della maggioranza”. E do il mio contributo e finisco: io mai e poi mai sarei sceso in questa particolari, a togliere i canestri, o a darli di qua o a darli di là. Io i canestri li avrei lasciati.
Quella fattura… soldi se ne spendono tanti, problemi ce ne sono tanti. A Gemini manca un campo di calcio, scusate, non per essere campanilista, un auditorium mai realizzato. E poi passiamo parlare di Ugento, di tutto quello che manca. Possiamo perderci veramente su due baggianate del genere? Scusate.
È qui il prestigio di un assessore, quale esso sia: uscente, entrante. O un consigliere, cominciando da me, e così via, a dilungarci su queste cose.
Finisco col dire che io sarei stato superiore. Perché nel momento in cui ci sono dei problemi interni, e ce ne sono tantissimi, nell’opposizione, come ce ne sono tantissimi della maggioranza, ci si chiarisce all’interno e poi si viene qui, dando lustro, dando un’immagine sicuramente di coesione, di collaborazione, etc. etc..
Qui stiamo l’un contro l’altro armati. Non mi sembra che sia il caso.
PRESIDENTE – Concludi, consigliere.
CONSIGLIERE RISO – Per questo dico che sarebbe stato giusto… non stiamo parlando di panni sporchi in famiglia. Io mi sarei scazzottato, assessore Greco, col colui che mi ha preceduto, ma mai e poi mai avrei messo in pasto alla popolazione una baggianata del genere. Anche sbagliando, l’avrei lasciata lì come è, perché hai dato pane per i suoi denti a chi non dovevi darlo, se veramente…
SINDACO – Totò…
CONSIGLIERE RISO – Ho finito, però ognuno è libero…
SINDACO – Totò, l’omelia in chiesa non l’ha fatta lui, l’ha fatta Don…
CONSIGLIERE RISO – Io mi sarei comportato in questo modo. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere Riso. Passiamo al terzo punto all’ordine del giorno.
CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 NOVEMBRE 2009
PUNTO 3 O.D.G.
Legge Regionale 30 luglio 2009, n. 14 “Misure straordinarie e urgenti a sostegno del attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”. PROVVEDIMENTI
PRESIDENTE – Prego, assessore Mauro.
ASSESSORE MAURO – Io sono a chiedervi… sicuramente avete già avuto modo, perché è passata in commissione, quindi si è avuto un ampio dibattito su questa delibera, che ci dovremmo accingere a votare. Questa delibera scaturisce da una Legge Regionale, la n. 30 del 2009, la cosiddetta Legge “Piano Casa”. È una Legge regionale, che va a modificare, o meglio dire, a determinare delle situazioni un po’ diverse da quella che è la Legge Nazionale. Quindi, è stata emessa la Legge Nazionale sulla casa e poi ogni Regione e ha fatto delle variazioni, sia in bene e sia in male, sia nelle limitazioni e sia negli allargamenti.
Noi adesso siamo stati chiamati, in base alla Legge Regionale la n. 30 del 2009, a fare una nostra delibera e poi successivamente, nei 180 giorni, fare un regolamento.
Prima di passare all’approvazione di questa delibera, l’ufficio aveva predisposto un Piano, che l’amministrazione aveva condiviso, ma poi abbiamo portato anche all’attenzione dei tecnici di Ugento, facendo una riunione all’interno di questa sala, per dare la maggior promulgazione, aderenza e dibattito a questa Legge.
Quindi, vi è stata una buona presenza di tecnici sia di Ugento e sia anche esterni, limitrofi, i quali hanno apportato, ognuno, delle migliorie alla nostra proposta, che comunque l’hanno ritenuto già adesso per sé soddisfacente.
Quindi, dopo quella riunione l’abbiamo portata in commissione e oggi siamo qui a discutere di questo argomento.
Sicuramente abbiamo cercato di venire incontro a tutte quelle che erano le esigenze del territorio. Dove è stato possibile, abbiamo allargato le maglie per poter dare la possibilità, a chi ne dovesse avere bisogno, di usufruire di questa Legge.
Se volete, vi leggo quali sono le diverse aree, dove verrà applicata. Se, invece, vogliamo entrare nella discussione… come meglio credete.
Tengo però a precisare che in questa delibera presenterò un emendamento. Non è un emendamento sostanziale, non cambia niente di quello che c’è nel corpo nella delibera, ma semplicemente in un passaggio vi è una descrizione molto tecnica di quelli che saranno gli oneri da pagare per quanto riguarda i parcheggi. Dove non è possibile realizzare parcheggi, vengono monetizzati. Quindi, insieme all’ufficio abbiamo ritenuto di meglio presentare questa parte, non estrapolando, ma migliorando lessicalmente più corretta, più fruibile al cittadino, capire dove va l’intervento e in che maniera si svolgerà. Abbiamo cercato di fare una cosa positiva, a che non si presti a contenziosi, a interpretazioni diversi.
In effetti, la prima parte non è che non era chiara, era già chiara, ma alle volte tende a creare qualche piccola confusione.
Speriamo di non aver fatto al rovescio, cioè, nel fare questa semplificazioni, a avere complicato le cose. Ma spero di no, sennò non l’avremmo portata. Noi siamo convinti, e quindi abbiamo portato questa sostituzione, questa variazione, che poi vi leggerò, ma sicuramente ce l’avete tutti. Quindi, spero che sia stata chiara la differenza. In effetti, non ci sono differenze né numeriche, né quantitative, solamente l’esposizione è diversa. Quindi, spero che sia chiara quella che era l’intenzione mia è dell’ufficio.
