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lunedì 14 giugno 2010

C.C. 31 maggio: resoconto 3° O.d.G. (Bilancio)

CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 MAGGIO 2010
PUNTO 3 O.D.G.
BILANCIO DI PREVISIONE ESERCIZIO FINANZIARIO ANNO 2010 - BILANCIO TRIENNALE ANNO 2010 /2012 - RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA ANNO 2010 /2012 - ESAME ED APPROVAZIONE
PRESIDENTE - Prego, assessore Pacella.
ASSESSORE PAGELLA - Buona sera a tutti. Prima di iniziare la mia relazione o, volevo informare l'assise e i cittadini presenti che discutiamo di bilancio. E proprio perché discutiamo di bilancio, all'interno vi sono gli elementi di discussione che riguardano il motivo per cui molti cittadini sono qui presenti questa sera. Intanto io chiedo scusa se mi dilungherò, ma la mia è una relazione al bilancio, dove c'è anche l'aspetto che riguarda la tassa sui rifiuti. Pertanto, non sarò molto prolisso rispetto alle altre volte, proprio perché immaginavo che l'argomento che maggiormente poteva interessare l'assise riguardasse in modo particolare quello sui rifiuti.
Pertanto vi chiedo sin d'ora scusa se sarò un po' prolisso, ma ripeto: non lo sarò come lo sono stato le altre volte, in altre occasioni sulla discussione al bilancio.
(Legge relazione allegati agli atti). Grazie.

C.C. 31 maggio: resoconto 1° e 2° O.d.G.

COMUNE DI UGENTO
CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 MAGGIO 2010
Il Segretario procede all'appello
CONSIGLIERE CAVALERA - Il consigliere Gianfreda tarda un'oretta, perché aveva degli impegni a Lecce, familiari.
PRESIDENTE - Presenti 19, assenti 2. Il consigliere Gianfreda è giustificato.

PUNTO 1 O.D.G.
APPROVAZIONE VERBALI SEDUTE PRECEDENTI
SEGRETARIO - La votazione la facciamo come al solito, gli astenuti e i favorevoli, va bene?
PRESIDENTE - Votazione.
VOTAZIONE
FAVOREVOLI -
ASTENUTI -


PUNTO 2 O.D.G.
INTERROGAZIONI
PRESIDENTE - Interrogazione presentata dal consigliere Minenna: "Disservizi postali nella frazione di Torre San Giovanni". Prego, consigliere. Si prepara a rispondere il Sindaco.

domenica 6 giugno 2010

Consiglio Comunale del 5 maggio: resoconto


COMUNE DI UGENTO 
CONSIGLIO COMUNALE DEL 5 MAGGIO 2010

Il Segretario procede all'appello
PRESIDENTE – Presenti 18, assenti 3.
Voglio fare un piccolo richiamo di attenzione ai ragazzi: quando si fanno i Consigli comunali, ci deve essere il massimo silenzio nell'aula.
Devo giustificare l'assessore Pacella che per impegni istituzionali stamattina non ha potuto presiedere il Consiglio comunale.


PUNTO 1 O.D.G. 
PROBLEMATICHE DEL TERRITORIO - DETERMINAZIONI
(Argomento proposto dalle classi della Scuola Statale "Ignazio Silone" partecipanti al progetto del Consiglio Comunale dei Ragazzi)


martedì 18 maggio 2010

Consiglio Comunale 30 aprile 2010: O.d.G. e resoconto




ORDINE DEL GIORNO
  1. Interrogazioni ed interpellanze.


  2. Revoca del regolamento comunale per l'applicazione della tassa smaltimento rifiuti solidi urbani approvato con delibera di C.C. n. 36 del 01.09.1997 e modificato ed integrato con delibera di C.C. n. 17 del 16.06.2009 ed approvazione del nuovo regolamento. 
  3. Modifica artt. 3 e 7 del regolamento per l'istituzione e il funzionamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi. 
  4. Proposta C.C. n. 41 del 27.04.2010: "Approvazione previsione di Entrata e di Spesa 2010 per la realizzazione del seguente intervento: «Telegestione e risparmio energetico sugli impianti di Pubblica Illuminazione»". 
  5. Proposta C.C. n. 29 del 14.04.2010: " Presa d'atto dello Statuto della «Fondazione San Vincenzo» di Ugento e nomina membro del Consiglio di Amministrazione"

lunedì 15 febbraio 2010

Consiglio Comunale del 27 gennaio 2010: O.d.G. e resoconto



  
CONSIGLIO COMUNALE del  27/01/2010,  ore 16 30

ORDINE DEL GIORNO
  1. APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA DEL 13.01.2010. 
  2. INTERROGAZIONI. 
  3. APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA DELLE FUNZIONI E DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI RELATIVA AL PIANO SOCIALE DI ZONA 2010-2012 DELL'AMBITO TERRITORIALE N. 5.

PUNTO 1 O.D.G.
Approvazione verbali seduta precedente
PRESIDENTE – Chi è favorevole?  
SEGRETARIO – Alla n. 1 era assente: Scarcia, Ponzetta, Nuzzo, Mauro, Colosso, Preite e Gianfreda. Quindi, rimangono astenuti.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=12
ASTENUTI=5

SEGRETARIO – La n. 2: Scarcia, Ponzetta, Nuzzo, Colosso, Preite, Gianfreda.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=12
ASTENUTI=5

SEGRETARIO – Alla n. 3: Scarcia, Colosso, Preite e Gianfreda.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=13
ASTENUTI=4

SEGRETARIO – Al n. 4: Scarcia, Colosso, Preite e Gianfreda.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=13
ASTENUTI=4

SEGRETARIO – Alla n. 5: Scarcia, Greco, Colosso, Preite e Gianfreda.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=12
ASTENUTI=5

SEGRETARIO – Alla n. 6: Scarcia, Colosso, Preite, Gianfreda, Corvaglia.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=12
ASTENUTI=5

SEGRETARIO – Alla n. 7: Ozza, Scarcia, Ponzetta, Colosso, Preite, Gianfreda, Corvaglia, Coppola e Riso.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=12
ASTENUTI=5

SEGRETARIO – Alla n. 8: Scarcia, Colosso, Preite, Gianfreda, Corvaglia.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=12
ASTENUTI=5

SEGRETARIO – Alla n. 8: Scarcia, Colosso; Preite, Gianfreda.  
VOTAZIONE
FAVOREVOLI=13
ASTENUTI=4