PRESIDENTE – Prego.
ASSESSORE MAURO – L’emendamento lo facciamo già? Quindi, dottoressa, l’emendamento l’ho fatto già presente che c’era, ho spiegato anche i motivi perché l’abbiamo fatto. Signori, a voi la parola.
PRESIDENTE – C’è qualcuno che deve intervenire? Prego, consigliere Giannuzzi.
CONSIGLIERE GIANNUZZI – Brevemente, perché l’argomento già è stato, come diceva il Presidente, affrontato in commissione, quindi gli aspetti tecnici sono stati affrontati in quella sede. Quindi, soltanto una valutazione di tipo politico.
Si tratta di un’iniziativa che sicuramente attendevamo, come Consiglio comunale, come cittadini. Si tratta di una delibera che si inserisce in un quadro emergenziale nazionale. Cioè, è stata concepita a livello nazionale proprio per accelerare, attraverso iniziative nel campo dell’edilizia, l’incremento del prodotto interno lordo e quindi, naturalmente, cercare di creare nuovi posti di lavoro, nuove occasioni di lavoro, nuove possibilità di incremento del reddito. Quindi, sicuramente, in una contingenza economica di crisi, quale è la quella attuale che stiamo vivendo, è un provvedimento sicuramente condivisibile e che non possiamo che approvare tranquillamente.
Volevo anche dire all’assessore all’urbanistica che ho condiviso anche l’iter amministrativo che è stato seguito. Sicuramente è stato importante quel momento di incontro con la rappresentanza delle categorie professionali. Non so se ci fossero tutti i professionisti interessati, comunque mi è stato detto che c’era una nutrita rappresentanza degli ingegneri, dei geometri e degli architetti della nostra città. Quindi è stato positivo un confronto con le categorie professionali interessate in maniera pratica poi e particolare per l’attuazione di questo provvedimento.
Dobbiamo però fermarci un attimo a riflettere sul fatto che si tratta pur sempre, assessore, di misure straordinarie. Cioè, anche la stessa Legge dice: “La presente Legge è straordinaria e temporanea”. Cioè, è un po’ un provvedimento tampone. Considerato che la contingenza economica è quella che è, allora il Governo dice alle Regioni e le Regioni dicono agli enti locali: “Interveniamo con dei provvedimenti tampone, che però hanno una dorata nel tempo assai limitata”.
Quindi, sicuramente non è un intervento complessivamente risolutivo in termini urbanistico – edilizi per questo territorio.
E in questa circostanza proprio ci tenevo a rimarcare l’urgenza, la necessità di procedere finalmente ( non so se arriveremo alla fine di questo mandato a dire sempre queste cose), porre mano alla revisione, e quindi all’avvio della progettazione del nuovo strumento urbanistico generale. Perché, nel momento in cui lo strumento urbanistico non corrisponde più allo esigenze di sviluppo locale, ebbene, l’amministrazione, qualunque essa sia, deve prenderne atto e quindi porre in essere una grande procedura, condivisa con tutte le categorie, con tutti i professionisti, un grande procedimento per costruirsi il futuro attraverso un nuovo strumento di pianificazione generale urbanistica.
Quindi, quanto prima vi prego di procedere in questo senso. Anche perché, saturandosi ormai le possibilità di edificazione, avendo, quindi, di conseguenza, minori introiti per gli oneri di urbanizzazione, che rappresentano buona parte degli introiti per coprire la spesa corrente, noi sappiamo, e l’assessore al bilancio sa più di noi e meglio di noi, quanti balzi e quanti salti mortali occorre fare per far quadrare il bilancio comunale.
Naturalmente, una nuova strumentazione generale consentirebbe, attraverso nuovi interventi, una nuova programmazione, consentirebbe anche di aprire un ventaglio di nuove iniziative, che sicuramente in questo campo… assessore al bilancio, dicevo che nuovi oneri di urbanizzazione sarebbero sicuramente, non dico risolutivi, ma almeno consentirebbero a tutti di passare le notti più tranquille, soprattutto pensando agli equilibri del bilancio, che sono spesso precari, anzi quasi quotidianamente sono precari.
Volevo anche ringraziare l’ufficio tecnico, rappresentato dagli amici ingegneri qui presenti, l’ingegnere De Marco in particolare, e lo ringrazio perché ci ha seguito nei lavori della commissione urbanistica, ci ha fornito tutti i chiarimenti necessari anche in maniera puntuale, precisa formale. E di questo lo ringraziamo, perché possiamo svolgere al meglio il nostro lavoro, nel momento in cui abbiamo anche gli uffici che sono competenti, chi ci supportato nella nostra attività, che è e deve restare soltanto politica.