PUNTO 2 O.D.G.
Interrogazioni
PRESIDENTE – Interrogazione presentata dal consigliere Colosso, riguardo agli a problemi dei bacini di Torre San Giovanni. Prego. 
CONSIGLIERE COLOSSO – Grazie, Presidente. In seguito alla denuncia presentatami da alcuni  cittadini, mi sono sentito in obbligo di presentare e di rendere edotto il Consiglio dei problemi riguardanti i bacini di Ugento. 
Premesso che in seguito a un incontro svoltosi presso il comitato civico di Torre San  Giovanni nel periodo di settembre, venivano denunciate le criticità dei bacini menzionati in oggetto, provocate presumibilmente dalla mancata o non conforme, oppure ancora non sufficiente manutenzione ordinaria degli stessi. 
Che in particolare le lagnanze vertevano sugli effluvi male odoranti, sulla presenza eccessiva di alghe flottanti, con conseguente moria di pesce e, a quanto ho avuto modo di sapere dalle denuncie pervenutemi, dalla successiva presenza di ratti e zanzare. 
Che detta situazione, pur denunciate in molteplici occasioni, necessita di una definitiva risoluzione, attese le gravissime conseguenze igienico – sanitarie, con conseguente danno alla popolazione in primis, ma anche alla fondamentale attività turistica della marina, che la persistenza dello stato di cose descritte potrebbe determinare. 
Tutto ciò premesso, si chiede di conoscere quali iniziative siano state sino a ora intraprese dall’assessorato di riferimento e dalla Giunta, e quali iniziative risultino in animo dell’esecutivo per porre fine a questa insostenibile situazione. 
Pertanto si rimette alla discrezionalità dei destinatari della presente la valutazione in ordine alla convocazione di un tavolo tecnico, con il consorzio di bonifica e l’assessorato all’agricoltura della Regione Puglia.  Grazie. 
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, assessore Lecci. 
ASSESSORE LECCI – Grazie, Presidente. Con riferimento all’interrogazione testè illustrata dal consigliere Colosso, comunico quanto segue: 
L’amministrazione comunale risulta essere a conoscenza degli episodi di superamento dei limiti di Legge previsti per la depurazione delle acque reflue del depuratore di Ugento. I rapporti di prova, eseguiti da Arpa Puglia, in cui si evidenziano i valori fuori norma, sono stati trasmessi al Comune sistematicamente. 
E altresì da rilevare come sino al termine dell’anno 2008 l’impianto di Ugento è stato affidato in conduzione, manutenzione e custodia all’impresa Dondi spa, appaltatrice del relativo servizio, e tenuta a garantire il rispetto dei limiti dello scarico previsti per Legge. 
Durante l’annualità 2008, in conseguenza della segnalazione di disfunzione o dell’impianto, l’Acquedotto Pugliese, in qualità di titolare dello stesso, come da documentazione acquisita, ha provveduto a contestare, presso il servizio ambiente, ufficio tutela acque della provincia di Lecce, i risultati delle analisi prodotte da Arpa. Le motivazioni delle contestazioni risiedevano nella mancanza di comunicazione delle date di effettuazione dei prelievi, nella mancata specificazione delle tecnologie metodologie applicate da Arpa e dai dati dalle controanalisi, che evidenziavano il rispetto di tutti i termini previsti per Legge. 
In virtù di tali motivazioni, ogni procedimento per la violazione dei parametri è stato archiviato dalle autorità competenti. 
Dall’annualità 2009 la conduzione, manutenzione e custodia dell’impianto di depurazione è stata affidata direttamente all’acquedotto Pugliese per il tramite della società pubblica AQP DEP. I rapporti di prova, effettuati dall’unità territoriale di Lecce, Aree e controllo igienico – sanitario dell’AQP Spa, in data 19 marzo 2009, non hanno evidenziato alcun superamento dei livelli previsti dalla Legge. 
Pur tuttavia, l’amministrazione comunale, essendo ben note le conseguenze che il mancato funzionato a norma dell’impianto di depurazione potrebbe apportare al sistema dei bacini e alle acque territoriali ugentine, provvederà a richiedere formalmente ulteriori controlli da parte dell’Ato Puglia e della Polizia Provinciale. 
Rapporto con il consorzio di Bonifica. I bacini e i canali di bonifica insistenti nel territorio del Comune di Ugento, sono stati ricompresi, per la quasi totalità, nella zona a massima protezione del Parco Naturale regionale litorale di Ugento, istituito  con Legge Regionale n. 13 del 28 maggio 2007. 
In quanto tale, è necessario valutare attentamente ogni intervento, anche se effettuato nell’ottica della gestione e del mantenimento delle funzionalità idrauliche del sistema di acque interne. 
L’obiettivo fondamentale risulta essere la conservazione e l’avviso della biocenosi, con particolare riferimento agli habitat e alle specie animali e vegetali contenuti nelle direttive comunitarie, relative alla conservazione degli uccelli selvatici, alla conservazioni degli habitat naturali e semi naturali e della flora e della fauna selvatica, nonché gli equilibri ecologici, idraulici e idrogeologici. Così recita l’Art. 1, comma 1, lettera b) della Legge istitutiva. 
Nell’ottica di un’azione sinergica, finalizzata all’attuazione di strategie condivise di gestione e di risoluzione delle numerose problematiche esistenti, il Comune si è fatto promotore della convocazione di numerosi tavoli tecnici, tenutisi a partire dal 9 dicembre 2008, alla presenza dell’ufficio parchi della Regione Puglia, del settore territorio e ambiente della provincia di Lecce e dello stesso consorzio di Bonifica. 
A conclusione di tali sessioni di lavoro, è stato elaborato un protocollo d’intesa sottoscritto il 2 dicembre 2009, presso il settore ecologia della Regione Puglia, tra consorzio di Bonifica, settore territorio e ambiente della provincia di Lecce e parco di Ugento, al fine di regolamentare le attività di manutenzione ordinaria all’interno di canali e bacini nel rispetto della biodiversità ivi presente. 
Il complesso di canali e bacini attraversa anche aree urbanizzate e costituisce, inoltre, il corpo recettore degli affluenti dell’impianto di depurazione di Ugento e degli impianti di depurazione di significativi insediamenti turistici e residenziali presenti sul territorio. 
 Come evidenziato in un approfondito studio, realizzato dall’università del Salento, tale scenario comporta, in maniera ormai consolidata, l’eutrofizzazione del sistema acquatico in presenza di condizioni particolari. 
Al fine di mitigare tali fattori di stress, l’amministrazione comunale, si è resa parte diligente nell’incentivare l’attivazione di sistemi di fitodepurazione presso le strutture ricettive, segnalando più volte, presso gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni, la necessità di affrontare tale problematica. 
In risposta a ciò, la Provincia di Lecce ha convocato un incontro operativo per il 10 febbraio prossimo, alla presenza del Comune di Ugento, del consorzio e di tutti i soggetti privati autorizzati allo scarico nei bacini, al fine di trovare forme alternative di smaltimento alle acque depurate. 
Altrettanto incisiva risulta essere l’azione dell’amministrazione presso l’Ato Idrico Puglia e l’autorità di bacino, al fine di individuare nuove soluzioni per il riutilizzo delle acque provenienti dal depuratore comunale, evitando la confluenza delle stesse dei bacini e nei canali. 
A tal proposito il Sindaco, in qualità di componente anche del Consiglio di amministrazione dell’Ato Idrico, promuoverà un incontro operativo con tutte le parti, entro il mese di febbraio. Grazie. 
PRESIDENTE – Grazie, vice Sindaco. Prego, consigliere. 
CONSIGLIERE COLOSSO – Grazie, Presidente. Prendo atto con piacere delle varie manifestazioni di interesse attuate dall’assessorato e dalla Giunta. E quindi mi ritengo pertanto soddisfatto, invitando comunque sempre a vigilare, così come farò io stesso. Quindi grazie e buon lavoro. 

PUNTO 3 O.D.G.
Approvazione schema di convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio – assistenziali relativi al Piano Sociale di Zona 2010-2012  dell’ambito territoriale.  

PRESIDENTE – Prego, assessore Preite.  
 ASSESSORE PREITE – Grazie, Presidente. Onorevole Sindaco, colleghi assessori e consiglieri...  
 CONSIGLIERE MINENNA – Scusate, assessore Preite. Non è mia abitudine interrompere. Tanto per capirci, Presidente, io ho qua agli atti, e credo noi tutti, un’altra interrogazione, che stava all’ordine del giorno dello scorso Consiglio comunale, che è a firma del consigliere Giannuzzi. Giusto per capirci, perché io pensavo, per esempio, questa mattina, parlandone con gli uffici, che ci fosse quella mia sui disservizi di Torre San Giovanni. Non c’era quella mia, ho detto: “Non è un problema, la rinviamo al prossimo Consiglio comunale”. Giusto per capire quante e quali interrogazioni ci sono.  
 PRESIDENTE – D’accordo, consigliere. Prego, assessore.  
 ASSESSORE PREITE – Grazie, Presidente. A seguito del termine del primo triennio 2006 /2009 del Piano Sociale di Zona, approvato con delibera di Consiglio comunale n. 32 dell’8 luglio 200 circa e l’avvio dei lavori per la seconda triennalità, siamo chiamati per approvare lo schema di convenzione per la gestione associata dei servizi socio – assistenziali del Piano Sociale di Zona per il Triennio 2010 – 2012 dell’ambiato territoriale di Gagliano del Capo, al fine di accedere ai finanziamenti Regionali per i servizi assistenziali previsti nel nuovo piano di zona.
La convenzione disciplina, nei vari articoli, i rapporti che ogni Comune convenzionato intratterrà con l’ambito; stabilisce modalità omogenee  di rotazione dei servizi e delle prestazioni sociali. Invita tutti i Comuni associati a proporre e progettare dei servizi socio – assistenziali, previa analisi dei bisogni di ogni contesto locale.  
Tali servizi andranno a formare il Piano Sociale di Zona, il quale è l’unico mezzo per poter accedere ai finanziamenti regionali previsti dalle normative assistenziali.  
Una volta completato il Piano di Zona, dovrà essere approvato dalla parte della Regione, che successivamente provvederà a erogare le somme direttamente all’ambito territoriale di Gagliano, quale Comune capofila, che opera per conto degli enti delegati.  
Ha il compito di svolgere le seguenti funzioni:  adottare tutti gli atti amministrativi e gestire le risorse. Il Sindaco dello stesso Comune capofila assume la rappresentanza legale nei rapporti con i terzi e in giudizio. L’ambito Territoriale, a sua volta, attraverso gli organi competenti, come il coordinamento istituzionale, organo politico istituzionale e l’ufficio di Piano, organo tecnico amministrativo, provvederà a attivare servizi progettati a suo tempo su tutto il territorio, erogando le somme finanziate dalla Regione.  
Tali servizi andranno ad integrare quelli previsti da ogni amministrazione comunale, che attiverà con il proprio bilancio, garantendo sinergicamente tutti i servizi socio – assistenziali che i cittadini hanno bisogno.  
Il primo Piano di Zona ha rappresentato un punto di forza oggettivo per la realizzazione di una molteplicità di servizi, a favore di tutte quelle categorie di soggetti deboli del vivere sociale, che un singolo Comune, altrimenti, non avrebbe potuto avviare, in considerazione del budget necessario.  
In concreto, si è dato avvio a quel processo di rottura dei fenomeni di emarginazione e esclusioni del tessuto socio – economico, per andare verso una più ampia e radicata cultura di integrazione sociale attraverso nuove strategie.  
Certamente ciò rappresenta l’inizio di un graduale processo verso il benessere sociale, un inizio che ha portato già anche nel nostro Comune una risposta forte alle esigenze di molti cittadini.  
In questa seconda fase di quel processo di diffusione del benessere sociale precedentemente menzionato, ritengo, cari colleghi, doverosa la nostra continua azione verso l’associazionismo, come previsto dalla stessa Legge Regionale n. 19/2006 al fine di garantire quel percorso di progresso qualitativo, necessario allo sviluppo della nostra comunità.  
Invito pertanto l’assise a esprimersi favorevolmente in merito. Grazie.  
 PRESIDENTE – Grazie, assessore. Prego, consigliere Giannuzzi.  
 CONSIGLIERE GIANNUZZI – Grazie, Presidente. Brevemente, soltanto per dichiarare il voto favorevole su questa proposta, assessore, con una preghiera: nel momento in cui la Regione Puglia terminerà l’iter di approvazione del Piano attuativo locale, con la creazione del distretto socio – sanitario a Ugento, o meglio con il ritorno del distretto Socio – Sanitario a Ugento, premuriamoci poi, se ancora siamo in tempo o in corso, a recedere da questa convenzione, dar vita al nostro nuovo ambito e quindi a poter gestire poi direttamente i finanziamenti delle politiche sociali che ci verrebbero assegnati in quella fase come Comune capofila e non più come compartecipe di un ambito più esteso, quale è quello attuale della A.S.L. di Gagliano del Capo. Grazie. Solo questa raccomandazione, ma era un’ovvietà.  
 PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, Sindaco.  
 SINDACO – Grazie, consigliere Giannuzzi, per avermi dato l’opportunità di portare a conoscenza del Consiglio comunale una indicazione in tal senso, che io mi sono premurato già di fare agli organi istituzionali, attraverso l’assessore Stefano ieri mattina. Perché, l’ho detto anche oggi al consigliere Cavalera che stamattina ci siamo incontrati: ho saputo, dal dirigente sanitario, dottor Franco Sanapo, due giorni fa che in Regione il Piano Approvato non prevede Ugento come distretto. Prevede Ugento e Copertino... Nonostante ci fossero state ampie rassicurazioni più di un anno fa, la Regione dava per scontato... Tanto è vero che gli amici del PD fecero anche un manifesto, ringraziando la Regione per quello che era stato tolto e che era stato restituito a Ugento, nonostante ciò pare che attualmente il distretto di Ugento sia non più... rimane il fatto, però, che nella formulazione del PAL  hanno inserito Ugento e Copertino. Sono 13 distretti in tutto: 11 sono stati riconosciuti, e 2, Ugento e Copertino, no. Però Ugento rimarrebbe, insieme a Copertino, come articolazione distrettuale. Significa che gli uffici, il plesso che si sta costruendo rimane lì con tutte le sue incombenze di carattere amministrativo. Però mi faceva notare il dottor Sanapo che quello che è importante in questo caso, per avere il distretto, è avere la gestione del Piano d’Ambito che in questo caso, se Ugento non fosse distretto, rimarrebbe a Gagliano. E mi suggeriva di fare l’intervento che poi ho fatto presso l’assessorato, l’unico assessore di Lecce che abbiamo, Stefano. Prima c’era Frisullo, c’era Enzo Russo, attualmente... Comunque, io aspetto notizie da Dario Stefano entro stasera, massimo domani mattina e poi... Ho pregato anche Oronzo Cavalera di chiamare pure lui qualche suo referente politico, che ci dessero maggiori delucidazioni in merito.  
Speriamo che tutto si possa aggiustare.  
 PRESIDENTE – Grazie, Sindaco.  
 CONSIGLIERE GIANNUZZI – Chiedo scusa, replico brevemente. Io non ero a conoscenza di questa... Infatti, il mio intervento era nell’auspicio di... Naturalmente, mi farò portavoce anche presso Dario Stefano, lo chiamerò subito per vedere come stanno le cose. Grazie.  