Quello che voglio chiedere all’amministrazione, non lo faccio agli uffici, ma all’amministrazione direttamente: di vigilare perché… Io capisco che gli uffici, oggi come oggi, debbono far fronte a tantissimi procedimenti, a tantissime procedure, a volte complesse, però una risposta nei confronti del cittadino la si può dare anche soprattutto attraverso il rispetto dei tempi delle procedure. Perché, naturalmente, una domanda fatta e ottenuto il risultato nei tempi legislativamente previsti… A volto sono un sogno, mi rendo conto che il legislatore quando il Legislatore mette i termini, magari non si cala nella realtà quotidiana delle amministrazioni. Quello che chiedo è uno sforzo amichevole, mi permetto di farlo perché c’è la presenza dell’ufficio, nel rispetto dei tempi delle procedure, perché anche del rispetto può creare, naturalmente, ritorni anche di tipo economico, perché va avanti l’attività economico – imprenditoriale nel campo dell’urbanistica e dell’edilizia.
Sicuramente il voto sul provvedimento è positivo. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere Giannuzzi. Prego, consigliere Cavalera.
CONSIGLIERE CAVALERA – In parte mi ha anticipato il consigliere Giannuzzi su questo ordine del giorno. Nel senso che anche noi riteniamo che è un effetto di una Legge tampone, appunto, con misure straordinarie e limitate nel tempo, come sappiamo. Perché questa Legge durerà due anni soltanto.
Queste misure straordinarie, appunto, a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale.
Allora, come Legge straordinaria, che è calata dall’alto, c’è sempre il rischio, comunque, di parziali stravolgimenti, in ogni caso, questo un ordinato sviluppo urbanistico e edilizio.
Dobbiamo essere coscienti, appunto, che non può essere una Legge del genere certamente a generare uno sviluppo vero e duraturo per il nostro territorio, specialmente per il territorio di Ugento.
Infatti, penso che è sotto gli occhi di tutti la scarsa, la non eccelsa qualità dell’edilizia in Ugento. Anzi, direi che è una qualità appena sufficiente.
Lo stesso vale per le sistemazioni urbanistiche. Tutti siamo coscienti di quanti problemi ci sono.
Per cui, come diceva pure il consigliere Giannuzzi, risulta, per quanto riguarda, quanto mai urgente un nuovo strumento di pianificazione, un PUG adeguato a dare risposte alle tante esigenze e problematiche del territorio, dei cittadini e dei tanti operatori economici.
Un nuovo piano, che deve puntare, come abbiamo detto forse un anno e mezzo fa, in un’interrogazione, a una riqualificazione di tanto territorio rovinato anche dall’abusivismo e che ci possa portare, finalmente, a operare nell’ordinarietà, senza cercare scorciatoie per andare incontro a dare risposte alle richieste, anche legittime, di tanti operatori e tanti cittadini.
Quindi, diciamo che la delibera è stata strutturata in un modo abbastanza chiaro, si è avuta la pazienza di ripetere zona per zona quello che si può fare. E di questo, sinceramente, bisogna fare un plauso all’ufficio per come l’hanno impostata.
Ben venga, perché nelle varie zone si potrà derogare a certe cose e non a altre. E ben venga, per esempio, nella deroga alle altezze, il fatto che si debba fare, come elaborati, un grafico rappresentativo sul fronte strada per evitare la nascita di funghetti sparsi, si sopraelevazioni sparse, visto che già con i volumi tecnici abbiamo rovinato già abbastanza, specialmente nelle marine.
Quindi, diciamo che in questo modo ci mettiamo al riparo da queste cose. E poi, come dicevo pure stamattina nell’ufficio, c’è un piccolo emendamento da fare pure nella parte deliberativa, dove parla “di individuare, ai sensi dell’Art. 6, comma 2, lettera d)…”… In quel capitolo lì, Segretaria, al limite lo facciamo già adesso. Allora, c’è solo da cambiare, invece di “questi ultimi”, lì si deve mettere “quest’ultimo”, perché si riferisce solo al g). Solo questo.
Per il resto, tenendo presente che certamente non risolverà tutti i nostri problemi questa approvazione, questa delibera, però può essere un minimo di aiuto per i cittadini che vorranno fare qualcosa per piccoli ampliamenti, il nostro voto è favorevole.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Votazione sull’emendamento, che è stato consegnato a tutti voi.
Chi è favorevole?
VOTAZIONE
UNANIMITA’ DEI PRESENTI
PRESIDENTE – Sulla proposta di delibera. Chi è favorevole?
VOTAZIONE
UNANIMITÀ DEI PRESENTI
CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 NOVEMBRE 2009
PUNTO 4 O.D.G.
ADESIONE ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE (Argomento richiesto dal Consigliere Greco Graziano)
PRESIDENTE – Prego, assessore.
ASSESSORE GRECO – La proposta di Consiglio n. 75 del 9/11/2009 ha a oggetto, mi ricordava il Presidente, l’adesione alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
La proposta, come si evince dal allegata nota protocollata n. 82.281 dell’assessorato alle pari opportunità della provincia di Lecce, è stata avanzata dal Comune di Ugento e è stata subito condivisa e apprezzata dall’assessore provinciale D’Antini, la quale l’ha poi trasmessa a tutti i Comuni della provincia di Lecce.
Risultato, dunque, importante per la nostra amministrazione, la quale sta dimostrando, in questa ricorrenza, di promuovere la più ampia consapevolezza sulle violazioni dei diritti fondamentali delle donne, di condannare ogni forma di discriminazione, di violazione dei diritti umani di tutte le donne, al di là della propria appartenenza etnica, culturale, religiosa, e soprattutto di attuale delle politiche educative sulla relazione tra uomo e donna, sull’educazione all’uguaglianza e sul rispetto delle differenze.