PRESIDENTE – Grazie, consigliere Giannuzzi. Prego, consigliere Cavalera.  
 CONSIGLIERE CAVALERA – Grazie, Sindaco. Proprio a proposito di quello che diceva il Sindaco, noi abbiamo fatto già una serie di telefonate, proprio per cercare di capire. Perché anche a noi sono giunte delle voci un po’ contrastanti. Ci hanno assicurato che vedranno di nuovo, perché sembra che la commissione dalla quale è passato per adesso il Piano in effetti stiano così le cose. Sembra che in Consiglio Regionale devono intorno alla prima settimana di Febbraio. Vediamo tutti insieme di recuperare tutto quello che è possibile, visto che era un impegno preso da più persone.  
Per quanto riguarda, poi, questa convenzione, non lo so, io volevo chiedere all’assessore Preite se per questo triennio, come ritiene che sia andato... un piccolo resoconto, insomma, di quello che più o meno si è fatto, di quali servizi abbiamo usufruito come collettività noi. Perché io personalmente, per esempio, non so l’ufficio di piano come ha funzionato, se il lavoro è stato fatto... se è stato un lavoro proficuo, se ha funzionato bene. Perché, a esempio, io non so nemmeno chi era il responsabile a Gagliano, il coordinatore dell’ufficio di piano del Piano di zona. Un piccolo resoconto.  
Il voto è sicuramente favorevole, sperando che prossimamente possiamo essere noi capofila del nostro piano e del nostro distretto.  
 PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Minenna.  
CONSIGLIERE MINENNA – Grazie, Presidente. Intervengo soltanto per esprimere il parere favorevole a questo ordine del giorno e per esprimere la mia contentezza riguardo a quanto detto pochi minuti fa dal Sindaco. Perché io ricordo, non ero in Consiglio comunale, ero semplicemente Segretario di partito, però ricordo come se fosse ieri tutte le battaglie, le polemiche e le discussioni intorno all’utilità o meno di avere il distretto socio – sanitario a Ugento. Distretto socio sanitario a Ugento che, è inutile ricordarlo, ormai lo sanno anche le pietre, fu soppresso in seguito alla decisione della Giunta Fitto, fatta in pieno agosto del 2003, se non vado sbaglio, consigliere Corvaglia... 2002? Io ricordo 2003, consigliere Gianfreda, comunque, 2002 o 2003, non ha importanza.  L’importante, purtroppo, è stato il fatto di aver perso un servizio essenziale per il territorio.  
L’allora Centrosinistra lo diceva in maniera piuttosto unanime, Sindaco, ti ricordi. C’erano delle perplessità da parte dell’allora e attuale maggioranza di Centrodestra a Ugento, che si affannava a dire che tanto servizi non ne perdevamo, che tanto perdevamo soltanto qualche impiegato, che tanto perdevamo soltanto qualche ufficio.  
Queste erano le parole ricorrenti, sia nelle strade e nelle piazze, sia in Consiglio comunale, ribadite dall’allora esponente di Alleanza Nazionale, allora Consigliere comunale, dottoressa Anna Citignola.
Ne prendiamo atto, ripeto, del fatto, scusate il gioco di parole, che il distretto socio – sanitario, in quanto articolazione di servizi alla persona, e in questo caso a persone bisognose, è importante sul territorio.  
Chiusa  questa piccolissima parentesi, qualora Ugento non dovesse avere, o riavere il distretto socio – sanitario, appunto, do la mia personale disponibilità e la mia disponibilità politica, in quanto rappresentante di un partito politico e consigliere comunale, a intraprendere tutti insieme, spero questa volta in maniera unitaria e condivisa, qualsiasi azione, naturalmente lecita e legale, per far riavere a Ugento e al suo territorio un servizio essenziale che gli spetta.  
Ripeto, la mia felicità e la mia contentezza  deriva dal fatto che finalmente oggi, Sindaco, almeno questo ho capito dalle tue parole, siamo tutti d’accordo che a Ugento il distretto sanitario serve e che è un servizio essenziale.  Ne prendo atto.  
 PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Riso.   
CONSIGLIERE RISO – Grazie, Presidente. Solo per dire e facendo mente locale in quel periodo del 2003, se non erro, appunto l’ha accennato il collega consigliere Minenna, con l’allora Giunta Fitto, fu soppresso il nostro distretto.  
Successivamente fu fatto anche, non per ripercorrere quei giorni, fu fatto uno sciopero massiccio, al quale partecipammo tutti, con a capo quella volta c’era anche l’onorevole Pepe. In quell’occasione, giustamente, manifestammo la nostra sensibilità e la nostra attenzione a che quel distretto ritornasse a Ugento.  
Qui, senza alcun filo di polemica, non ho che, con rammarico, ricordare che in quell’occasione senza alcuna polemica il nostro Sindaco non fu così attento da fare pressioni sull’allora Governatore perché a Ugento non fosse soppresso quel distretto.  
Abbiamo visto l’importanza di quel distretto. Perché, oltre tutto, qualcosa l’abbiamo persa, pur conservando alcune eccellenze, tipo quella, per esempio, del CIM, per esempio, o per quanto concernono altri servizi molto importanti. Un fiore all’occhiello. Però, ripeto, quel  rammarico rimane ancora, perché dopo non si è adoperati a tal punto di far ritornare... Si diceva all’inizio della legislatura Vendola, che forse tutto sarebbe... anzi sicuramente ritornato come prima. Ma non è poi ritornato, pur venendo più volte lo stesso direttore per sentire i nostri bisogni, il direttore Sanapo, che, sinceramente, avrebbe potuto risolvere questo problema. Siamo a fine legislatura della Giunta Vendola e ci troviamo ancora con Gagliano che ha quel distretto scippato da noi.  
E allora, in questo non posso che far presente e il Sindaco non l’ho visto attento più di tanto, così come non ho visto così attenti i miei amici, a che finalmente questo distretto di fatto ritornasse da noi.  
Ecco che, senza alcuna polemica, ci tenevo a dire questo. E qui aggiungo altro: quando in ogni occasione, così colgo l’occasione per dire, appunto, che il Presidente dell’ATO non ce l’abbiamo, il Presidente dell’Agenda 21. E quindi, in questo caso, Ugento per il ricco territorio, per il grande territorio che ha, e penso che sarebbe giusto, una buona volta per sempre, che il nostro Sindaco fosse in capo di qualcosa, poiché, come territorio, come servizi, abbiamo tanto in più rispetto a chi fa da capofila. E mi riferisco in questo caso a Gagliano del Capo capofila di tutti i Comuni paprtenenti a questo Piano d’Ambito socio – sanitario.  
E poi, lo stesso, ripeto, colgo l’occasione per dire che anche l’ATO... Io ho sempre detto: “Perché non poteva essere il nostro Sindaco Presidente dell’ATO e non il Sindaco di Alliste?”. Oppure, Casarano per l’Agenda 21, allo stesso modo, che si tratta di ambiente, di territorio. Anche lì, perché non essere noi capofila qualche volta?  
Grazie a Dio, abbiamo tanto sotto i nostri occhi, come vastità, come territorio e come, spero, servizi.  
Quindi, a questo punto, per concludere, non ho che da essere solidale per quanto concerne l’iniziativa, una buona iniziativa, ma sicuramente deve essere da sprone per la prossima volta che almeno per una volta, prima della fine della legislatura, che il nostro Sindaco facesse e diventasse il capo di qualche Comune vicino, limitrofo.  
Ecco che do la mia disponibilità, come Verde, a che fosse attuata questa convenzione per i servizi socio – assistenziali. Grazie.   
PRESIDENTE – Grazie, consigliere. Prego, consigliere Coppola.  
CONSIGLIERE COPPOLA – Grazie, Presidente. Brevemente, per esprimere il parere favorevole a questa iniziativa, anche perché l’avevamo già discussa in commissione, dove mi ero riservato di presentare anche un emendamento.  
Poi, sentitomi con l’assessore al ramo, abbiamo deciso di non presentarlo, perché il distretto Sanitario non era previsto ancora per quest’anno. Poi, è sparito anche da questa delibera che si trova alla Regione. Ho deciso di non presentarlo.  
Comunque il mio parere è favorevole all’iniziativa dell’assessore. Grazie.  
PRESIDENTE – Grazie, consigliere Coppola. Prego, assessore Preite.  
ASSESSORE PREITE – Rispondo alla domanda del consigliere Cavalera. Allora, i servizi attivati nel primo triennio dal Piano di Zona che riguardano il nostro Comune sono i seguenti: hanno beneficiato circa 9 cittadini per quanto riguarda l’assegno di cura. Per la prima dote e nuovi nati, 8 utenti; il SAD  per i disabili, n. 2 utenti; il SAD per gli anziani, n.1; sostegno economico, una tantum, un cittadino; minimo vitale, n.6 utenti; sostegno economico ex detenuti n. 1 utente. Poi abbiamo avuto, per quanto riguarda le rette ai minori in strutture semi residenziali per gli anni 2007 – 2008, sono state previste delle somme che dovremmo ancora incamerare, di circa 93 mila euro per gli anni 2007-2008.  Poi ci sono i contributi rette minori per strutture residenziali anno 2008, 57.129,00 euro; contributo rette per strutture residenziali anziani, sono pervenuti circa 33 mila euro; il SAD per disabili mentali, hanno beneficiato n. 3 utenti.  
Inoltre, sono stati attivati numerosi servizi di collaborazione con le parrocchie del territorio, con il centro per l’impiego di Tricase, con il centro di salute mentale di Ugento e con li SERT di Ugento.  
È chiaro che tutto questo ha avuto da parte del Comune di Ugento una quota di co- finanziamento di circa 22 mila euro all’anno.  
Per il prossimo triennio, 2010 – 2012, si prevede, invece, un aumento della quota di co- finanziamento, che ha stabilito la Regione per circa 41 mila euro.  

PRESIDENTE – Grazie, assessore. Votazione. Chi è favorevole?  
 VOTAZIONE
UNANIMITÀ DEI PRESENTI
PRESIDENTE – Per l’immediata esecutività?   
VOTAZIONE
UNANIMITÀ DEI PRESENTI
 PRESIDENTE – Grazie, arrivederci.

    sabato 23 gennaio 2010

    Consiglio Comunale dell' 18 dicembre 2009: O.d.G. e resoconto


    COMUNE DI UGENTO
    CONSIGLIO COMUNALE DEL 18 DICEMBRE 2009

    Il Segretario procede all'appello 
    PRESIDENTE - Presenti 19, assenti 2. 

    PUNTO 1 O.D.G.
    ISTITUZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI AI SENSI DELL'ART. 9 DELLO STATUTO COMUNALE. APPROVAZIONE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO

    PRESIDENTE - Prego, assessore Greco. 
    ASSESSORE GRECO - Grazie, Presidente. Buona sera a tutti. La proposta di Consiglio comunale n. 89 del 10.12.2009 ha a oggetto l'istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi ai sensi dell'Art. 9 dello Statuto comunale. Approvazione del Regolamento di funzionamento. 
    Si tratta di un progetto molto importante, che risponde alle esigenze della Legge n. 285/97, la quale prevede l'attuazione di misure volte a promuovere la partecipazione dei bambini e degli adolescenti alla vita della comunità locale, anche amministrativa. 
    Il Consiglio comunale dei ragazzi ha l'obiettivo di favorire una idonea crescita socio - culturale dei giovani, nella piena e naturale consapevolezza dei diritti  e dei doveri civici verso le istituzioni e verso la comunità e soprattutto quello di formare i cittadini di domani responsabili e consapevoli delle dinamiche democratiche e partecipative di una comunità. 
    Attraverso il Consiglio comunale dei ragazzi, gli alunni delle classi coinvolte, ovvero quarta e quinta elementare e prima media, avranno la possibilità di acquisire una maggiore conoscenza del territorio in cui vivono, sentirsi soggetti attivi e non passivi della società di appartenenza, maturare un approccio più consapevole rispetto ai problemi della collettività, elaborando propeste e assumendo decisioni frutto del confronto con gli altri. 
    Il Regolamento, sottoposto all'attenzione e all'approvazione del Consiglio comunale odierno, rappresenta il risultato finale di interprocedimentale che ha visto coinvolta l'amministrazione comunale e le scuole. Infatti, dopo la missiva inviata dal sottoscritto al Presidente del Consiglio comunale nel mese di ottobre, con la quale si significa la volontà dell'amministrazione comunale di istituire il Consiglio comunale dei ragazzi, con allegata una proposta di regolamento, sono iniziati i rapporti di collaborazione e di consultazione con le istituzioni scolastiche al fine di giungere a un progetto condiviso. 
    Per cui, sono state sottoposte all'attenzione dei dirigenti delle due scuole, il dottor Rosario Lezzi per la scuola elementare e la professoressa Maria Rosaria Conte  per la scuola media, due proposte di regolamento: una a firma del consigliere Giannuzzi e l'altra a firma del sottoscritto. 
    Tali proposte sono state ampiamente discusse e analizzate nei vari Consigli di classe è inutile nascondere che nel frattempo sono sorte alcune legittime perplessità da parte della scuola, non sulla bontà dell'iniziativa, ma sulla concretezza del progetto. Quindi, alcune perplessità sono sorte, e erano legate non tanto all'importanza del progetto in sé per sé, ma erano legate piuttosto alla concretezza, all'esecuzione del progetto. 
    Infatti, i dubbi iniziali erano legati a delle esperienze poco positive fatte dalla scuola in passato, ovvero di proposte avanzate dalla scuola e mai recepite dalle varie amministrazioni comunali, che hanno generato una certa sfiducia da parte delle scuole nei confronti delle istituzioni. 
    Attraverso poi un lavoro proficuo di confronto con le scuole, nel quale ha avuto un ruolo significativo determinante anche il Sindaco, sono state superate queste perplessità e si è deciso di ricominciare, di dare un'altra opportunità alle istituzioni, di dimostrare attenzione maggiore e soprattutto concretezza amministrativa alle proposte provenienti dal mondo della scuola. 
    Si è giunti, dunque, alla presentazione a firma dei due dirigenti in data 1 dicembre 2009, una proposta di Regolamento presentata al sottoscritto, che è quello oggetto dell'odierna proposta, che passo a illustrare brevemente negli aspetti più significativi. 
    Per quanto riguarda il numero dei consiglieri comunali che costituirà il Consiglio comunale dei ragazzi, saranno 28 ragazzi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Il Consiglio resterà in carica per tre anni dalla data del suo insediamento, e al Consiglio comunale dei ragazzi sarà affiancato il gruppo di tutoraggio con funzione consultiva e di sostegno. 
    Per quanto riguarda l'Art. 4 del Regolamento, che disciplina la ripartizione dei consiglieri, si legge che a ciascuna delle istituzioni scolastiche di base presenti nel territorio comunale, che concorrono all'elezione del Consiglio comunale dei ragazzi, è assegnato un numero di consiglieri in modo proporzionale. 
    Che cosa significa in modo proporzionale? Dato che gli alunni partecipanti della scuola media saranno 110, in quanto saranno 5 le classi che parteciperanno al progetto, mentre gli alunni delle scuole elementari saranno 170, in quanto saranno 8 le classi che parteciperanno al progetto, le due scuole congiuntamente hanno deciso di stabilire che i consiglieri eletti per le scuole medie saranno 12, mentre i consiglieri eletti per le scuole elementari saranno 16. L'Art. 6 del Regolamento, inoltre, disciplina l'elezione del Sindaco, il quale sarà eletto a scrutinio segreto dal Consiglio comunale dei ragazzi e durerà in carica per circa tre anni. 
    L'Art. 8 disciplina le modalità delle elezioni. L'Art. 9 disciplina l'insediamento del Consiglio comunale dei ragazzi. 
    L'Art. 10 disciplina analiticamente le funzioni del Sindaco. 
    L'Art. 11 disciplina le competenze del Consiglio comunale dei ragazzi, ovvero il Consiglio comunale svolgerà le sue funzioni in materia autonoma e apolitica, in materia di ambiente, ecologia, qualità della vita, viabilità e sicurezza stradale, sport e tempo libero, cultura, spettacolo, scuola, solidarietà e amicizia, informazioni e comunicazioni. 
    Infine, abbiamo l'Art. 12 che disciplina le modalità di convocazione e di funzionamento. 
    L'Art. 14 disciplina le sedute e l'Art. 14 la decadenza e le sostituzioni. 
    Per quanto riguarda, poi, nello specifico le attività previste dal progetto presentato dalle scuole, l'attività inerente il Consiglio comunale dei ragazzi avrà inizio del gennaio 2010. 
    La prima fase prevede la trasmissione di nozioni teoriche di cittadinanza e costituzione, di rappresentatività e dei principali organi istituzionali della vita di una comunità. 
    La seconda fase, che si svolgerà a febbraio 2010, prevede una visita al palazzo di città per conoscere i luoghi e le persone che rappresentano le istituzioni. 
    La terza fase, che sarà espletata nel marzo 2010, riguarda la formulazione e la diffusione all'interno delle scuole del regolamento relativo al funzionamento del Consiglio comunale dei ragazzi. 
    Nell'aprile 2010 ci saranno poi le elezioni vere e proprie, con organizzazione, appunto, del Consiglio comunale dei ragazzi. La quinta fase, che si avrà nell'aprile - maggio 2010, prevede una raccolta di proposte per una città nuova, pensata da progettisti  in erba. 
    Ovviamente, questi ragazzi, questi bambini, saranno seguiti da un gruppo di tutoraggio. Gruppo di tutoraggio che sarà costituito, secondo la proposta avanzata dalle scuole, dall'assessore alla pubblica istruzione, l'assessore alle politiche giovanili, i dirigenti scolastici, i docenti referenti delle scuole coinvolte, e i genitori: due per ogni scuola. Quindi, complessivamente saranno 4 genitori, che saranno inseriti all'interno del gruppo di tutoraggio. 
    Prima di concludere, vorrei rivolgere un ringraziamento ai dirigenti scolastici, al dottor Rosario Rezzi e alla professoressa Maria Rosaria Conte, che hanno dimostrato sensibilità e attenzione per il tema proposto, a tutto il personale docente di entrambe le scuole, ma in particolar modo ai docenti referenti del progetto, ovvero l'insegnante Luce Brogna per quanto riguarda la scuole elementari, e la professoressa Domenica Lella per quanto riguarda le scuole medie. 
    Auguro, infine, che questo progetto possa essere una strategia vincente per avvicinare, con un linguaggio che sia semplice ma nello stesso tempo efficace, anche i più piccoli a tutti gli aspetti della comunità che li circonda.  Grazie. 

    domenica 10 gennaio 2010

    Consiglio Comunale dell' 11 dicembre 2009: O.d.G. e resoconto



    COMUNE DI UGENTO
    CONSIGLIO COMUNALE DEL 11 DICEMBRE 2009


    Il Segretario procede all'appello  

    PRESIDENTE - Presenti n. 12, assenti n. 9.  
    Devo giustificare l'assessore Pacella, che per motivi istituzionali non può essere presente.  


    PUNTO 1 O.D.G.

    ATTO DI SOLIDARIETA' AL SINDACO E ALLA SUA FAMIGLIA IN SEGUITO ALLE ULTIME DICHIARAZIONI DEGLI ORGANI DI STAMPA SUL CASO BASILE

     PRESIDENTE - L'ordine del giorno è fatto sulla base degli ultimi eventi che abbiamo tutti constatato in questi ultimi giorni, riguardo agli argomenti riportati dalla stampa e da alcune televisioni private.  Riguardo a una Opel Corsa grigia, dove si addentra a toccare la suscettibilità di tante persone, ma principalmente nella persona del Sindaco.  

    Il capogruppo darà una relazione riguardo all'argomento da portare all'ordine del giorno.  

    ASSESSORE GRECO - Grazie, Presidente. L'oggetto della proposta di Consiglio comunale n. 86 del 10.12.2009 è "Atto di solidarietà al Sindaco e alla sua famiglia in seguito alle ultime dichiarazioni degli organi di stampa sul caso Basile".  
    Leggo la proposta: Il Consiglio comunale, premesso che nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008 è stato ammazzato brutalmente il consigliere provinciale e comunale Giuseppe Basile, che da quella maledetta notte la città di Ugento vive un clima di tensione, che la città di Ugento è  stata oggetto di una campagna denigratoria, anche a causa di un modus operandi degli organi di stampa a volte poco corretto, considerato che il Procuratore capo antimafia di Lecce, dottor Cataldo Motta, nella conferenza stampa del 25.11.2009  ha dichiarato espressamente che l'omicidio Basile non è di natura politica, considerato che anche alla luce dei nuovi sviluppi giudiziari si continuano a registrare rappresentazioni giornalistiche facilmente strumentalizzabili, in particolare a danno del Sindaco e della sua famiglia, considerato che il Consiglio comunale di Ugento non può rimanere inerte dinanzi a tale situazione e che occorre ripristinare la serenità nella comunità ugentina colpita nei mesi scorsi da una palese campagna diffamatoria e denigratoria, delibera di esprimere piena solidarietà al Sindaco e alla sua famiglia, di rivolgere un appello agli organi di stampa affinché collaborino con le istituzioni per il ripristino dell'armonia sociale nel territorio ugentino, nel pieno esercizio del diritto alla libertà di stampa. Grazie.  
    Ovviamente, questa è la proposta emendata, che propongo all'attenzione  del Consiglio comunale.


    PRESIDENTE - Prego, consigliere Riso.  

    CONSIGLIERE RISO - Buonasera e grazie, Presidente. Prima di addentrarmi nell'argomento della serata, quale quello di dare solidarietà alla famiglia Ozza, ci tengo a precisare alcune cose che stanno a me molto a cuore.  
    Nel dire che da una parte, pur rispettando le idee degli altri, ma sicuramente da parte mia penso che ci stiamo troppo affrettando a mettere fine a questa storia.
    Mi spiego meglio: di profondo cuore dico che da parte mia ho cercato sempre di dare onore, ma grazie a Dio, ho ricevuto sempre disonore. E quindi, continuo a esprimere solidarietà a tutte le persone dirette e indirette coinvolte nel delitto Basile. Prego per tutti loro e spero di cuore che è solo l'inizio e non la fine di questo macabra e triste storia.  
    Avrei voluto riderei questa sera io di questa... non per sottovalutare il tema, cioè affrontare la serata con spirito sicuramente... con filosofia, quanto meno. Però, sinceramente, dato l'argomento così serio, non posso ridere. E quindi dico anche: fine che spero ancora non sia rimandata alle calende greche su questa storia.  
    Colgo l'occasione per chiedere a questa assise di insistere anche sulla magistratura per fare definitivamente luce sulla scomparsa Martucci, avvenuta dieci anni fa.  
    Sono tanti, come non sono pochi i mesi passati dal delitto Basile. Consentitemi di dire che solidarietà è il tema di oggi, è anche utilizzare, come struttura e servizio comunale i locali dell'ex Mattatoio, via di Acquarica, oggi adibiti a uffici della comunità San Francesco, su convenzione Comune . Parrocchia, Non utilizzati come casa pubblica comunale,  per il ricovero socio - sanitario... Per favore, forze dell'ordine, insistete un attimino. Io devo spendere il mio tempo, senza che fossi interrotto da nessuno. Poi capirete alla fine tutto questo giro. Va bene?  
    Allora, io ho un quarto d'ora, per piacere.  
    Stavo dicendo, non utilizzati come casa pubblica comunale per il ricovero socio - sanitario assistenziale per anziani soli, deboli e sofferenti., accedendo ai fondi europei nazionali e regionali.  Senza fare gestire sempre a privati l'interesse pubblico. Solidarietà per me  è anche usufruire del bio gas del nuovo impianto di biostabilizzazione per illuminare e riscaldare il nostro paese, danneggiato e beffato nella salute e nelle cose materiali.  
    Risolvere e indurre la Cogei a essere puntuale nei pagamenti ai lavoratori ecologici...  

    PRESIDENTE - Consigliere Riso, ti devi mantenere all'ordine del giorno!  

    CONSIGLIERE RISO - A rispettare il capitolato d'appalto, i diritti dei cittadini e dei lavoratori.  Prima di dare solidarietà personale, anche alla famiglia Ozza o a chi, come il nostro assessore Pacella, si è aperto come disponibilità e partecipazione a fare la sua parte e a dare attenzione agli organi superiori, per fare finalmente luce sul delitto Basile.  Così si esprimeva in un convegno pubblico.
    Vorrei che questi ultimi si spendessero per il bene comune, in prossimità e dopo il santo Natale, con segni tangibili. Vorrei essere vicino a tutti coloro che hanno da sempre insistito per fare luce sul delitto Basile, magari restando sotto i riflettori spenti, perché i meriti di Dio li prendono coloro che restano nell'anonimato, ma si adoperato con tutte le loro forze per la realizzazione del bene comune.  
    Facciamo un po' di silenzio. Assordante su questa storia, e nel rispetto dei ruoli, la nostra parte. Non speculiamo a destra e a manca, come soprattutto continuano a fare Italia dei Valori e company, il consigliere Coppola in primo luogo, che si trova al posto mio alla provincia. Vive di rendita e continua a illudere e deludere gli elettori, non avendo   bisogno del sottoscritto o di una o di due altre persone coerenti, per dare un po' di dignità a Italia dei Valori, che ne ha tanto bisogno. Come lo stesso onorevole Zazzera e Company, che stanno riducendo il PD e sta consegnando lo stesso con l'ausilio di UDC, la Puglia a Destra. È da questa assise che ancora prima Peppino è stato eliminato, beffeggiato, deriso, isolato, relegato all'angolo, dalla vostra indifferenza, arma micidiale, e non dai nostri scontri veri, tra me e Peppino. Ciò lo dico con cognizione di causa, poiché al atto del mio insediamento in Consiglio comunale avete usato lo stesso atteggiamento con me.  Ma avete sbagliato il vostro calcolo, poiché non sono Peppino ignorante e scellerato, ma Peppino proteso alla realizzazione del bene comune. E ho sempre vinto nella vita morale, sociale, politica e lavorativa.  
    Vi suggerisco poi di smetterla di denigrarmi, anche ai parenti, poiché quanto da me e da voi dichiarato, risulta agli atti del servizio stenotipistico in tutte le sedi del Consiglio comunale.  Per questo chiedo anche la vostra solidarietà per me, anche se oggi non era proprio il caso di fare questo Consiglio comunale, personalistico, per lodarci e sbrodarci. Come non era stato il caso di fare quello dei canestri, donati ai ragazzi dell'oratorio San Giovanni Bosco.  
    Ben altri sono i problemi della comunità ugentina. Anzi, e finisco, onoriamo degnamente questo Natale: iniziamo da subito a realizzare il bene comune, dando voce a chi non ha voce, a chi non ce l'ha, a chi soffre, ai più deboli e a tutti, e ai Comuni mortali.  
    Per questo chiedo anche solidarietà. Per me questa è la solidarietà. Grazie a tutti e buonasera .  

    PRESIDENTE - Grazie, consigliere Riso. Prego, Sindaco.  

    SINDACO - Totò, ti volevo ringraziare per essere stato presente. L'unico dell'opposizione. Però vedo che te ne vai. Comunque rimane agli atti il mio ringraziamento per la tua presenza, anche se in alcuni passaggi del tuo intervento hai toccato tasti che con l'attuale seduta non hanno attinenza. Però fa parte del tuo modo di essere consigliere comunale, per cui è una questione su cui non voglio interloquire, ognuno fa opposizione come ritiene. È un diritto democratico che non può essere menomato da nessuno.  
    Io voglio brevemente fare un ringraziamento doveroso nei confronti di tutta la maggioranza, compresi gli assenti, che sono assenti per motivi istituzionali, perché hanno voluto, con questo atto questa sera, dare un attestato di a solidarietà, non soltanto al Sindaco, ma anche alla sua famiglia.  
    Il motivo della presentazione dell'ordine del giorno è legato soprattutto al fatto che ultimamente, già come è successo nel passato, sono comparse notizie con le quali prima si faceva allusione, adesso si fa espressamente il nome, di familiari del Sindaco Ozza.  
    Questo credo che rientri in un modo poco corretto di fare informazione. Io spero che da oggi in poi possiamo contare, e credo che il documento sia anche mirato a questo, su un comportamento più lineare e più obiettivo da parte degli organi di informazione, in modo da non creare continuamente zizzanie e creare dei presupposti di litigi o di incomprensioni tra i cittadini di Ugento, che già  negli ultimi mesi hanno subito parecchie vicissitudini molto chiacchierate.  
    Io, detto questo, voglio soltanto aggiungere... non volevo farlo, ma una polemica la devo per forza fare, dovuta all'assenza dei consiglieri di opposizione. Io non so i motivi per i quali... non mi è stato dato onore di sapere, non c'è un documento agli atti, sono assenti, bontà loro. Io credo che non abbiano ritenuto né importante né doveroso da parte loro esprimere solidarietà a nessuno in questo caso. Anche se debbo puntualizzare che in passato, anche senza alcuna circostanza ben definita, hanno espresso solidarietà a tanta altra gente. Ma evidentemente il Sindaco per loro non è una persona importante, non rappresenta le istituzioni, non rappresenta tutto il Consiglio comunale. E credo che questa loro assenza sia politicamente grave.  Non è giustificabile, qualsiasi siano le o loro motivazioni che domani appariranno  sulla stampa e che credo dovranno far capire ai cittadini di Ugento perché stasera loro non ci sono .  
    Detto questo, ripeto, e lo faccio brevemente e chiudiamo, perché le polemiche in questa occasione non sono dovute, io un invito debbo farlo comunque. Vedo che Tele Rama è qui presente. Io, quando ho a che fare con gli organi di stampa, cerco sempre di essere molto corretto e evito sempre e comunque di fare riferimento a persone, perché in assenza di fatti certi, chiaramente non si può accusare nessuno.  
    Allora, io credo che Tele Rama, che sicuramente è una emittente televisiva in provincia di Lecce tra le più autorevoli e più rappresentative e significative come media, come organo di informazione, io credo che sia doveroso, da parte di tutti quanti gli organi di informazione,  che facciano in modo che diano notizie senza crear divisioni, anzi creare allusioni, ma soprattutto senza indicare, senza motivo, persone che, in un contesto abbastanza delicato, niente hanno a che fare con certi fatti.  
    Lo dico con la calma sempre che mi ha contraddistinto: la mia più serena disponibilità anche a un confronto in televisione, eventualmente con un giornalista che volesse invitarmi. Perché credo che fatti così gravi, come quelli che sono successi ad Ugento, in particolar modo il fatto dell'omicidio di Peppino Basile, vada inquadrato nel contesto drammatico di vita quotidiana, che Ugento ha vissuto in un anno e mezzo, e che bisogna attualmente consegnare alla giustizia, perché nessuno è autorizzato a pensare che gli attuali imputati siano colpevoli, fino a quando non c'è una condanna definitiva.  
    Questo è un principio giuridico che vale per tutti gli imputati. E perciò credo che da parte mia, da parte di tutto il Consiglio comunale, questo principio sia stato sempre rispettato e vale per tutti quanti.  
    Detto questo, io spero che quanto prima i Giudici possano mettere la parola "fine", perché illazioni, chiacchiere, calunnie e quant'altro è emerso in questi mesi, abbiano a finire e Ugento possa tornare, finalmente, a una normale vita quotidiana.  
    Vi ringrazio di nuovo, consiglieri, per avermi espresso solidarietà , e spero di queste riunioni di non farne più, perché abbiamo bisogno di lavorare e di non pensare più a quello che dicono certi organi di informazione, quando hanno bisogno di amplificare certe notizie. Grazie di nuovo e niente altro. Ho finito.  