Inoltre, sempre su proposta del Comune di Ugento, in tutti i Comuni della provincia sarà attuata la campagna del cosiddetto “Fiocco Bianco”. Campagna del Fiocco Bianco, che è una campagna internazionale di sensibilizzazione promossa dagli uomini contro la violenza sulle donne.
La campagna del fiocco bianco iniziò nell’1991 e fu lanciata dai politici di Toronto, tra cui il leader del Partito Democratico, Jack Leyton, e è diffusa in più di 50 Paesi in tutto il mondo.
In che cosa consiste la campagna del fiocco bianco? Gli uomini mostrano la propria adesione con un gesto semplice, ma significativo, indossando un piccolo fioccio fianco.
Come sicuramente avete appreso dai manifesti murali che oggi sono stati affissi, la campagna a Ugento si svolgerà: sabato 21 presso il mercato settimanale di Piazza Italia, domenica 22 presso il palazzetto dello sport in occasione della partita di pallavolo della squadra femminile. In quell’occasione saranno le stesse giocatrici della squadra di pallavolo a consegnare il fioccio bianco agli uomini, e mercoledì 23, alle ore 18:00, presso la sala conferenze del seminario vescovile, in occasione di quella data ci sarà anche un convegno sul tema, alla presenza di illustri relatori.
Per quanto riguarda, invece, Gemini, la campagna del fioccio bianco sarà attuata mercoledì mattina in occasione del mercato settimanale.
Anche questo è un risultato importante ottenuto dal Comune di Ugento, in quanto è stato stabilito a livello provinciale che sul tema sarà fatto un convegno per ogni ambito territoriale.
Quindi, per il nostro ambito, è stata scelta come sede proprio Ugento, in quanto promotrice di un evento così importante, finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di contrastare qualsiasi forma di violenza contro le donne e di diffondere la cultura delle pari opportunità tra uomini e donne. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, assessore. Prego, consigliere Giannuzzi.
CONSIGLIERE GIANNUZZI – Brevemente, una valutazione di tipo politico. Sicuramente io sono d’accordo su questo argomento, ci mancherebbe, è sicuramente un argomento da condividere, ha delle motivazioni nobili, delle esigenze abbastanza sentite e condivise. Io sono dell’idea che comunque prima o poi arriveranno a fare la giornata di tutela degli uomini, perché secondo me, andando avanti così… Ma è una mia idea, che non c’entra a nulla con la questione politica.
Però consentitemi di essere franco e chiaro, perché altrimenti non sarei me stesso, e quindi le cose le debbo dire. Patti chiari, amicizia lunga.
Dal punto di vista politico, vi debbo contestare. Caro assessore alle pari opportunità, di devo contestare, c’è poco da fare. Non per il provvedimento che approverò. Però stiamo facendo un po’ come i farisei nella Bibbia. Cioè, il Padreterno diceva agli abitanti di Israele di quel epoca… i farisei anche un po’ i preti, i sacerdoti dell’epoca. Diceva: “Dicono quel che fare e non fanno quel che dicono”. Questa era la frase biblica. Cioè, in questo senso stiamo facendo delle cose buone, però non mettete in pratica quello che dite di fare.
Mi chiedo meglio: questo assessorato alle pari opportunità, ben venga, assolutamente, per l’amor di Dio, sarà stata una buona invenzione di meta mandato. O sarà stata un’esigenza di equilibrismo politico, non lo so. Però voi non potete proprio porvi come coloro che rispettano le pari opportunità, per due ragioni, consentitemelo (ora sto facendo proprio una questione politica, non sul documento): non avete candidato una donna nelle vostre liste, non avete messo una donna nella Giunta, nonostante lo Stato vi obbligasse a farlo. E meno male che non abbiamo fatto ricorso al Tar, sennò la Giunta probabilmente sarebbe caduta da questo punto di vista.
Capitemi quello che voglio dire io. Non può l’opposizione questa sera non sollevare questo argomento. Cioè, ben venga l’assessorato alle pari opportunità, che significhi anche inversione di rotta rispetto alle politiche del passato. Ben venga. Però “da quale pulpito viene la predica” dovrebbe dire l’opposizione questa sera.
Comunque, il provvedimento, per quanto mi riguarda, lo approvo, ci mancherebbe.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere.
Prego, consigliere Coppola.
CONSIGLIERE COPPOLA – Grazie, Presidente. Io vorrei portare anche un messaggio dell’Italia dei Valori nel seno di questo Consiglio, apprezzando anche il gesto dell’assessore Greco.
L’Italia dei Valori, condividendo le motivazioni poste alla base della designazione del 25 novembre come giornata internazionale contro la violenza sulle donne, oltre a aderire alla proposta dell’assessore alle pari opportunità, riconosce la necessità di condannare in ogni sede, oltre a qualsiasi forma di violenza contro le donne, ogni atto indirizzato alla discriminazione e alla violenza dei diritti delle stesse, proprio sul riconoscimento dei diritti e sulla necessità di rifiutare qualsiasi discriminazione. Aspetto, per altro, solennemente sancito anche dalla convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione delle donne, approvata con risoluzione n. 34/180 dall’assemblea generale dell’O.N.U. il 18 dicembre 1979.