    PRESIDENTE - Grazie, Sindaco. Si mette a votazione l'emendamento presentato dall'assessore Greco, in sostituzione della proposta di delibera. Chi è favorevole?  

    VOTAZIONE
    UNANIMITÀ DEI PRESENTI

    PRESIDENTE - Votiamo la proposta emendata. Chi è favorevole?  

    VOTAZIONE
    UNANIMITÀ DEI PRESENTI

    PRESIDENTE - Grazie a tutti i presenti, e giustificati anche gli assenti.

    mercoledì 23 dicembre 2009

    Consiglio Comunale del 10 dicembre 2009: O.d.G. e resoconto

    COMUNE DI UGENTO

    CONSIGLIO COMUNALE DEL 10/12/2009
    ORDINE DEL GIORNO

    1. Approvazione verbali sedute del 19/11/2009 e del 24/11/2009.
    2. Integrazione deliberazioni consiliari n. 12/08 e n. 50/08 ed approvazione schema appendice della convenzione stipulata in data 20/09/2009 tra comune di Ugento e Fondazione "Dott. Francesco Mazzeo ".
      
    Il Segretario procede all'appello

    CITTADINO - Buona sera, con permesso. Visto che stasera state tutti qui riuniti in Consiglio comunale. Signor Sindaco, noi vogliamo che portate il problema della Cogei al Consiglio comunale. Il signor Pala non ci sta pagando da tre mesi. Noi abbiamo problemi seri in famiglia.  22 famiglie che non hanno da mangiare. Al più presto possibile di portare questo problema al Consiglio comunale. Non penso che sia una cosa da  buttare via. Eugenio, tu sai che Sono mesi che stiamo sempre sopportando. Che scioperiamo veniamo denunziati, se lavoriamo siamo dei "coglioni" scusate il termine. Dite voi un padre di famiglia come si deve comportare. Vi ringrazio.  
    SINDACO - È un problema già conosciuto, Antonio. Ti ringrazio per la... Anche se in tono esasperato, ma posso capire, perché è un problema serio. Lo affronteremo entro lunedì mattina, in modo che le cose si sappiano... Però su questo argomento non c'è discussione.  
    CONSIGLIERE RISO - Solo per dire una cosa.  
    PRESIDENTE - Consigliere Riso, mettiti al posto,  per favore. Grazie. .  
     Presenti n. 17, assenti n. 4

    PUNTO 1 O.D.G.
    APPROVAZIONE VERBALI SEDUTE DEL 19/11/2009  E DEL 23/11/2009

    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    CONSIGLIERE GIANFREDA - Segretaria, per favore, se può controllare gli assenti.
    PRESIDENTE - Dobbiamo fermarci con i lavori perché la segretaria è sprovvista di un documento.
    SEGRETARIA -  Per i voti, la delibera n. 48 del 19.11.2009, risultava assente: Scarcia, Ponzetta e Preite.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI  -  16
    ASTENUTI  - 1  (Preite)

    SEGRETARIA - La n. 49, assenti: Ponzetta e Preite.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE   
    FAVOREVOLI - 16  
    ASTENUTI - 1  (Preite).

    SEGRETARIA - La n. 50, assenti: "Ponzetta e Preite.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI - 16  
    ASTENUTI - 1  

    SEGRETARIA - La n. 51, assenti: Ponzetta, Preite e Coppola.  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI - 16  
    ASTENUTI - 1  

    SEGRETARIA - La n. 47, assenti: "Ponzetta, Colosso e Preite.  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI - 16  
    ASTENUTI - 1  

    SEGRETARIA - Poi passiamo al Consiglio del 24. La n. 52, assenti: Giannuzzi, Ponzetta, Nuzzo, Colosso e Minenna.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE  
    FAVOREOLI -  
    ASTENUTI -  
    CONSIGLIERE GIANFREDA - Segretaria, il 24 ha detto?  
    SEGRETARIA - Del 24 sì.  
    CONSIGLIERE GIANFREDA - Io presente?
    SEGRETARIA - In questa delibera, sì.   La n. 53, assenti: Nuzzo, Colosso, Gianfreda, Minenna e Coppola.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI -  
    ASTENUTI -  
    SEGRETARIA - La n. 54, assenti: Ponzetta, Nuzzo, Colosso, Gianfreda, Minenna, Coppola.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI -  
    ASTENUTI -  
    SEGRETARIA - La n. 55, assenti: Ponzetta, Nuzzo, Colosso, Cavalera, Gianfreda, Minenna.  
    PRESIDENTE - Favorevoli?  
    VOTAZIONE  
    FAVOREVOLI -  
    ASTENUTI -



    PUNTO  2  O.D.G.
    INTEGRAZIONE DELIBERAZIONI CONSILIARI N. 12/08 E N. 50/08 E APPROVAZIONE SCHEMA APPENDICE DELLA CONVENZIONE STIPULATA IN DATA 20/09/2009  TRA COMUNE DI UGENTO E FONDAZIONE "DOTT. FRANCESCO MAZZEO"