L’Italia dei Valori intende in tal senso attivamente impegnarsi, convinta che dal riconoscimento e dalla garanzia di pari opportunità tra uomo e donna, si debba necessariamente partire, affinché possa realizzarsi una comunità concretamente democratica, in cui tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di carattere sessuale, abbiano la possibilità non solo di realizzarsi personalmente e professionalmente, ma anche di partecipare alla gestione della cosa pubblica, contribuendo attivamente allo sviluppo della comunità ugentina e alla sua crescita economica, sociale e culturale.
Una sfida, quella del riequilibrio dei rapporti tra uomo e donna, che riveste notevole importanza e che, in quanto tale, deve essere raccolta a tutti i livelli. Innanzitutto a livello scolastico, attraverso la progettazione e l’implementazione di progetti educativi, finalizzati a far maturare, tra gli adolescenti un nuovo modo di intendere i rapporti tra uomo e donna, basato sul rispetto reciproco, sul vicendevole sostegno e sul riconoscimento delle differenze, come occasione irrinunciabile di arricchimento socio – culturale.
Tali progetti devono costituire fondamenta essenziali della società del futuro e su di essi dobbiamo investire fortemente.
Anche noi, classe politica, siamo chiamati a fare la nostra parte, attraverso l’approvazione di provvedimenti che siano indirizzati alla rimozione degli ostacoli di ordine economico – sociale, nonché culturale, che condannano le donne rispetto agli uomini a posizione subalterne.
Invito pertanto la maggioranza e il Sindaco ad operare concretamente in questa direzione, e non lasciare che questi buoni propositi rimangano tali.
Bisogna sottolineare, però, che le premesse non sono delle migliori. In questi anni siamo stati governati da una Giunta comunale composta esclusivamente da uomini. Una Giunta che non ha lasciato alcun minimo spazio alle donne, che non ha assegnato loro la benché minima responsabilità politico – amministrativa; che non ha approvato alcun provvedimento finalizzato al loro affrancamento sociale.
Voglio ricordare, in questo mio intervento, che alcuni mesi, subito dopo l’ultima tornata di elezioni amministrative, il Tar decise di azzerare la Giunta Provinciale di Taranto, perché totalmente priva di rappresentanza femminile.
Tale sentenza pose rimedio a una distorsione sociale di non poco conto: quella di non aver riconosciuto, per l’ennesima volta, le donne come soggetti meritevoli dell’assegnazione di responsabilità politico – amministrativa., capaci di dare un contributo fondamentale le o sviluppo di una comunità e aventi diritto a una piena e uguale partecipazione all’amministrazione della cosa pubblica.
Ebbene, quella sentenza potrebbe benissimo trovare l’applicazione anche a riguardo di questa Giunta.
Auspico, pertanto, che si faciliti un sempre maggiore inserimento delle donne nella vita politica ugentina, nella convinzione che anche da questo aspetto passi al processo di ricambio delle facce di cui la nostra città ha necessariamente bisogno.
L’Italia dei valori intende non sottrarsi in futuro a tale impegno e condivide appieno l’iniziativa di questa amministrazione. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Minenna.
CONSIGLIERE MINENNA – Grazie, Presidente.
Io volevo ricordare al Sindaco, agli assessori e ai colleghi Consiglieri, oltre che alla presidenza, semplicemente un appunto. Diceva prima in maniera giusta l’assessore Greco, citando, se non sbaglio, una conferenza a Toronto, campagna del Fiocco Bianco, sponsorizzata da un leader dal Partito Democratico Americano, se non vado errato. Volevo semplicemente sottolineare, questo per accrescere un po’ la nostra formazione culturale, che l’idea del fiocco bianco è venuta a una dirigente del partito comunista spagnolo, Dolores Ibbarruri, che era in esilio sotto la dittatura di Franco, e avvenne in una conferenza, la conferenza della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica all’Havana.
Nacque questa idea. Poi egregiamente ripresa da questo leader democratico, però diciamo rivendico la paternità di questa iniziativa alla compagna Ibbarruri.
Come un’altra cosa: è stata ufficializzata anche, nel Parlamento Italiano, questo tipo di giornata, di commemorazione, che giustamente ci porta all’attenzione all’assessore Greco, da un’altra dirigente comunista, allora Presidente della Camera, che era il Nilde Iotti.
Quindi, sto parlando, comunque sia, al di là degli schieramenti politici, di due figure emblematiche dell’impegno civile e politico da parte del mondo femminile.
Devo dire che mi trovi assolutamente d’accordo, assessore Greco, per quanto riguarda le motivazioni addotte in questo ordine del giorno, che sicuramente voterò a favore. Anche se devo ricordare che nella passata consiliatura provinciale fu la consigliera di parità, la dottoressa Serenella Molendini, a proporre un ordine del giorno simile. E, se non vado errato, fu mandato ai vari Comuni e anche protocollato all’attenzione dei consiglieri comunali.
Quindi, fai bene a riprendere questi discorsi.
Fermo restando, poi, le motivazioni politiche che ha addotto il consigliere Gianfreda prima, nel suo intervento all’inizio, e il consigliere Giannuzzi poi. Cioè, appunto, verrebbe da dire: “Da che pulpito viene la predica”.
Detto questo, volevo anche ricordare, e chiudo, Presidente, che oggi ricorre un’altra importante giornata : la giornata dei diritti dell’infanzia. Questo lo dico perché ho ascoltato un servizio al TG5, se non vado errato, in merito sia un gioco criminale che è uscito su internet, che si chiama “Picchia la Sgualdrina”. È uscito questo gioco in Danimarca, dove tu ti colleghi a un determinato sito internet, che poi è stato chiuso, e poi, azionando i comandi di un computer, tu prendi a schiaffi una donna e poi scegli se fermarti e fargli soltanto dei lividi, se fermarti e farla piangere, oppure massacrarla a terra. Proprio di una brutalità immane questo gioco e questo sito internet che, grazie a Dio, è stato chiuso dalla polizia postale danese.
Dicevo, ricorrere (ricordava anche il servizio) la giornata mondiale dei diritti all’infanzia e si collegava anche a quante bambine subiscono degli abusi tra le mura domestiche. Abusive che sono dovuti sì a u contesto familiare di degrado, e per il quale qualsiasi istituzione pubblica può cercare di fare qualcosa e limitarlo, ma non può incidere più di tanto, perché si è tra le quattro mura di casa.
Però non so se avete letto il “Quotidiano”. Come Ugento non usciamo mai, a esempio, se abbiamo aderito al sistema non integrato turistico provinciale, ma usciamo per casi di pedofilia, è inutile nasconderceli, sul “Quotidiano” di Puglia, non avvenuti tra le mura domestiche e in contesti familiari, bensì, purtroppo, avvenuti in un luogo pubblico, che sono i giardinetti di piazza Immacolata. Che, faccio una sollecitazione, e lo dico al Sindaco, alla Giunta e all’intero Consiglio comunale, è luogo questo incontrollato, dove la sera, dopo una certa ora, avviene di tutto, o quasi, e dove, secondo me, da anni sono stati fatti i progetti di riqualificazione, che poi non sono mai avvenuti.
La nostra parte che possiamo fare è rivitalizzare i contesti pubblici, renderli dei veri contenitori, lo dicevo prima nei miei interventi, di socialità, e vietare che all’interno dei giardinetti pubblici di Ugento avvengano queste situazioni, appunto, a danno non solo di piccole donne, ma di bambini. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Riso.
CONSIGLIERE RISO – Qui corre l’obbligo ricordare che si usa fare come il prete dice e non come il prete fa.
C’è chi pensa di farla da padrone, e in questo caso siamo noi uomini mortali, servendoci di alcuni escamotage, come colui che pensa che offrendo canti e lodi al Signore, pensa di andare al Paradiso. Ma io penso che va dritto dritto all’inferno. Dopo di lui, ci vado pure io.
Ma che c’entra tutta questa cosa con il contesto della giornata da promuovere contro la violenza alle donne?
Allora, ecco che qui corre l’obbligo… è stato un attimino accennato dal consigliere Nico Giannuzzi, quando, appunto, dalla gente bisogna avere poi un riscontro positivo, concreto, se fiocamente pensiamo sempre a queste donne o non pensiamo. Nel momento in cui capita che, modestamente, a me… io cerco di fare il cristiano tra la gente nella vita di tutti i giorni. È così è la stessa storia di tutti i giorni: è inutile ricordarsi quando c’è la violenza, quando c’è questo, e poi nella vita amministrativa, nella vita comunale molte donne non ci sono.
E sfido chiunque qui dentro se al loro interno partitico lasciano spazio alle donne. Anche perché ho sempre sentito in giro, tra noi, solo uomini e sono circa 10 anni, tranne il caso di Maria Venero Grasso, la signora Grasso, l’Avvocato e Pina Coletta, la signora Coletta, che non vediamo più una donna tra noi. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Gianfreda.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Presidente, io qualche secondo altro, perché quello che pensavo in parte l’ho già esternato nell’occasione della nostra interrogazione.
Io credo che il mondo politico ugentino tutto, di Centro, di Destra, di Sinistra, abbia un debito nei confronti del n gentil sesso. Un debito perché a volte credo si perdano occasione d’oro per poter coinvolgere tante donne, di cui il nostro territorio, le marine, Ugento, Gemini, dispone. E possiamo vederlo in tantissimi campi, soprattutto del volontariato, in tantissime circostanze in cui dimostrano, forse, di avere a volte più abilita di noi uomini a affrontare e risolvere spinosi problemi.
E io sono convinto che se non si lavora per obiettivi di lunga scadenza, in tale coinvolgimento, non saranno, Presidente, né regolamenti né Leggi che possano ripristinare un rapporto dialettico fattivo tra la donna e la vita politica di un paese. Perché io sono convinto che non c’è miglior volontariato che quello di un impegno in politica, di un impegno nelle istituzioni, se pensiamo alla politica con la “P” maiuscola. Perché tutto arciresto del volontariato è sempre scisso per settori: la donazione del sangue, la protezione civile… Tutto per settori. La politica, quella con la “P” maiuscola, comprende tutto questo mondo.
Allora, non è gratificante anche per il ruolo della donna stessa, se, per esempio, penso che nel Consiglio provinciale di Taranto c’è voluta una sentenza perché ci sia una donna in Giunta.
E che chiediamoci: cosa pensa nel suo intimo questa donna? Dice o non dice davanti allo specchio: “Se non ci fosse stato quel Giudice, io non sarei qui”.
E non è gratificante.
Ecco l’invito che faccio, vivo, a tutti noi, perché qui non c’entra la maggioranza, l’assessore. Certo, avevo detto prima, ma non in tono polemico: qualche segnale, perché che esiste a fare anche l’assessorato alle pari opportunità? Lotte che hanno avuto momenti anche di forti tensioni, vi ricordate? Il numero rosa. Non potevamo fare le liste. Non le ho mai condivise queste cose. Perché una donna, o è messa nelle condizioni, dal tessuto sociale dove vive, a essere inserita, oppure non serve che io debbo fare la lista e debbo mettere per forza 4 nomi in lista. È mortificante per la donna stessa.
Ecco perché io ritengo che sia stata sciupata una occasione d’oro, nel momento in cui il Sindaco ha fatto un rimpasto di questa Giunta. Noi non lo abbiamo chiesto, anzi abbiamo chiesto di soprassedere alla nomina del settimo assessore. Speravamo, pensavamo, perché lo Statuto nostro lo permette, oltre che lo obbliga, anche di nominare assessori non elementi eletti.
Forse sarebbe stato un piccolo segnale.
È certamente più valido, se fosse stata questa scelta politica, di una sentenza di un Giudice. Qui abbiamo Avvocati. Credo che sarebbe stato molto più gratificante per una nostra compaesana se fosse stata chiamata senza l’imposizione giudiziaria alla scelta di tanti problemi che si riferiscono al mondo femminile.
Chiudo con questa piccolissima informazione, dettata anche dai Regolamenti interni del nuovo partito di cui faccio parte io, del Partito Democratico.
Come sapete, l’alternanza dei sessi nelle liste da eleggere i componenti dell’organismo regionale, e qui ne approfitto per dire: probabilmente anche sfruttando quel Regolamento. Però Ugento ha eletto, nel seno del PD, quindi una cosa politica all’interno del partito, ha eletto, e ne siamo orgogliosi di questo, una donna di Ugento al comitato Regionale del Partito.
Io credo che, per quanto ci riguarda, un piccolissimo segnale, l’orgoglio di questa signora, che è convocata a Bari, è stata già tre volte dopo la sua elezione, di essere coinvolta insieme a tante altre donne.
Noi di questo, Presidente, dovremmo far tesoro, tutte le forze politiche, nel cercare, non soltanto nella lista, perché se andiamo a cercare la donna da mettere nella lista, anche se la Legge non ce lo impone, non abbiamo fatto (e di questo abbiamo colpe tutti) un lavoro preparatorio alla base. Giacché è stata nominata qualche figura femminile di questo Consiglio comunale, me ne vuole, non averle, perché, se le nominiamo, è bene che si nominino un po’ tutte, a cominciare… molti di voi non si ricordano. Alla prima donna che è seduta in questo Consiglio comunale, oggi mia collega all’istituto alberghiero, la signora Marilena Riccardo. Il Sindaco se la ricorda. Come la stessa dottoressa Citignola, come la stessa architetto Cairo, visto che era stato fatto qualche nome. Mi dispiaceva non completare…
SINDACO – Prima c’era stata donna Sofia Codacci Piselli.
CONSIGLIERE GIANFREDA – Sì, è vero, dimenticavo. Si vede che è più vecchio di me, Sindaco.
Sarebbe stata veramente un’offesa alla persona se il Sindaco l’avesse precisato in questo momento.
Quindi, io credo che bisognava lavorare, non è facile, ma bisogna lavorare per creare le condizioni, Sindaco, che davvero ci sia la possibilità dell’espressione del mondo femminile nel più nobile volontariato che possa esistere, che secondo me rimane sempre la vita politico – amministrativa. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Cavalera.
CONSIGLIERE CAVALERA – Presidente, hanno già detto molto i colleghi, però per aggiungere soltanto che su questo argomento c’è ancora tanta strada da fare nei riguardi delle donne. Le donne è vero che sulla carta hanno gli stessi diritti degli uomini, però nella realtà purtroppo questo non è vero. E si riscontra sempre facilmente nel sociale, si riscontra sul lavoro, dove molto spesso sono più ricattabili degli uomini. Già nelle nostre realtà, nelle nostre situazioni sono ricattabili già gli uomini, figuriamoci le donne. E anche nella sfera personale, spesso persino in famiglia.
Allora, per cambiare qualcosa di tutto questo, occorre lavorare innanzitutto sul piano culturale a partire dell’interno della famiglia stessa, alle scuole, alle istituzioni, nel senso sia come amministrazioni e sia come associazioni, come parrocchie.
Noi, caro assessore, penso che come istituto abbiamo la possibilità, in fondo che non richiede nemmeno impegni economici, di coinvolgimento. Questa parola, secondo me, è qualcosa verso la quale ci possiamo impegnare un po’ tutti.
Io ho detto altre volte che l’amministrazione, anche se nelle nostre realtà c’è apatia, c’è ritrosia da parte specialmente delle donne a partecipare, noi come amministratori, come istituzione dobbiamo insistere negli eventi, nelle manifestazioni. La prima volta ne verranno cinque, la seconda volta ne verranno dieci. Però dobbiamo avere la capacità di insistere per coinvolgere la gente in generale e le donne in particolare.
In questo modo faremmo vedere veramente che la giornata che si sta istituendo per le donne… per dare un contributo fattivo nella nostra realtà.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Votazione. Chi è favorevole?
VOTAZIONE
UNANIMITÀ DEI PRESENTI
CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 NOVEMBRE 2009
PUNTO 5 O.D.G.
RATIFICA DELIBERA DI G.C. N. 615 DEL 02/10/2009 “VARIAZIONE URGENTE ALLA RELAZIONE PREVISIONALE E PROPRAMMATICA 2009/2011 E AL BILANCIO DI PREVISIONE 2009/2011
PRESIDENTE – Relatore l’assessore Pacella.
ASSESSORE PACELLA – Colleghi assessori e consiglieri, si tratta di ratificare una delibera della Giunta comunale, la n. 165 del 2 ottobre 2009, una delibera di variazione sia alla relazione revisionale e programmatica 2009/2011 e sia al bilancio di previsione 20089/2011. Giusto quanto viene disposto dall’Art. 175 del Decreto Legislativo 267 del 2000, il quale dispone che le variazioni di bilancio non possono essere adottate in via di urgenza, salvo ratifica a pena di decadenza da parte all’organo consiliare, entro i 60 giorni seguenti. Proprio in virtù di questa normativa, chiaramente, l’argomento della variazione, deliberato con la delibera di Giunta 165 del 2 ottobre scorso, lo stiamo portando, appunto, alla ratifica del Consiglio comunale per questa normativa.
Di cosa si tratta? Si è trattato di una variazione di urgenza, sulla base di una nota del nostro vice Sindaco, Massimo Lecci, pervenuta al Comune, non la quale veniva richiesta la variazione, sia per la parte entrata che per la parte spese, relativa a un contributo riconosciuto dalla fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, per lo svolgimento della seconda campagna di scavo archeologico in località Artanisi.
Proprio in virtù di questa comunicazione, si è rivenuto fare la variazione, sia alla relazione, ripeto, e al bilancio di previsione, inserendo la risorsa nella voce entrata 30.50.940, capitolo 940, Art. 3 “Contributi da privati per iniziative varie” per 50 mila euro. E come spesa all’intervento 10.50.203 Capitolo 730 “Prestazione di servizio” per più 47.500,00 euro, e intervento 10.50.205, capitolo 750, trasferimenti di 2.500.
Nell’ambito della spesa, come vedete, il contributo è di 50 mila euro, ma di fatto la prestazione di servizio sarà per un importo di 47.500,00 euro, perché 2.500,00 vengono trasferiti alla stessa medesima fondazione, perché pare al 5%, è una somma trattenuta, appunto, dalla fondazione per contributo fisso alle proprie attività contrattuali.
Chiaramente, questa variazione non altera gli equilibri di bilancio, quindi non pregiudicano gli obiettivi del Patto di Stabilità.
Voglio spendere solo due parole in merito a questa variazione per ringraziare, e dobbiamo prendere atto della sensibilità che la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia sta avendo nei confronti dell’amministrazione comunale di Ugento, proprio nel intervenire più volte per finanziare opere di scavi archeologici. In questo caso dobbiamo dire che la Cassa di Risparmio ritiene in questa località, Località Artanisi, una delle località archeologiche importanti. Proprio per questo motivo sta investendo denari per fare in modo che questa località possa avere gli onori della cronaca per tutto ciò che si sta facendo nell’ambito di questa stessa zona.
L’attività è stata già svolta, è stata già completata. La professoressa Sestresi, che è la responsabilità scientifica dei lavori che si sono svolti, a giorni infermerà tutta l’attività che è stata svolta. Anche per questo intervento sarà fatto un volume, un libro, e quindi faremo anche un’iniziativa all’interno della sala consiliare, o in altre sale, per cui vi informeremo di tutta questa attività. Non a caso l’amministrazione ha ritenuto opportuno prevedere, nell’ambito del piano delle opere pubbliche, del piano triennale, l’intervento di zona archeologica, e quindi sarà importante continuare questo tipo di esperienza, sperando che la Cassa possa continuamente sostenere questa iniziativa da parte dell’amministrazione comunale di Ugento. Grazie.
PRESIDENTE – Grazie, assessore. Prego, consigliere.
CONSIGLIERE CAVALERA – Per esprimere il nostro voto favorevole. È la seconda volta, se non mi sbaglio, che la Fondazione Cassa di Risparmio interviene.
Quindi, si concluderà anche quest’anno con un incontro pubblico per…
ASSESSORE PACELLA – Conferenza e presentazione.
CONSIGLIERE CAVALERA – Quindi, con la speranza che si apra presto anche alla fruibilità pubblica quel sito archeologico.
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Minenna.
CONSIGLIERE MINENNA – Grazie, Presidente. Soltanto per esprimere il voto favorevole, come già ha fatto il consigliere Cavalera. Fermo restando le perplessità che abbiamo esposto in sede di approvazione di bilanci di previsioni. Quelle rimangono. Però riteniamo opportuno che questo intervento, che speriamo si incanali presto in una direzione di vera fruizione collettiva dei siti storico – archeologici del territorio ugentino, ripeto, la fruizione di questo sito, che se non mi sbaglio è uno dei più importanti, questo sito protostorico, è uno dei più importanti, e nel quale sono stati rinvenuti importanti manufatti, se non sbaglio dell’età del bronzo, possa veramente costituire quel volano in termini occupazionali e di sicura ricaduta economica, che esso potrà avere nei fini, dicevo, della fruizione da parte di un pubblico sempre più numeroso.
PRESIDENTE – Grazie. Votazione. Chi è favorevole?
VOTAZIONE
UNANIMITÀ DEI PRESENTI
PRESIDENTE – La seduta è sciolta (Ore 20,00)
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