    PRESIDENTE - Prego, Sindaco.  
    SINDACO - Buona sera a tutti. Stasera l'ordine del giorno tratta, in maniera abbastanza puntuale, credo anche esaustivo, di una richiesta avanzata dalla titolare, professoressa dell'Anna Mazzeo Maria Antonietta, per ciò che riguarda una modifica da apportare alle precedenti delibere,  di cui all'oggetto di questo ordine del giorno, che chiede, in sostanza, di aggiungere le seguenti modifiche alla convenzione già stipulata.
    Si chiede di modificare e integrare la convenzione stipulata in data 20 settembre 2009, prevedendo accanto a tutte le espressioni "Residenza Sanitaria Assistenziale e alla sigla RSA" le seguenti dizioni: "e/o Residenza Socio  Sanitaria Assistenziale per anziani", in sigla RSSA" , di cui all'Art. 66 del Regolamento Regionale  18 gennaio 2007, n. 4, attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19, e/o Residenza Sociale Assistenziale per anziani, di cui all'Art. 67 del Regolamento Regionale 18 gennaio 2007 n. 4 , attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006, n. 19. E inoltre di integrare l'Art. 3 della convenzione, aggiungendo di seguito alle parole "si impegna",  le parole: "Nel caso volesse realizzare anche una residenza sanitaria assistenziale". Questa è la richiesta della signorina Mazzeo, titolare della struttura che deve sorgere a Ugento e attualmente Presidente della fondazione Francesco Mazzeo.  
    La richiesta viene giustificata perché si ritiene che, attraverso questo modifiche, si possa rendere la struttura più adatta ai bisogni ed alle esigenze di un buon e corretto funzionamento, ma soprattutto anche alla luce di alcune precisazioni che adesso vi leggerò.  
    Con la sigla RSA sono indicate, nei regolamenti Regionali e nelle Leggi Regionali vigenti, 3 tipologie: Residenza Sanitaria Assistenziale,  Residenza Sociale Assistenziale, Residenza Socio - Sanitaria assistenziale.
    Che cosa prevede l'una, l'altra e l'altra ancora? La Residenza Sanitaria Assistenziale, agganciata alla Legge n. 8/2004, che implica, prima dell'esame del progetto, la verifica di compatibilità  e anche una pre-autorizzazione regionale, che permetta al Comune di esaminare la pratica dal punto di vista urbanistico.
    Questa struttura rientra nella pianificazione a regionale nella specialità sanitaria da trattare e nei posti letto riservati per territorio.  
    La RSA, invece, Residenza Sociale Assistenziale per anziani, che è una struttura socio - assistenziale vera e propria, è agganciata alla Legge Regionale n. 19/2006 e il Regolamento regionale n. 4 del 2007, Art. 67.  Qui il potere autorizzatorio è del Comune e della A.S.L. competente per territorio, con iter amministrativo certo e con date precise.  
    La RSSA è una residenza socio - sanitaria assistenziale, agganciare alla Legge Regionale n. 19/2006 e Regolamento regionale n. 4/2007, Art. 66.
    Qui, in questo caso, il potere autorizzatorio è del Comune e della A.S.L. competente per Territorio, con iter amministrativo certo e date precise, e possibilità di un convenzionamento con la A.S.L..
    Occorre specificare inoltre che l'accesso nella residenza Sanitaria assistenziale non è libero, è  sottoposto alla valutazione dell'unità di valutazione multidimensionale della A.S.L. di competenza con una temporaneità del ricovero stesso , che va da 60 a un massimo di 120 giorni.  
    L'accesso, invece, in una residenza sociale assistenziale per anziani, RSA o Residenza Socio Sanitaria Assistenziale, RSSA, è libero e con una degenza senza limitazioni di tempo, a differenza del precedente, che prevedeva una temporaneità di 60 - 120 giorni, e senza alcuna valutazione preventiva da parte della A.S.L..  
    Queste strutture rappresentano l'evoluzione delle case di riposto, con una vigilanza sanitaria effettuata all'interno.  
    I parametri strutturali per tutte le tipologie di strutture sono identici, e niente esclude che un cambio di destinazione d'uso nel tempo sia possibile.  
    Con la dicitura RSA, il territorio si arricchirebbe di una struttura ricettiva per anziani di facile accesso, con iter amministrativi certi e in tempi rapidi.  
    Questo è , in sintesi, il criterio che spinge l'Amministrazione comunale a condividere questa richiesta. Ma c'è altro da aggiungere ancora: nel senso che andando a leggere l'Art. 66, Residenze socio - sanitarie assistenziali per anziani, al comma 1 dice: "La residenza protetta o residenza socio - sanitaria assistenziale è una struttura che deve avere le seguenti caratteristiche". Quali sono? La residenza socio - sanitaria assistenziale, di seguito nominata RSSA,  eroga prevalentemente servizi socio assistenziali a persone anziane in età superiore ai 64 anni, con gravi deficit psicofisici, nonché persone affette da demenze senili, che non necessitano di prestazioni sanitarie complesse, ma che richiedono un alto grado di assistenza alla persona, con interventi di tipo assistenziale e socio - riabilitativo ad elevata integrazione socio - sanitaria, che non sono in grado di condurre una vita autonoma e le cui patologie, non in fase acuta, non possono far  prevedere che limitati livelli di recuperabilità dell'autonomia e non possono essere assistite a domicilio.  
    La RSSA per anziani non può ospitare ospiti con età inferiore a 64 anni, ancorché diversamente abili gravi. Fatta eccezione per persone affette da demenze senili, morbo di Alzheimer e demenze correlate, anche se non hanno raggiunto l'età dei 64 anni.  
    Questo perché poi dobbiamo capire anche le prestazioni che all'interno della struttura vengono erogate. Le prestazioni socio - sanitarie sono le seguenti, perché ci sono delle figure professionali previste, e sono erogate da educatore professionali, da operatori socio - sanitari, da infermieri, assistenti sociali, tecnico della riabilitazione.
    Tutti questi servizi sono possibili all'interno della residenza che si andrà a realizzare grazie a strutture esistenti all'interno della stessa struttura e che sono stati previsti nel progetto che è stato già approvato.  
    Detto questo, si chiede, in sintesi, in parole più semplici, di rendere possibile l'utilizzo migliore, l'utilizzo anche dal punto di vista organizzativo e dell' accesso alle persone disabili anziane, che necessitano di assistenza particolare, di poter accedere a questa struttura, che conterà, se  non vado errato, dai 24ai 30 posti letto e che prevede anche la possibilità di assicurare all'interno servizi sanitari che, con una struttura simile, andranno a incidere di meno sul costo complessivo della retta, perché c'è la possibilità di ospitare all'interno anche persone che hanno bisogno soltanto dell'assistenza socio - assistenziale.  
    Detto questo, presuppone, da parte di tutti quanti noi, un'attenzione abbastanza tranquilla, un'attenzione condivisa da parte di tutti, perché questa struttura che sta nascendo a Ugento rappresenterà, e credo che sia opinione diffusa da parte di tutti quanti, un fiore all'occhiello per quanto il territorio di Ugento, considerando che di queste strutture, al di là della casa di ripeso che è nata da pochi giorni, da un mese appena,  di queste strutture Ugento non ne ha. E qui siamo ad un livello leggermente, se non abbastanza, superiore alla casa di riposo che è appena nata.
    Io credo che con questi presupposti, accedendo alla richiesta della signorina professoressa Mazzeo, possiamo senz'altro esprimere un voto favorevole.  
    PRESIDENTE - Grazie, Sindaco.  Prego, consigliere Riso.
    CONSIGLIERE RISO - Grazie, Presidente. Sforzandomi di rimanere in tema, per non essere poi giudicato come colui che evade il tema di oggi, ecco che non ho che da, prima ancora di propormi o dare le soluzioni in qualità di Verde per la Pace, non ho che da far presente un rammarico mio, nel momento in cui, facente parte della commissione urbanistica, con a capo l'ingegnere, qui presente, Giuseppe Nuzzo, continuo in ogni occasione, anche in occasione dell'ultima riunione, per parlare di ciò che dobbiamo decidere oggi, con mio profondo rammarico ho dovuto ripetermi quando ho sollecitato ancora al Presidente di quella commissione, il qui presente ingegnere Nuzzo, di arrivare con tutti i documenti per tutto ciò che attiene la discussione in quella commissione. Quel giorno si trattava, appunto, del tema di oggi.
    E quindi, della concessione per la fondazione Mazzeo.  E quindi per l'inizio dei lavori, rispettando le procedure.  
    E qui ancora aggiungo un'altra cosa: nel momento in cui non so quale prezzo stiamo pagando... anzi finiamo la prima cosa. Io proporrei che l'ingegnere Nuzzo... è gravissimo quello che fa nel momento in cui non si adopera ad informarci, a darci tutti gli atti. Ed io che debba andare a ramingare di qua e di là, a raccogliere tutti questi atti. Sono atti dovuti, ai quali nessuno si può esimere. E poi arrivare addirittura  ad innervosirmi, a mettermi contro qualcuno in ufficio. E qui mi rivolgo all'ufficio tecnico. La soluzione per quanto concerne... Io direi che a questo punto, se continua a fare in questo moto, io proporrei alla maggioranza che si dimettesse. O fa le cose come le deve fare, diversamente proporrei questo. Non ho nessun potere, però un suggerimento glielo voglio dare.
    Ed ho rispetto di tutti, nel momento in cui abbiamo l'Avvocato Necessario Giannuzzi, che è un Avvocato,  lui è un ingegnere e così via. Ognuno fa il suo mestiere ed ho rispetto dei ruoli.  
    Detto questo, mi rivolgo anche all'ufficio tecnico nel momento in cui non ho capito quale prezzo stiamo pagando, nel momento in cui... sulle persone non ho niente da dire, sul personale. Stiamo pagando quel tributo di 3 tecnici provenienti dal Comune di Nardò, non ho capito per che cosa, per quale scambio.  
    Detto questo, salvo un'eccezione di un tecnico qui presente, gli altri due lasciano molto a desiderare. E chi lo dice, non lo dice perché vuole essere l'ingegnere, il dottore e tutto. Per piacere! Qui i tecnici, con il qui presente dell'Amministrazione, l'ingegnere De Marco, devono essere a disposizione prima di tutto dei cittadini. E quindi io chiedevo, in qualità di cittadino, poi come consigliere, devono rispettare me e devono rispettare tutti i cittadini. Metterli nelle condizioni. E ripeto: io faccio fatica, in qualità di consigliere, andare a reperire questi atti. È gravissimo. Immaginate voi un cittadino che vada da un ufficio all'altro a reperire questi atti, per la buona riuscita del bene comune.  
    E non voglio anticipare niente, perché poi chiederò io un Consiglio comunale per la solidarietà nei miei confronti, che ho il coraggio di dire queste cose.  
    Detto questo, passiamo al tema, e non me ne voglia nessuno. Per quanto concerne questa fondazione, sono dell'idea solidale allo spirito sociale per la realizzazione di questa opera. Non c'è dubbio. Faccio però salva la convenzione stipulata nel settembre scorso. Quindi, parlo del 2009, che secondo me era partita così bene. Non ho capito poi perché stravolgere, perché si è cambiata la natura ed il fine pubblico a favore delle privato. Qua cozza la cosa, poiché la RSA è diventata... quindi significa Residenza Sanitaria Assistenziale in Residenza Sanitaria Sociale Assistenziale. Siamo qua. A noi interessa questo soprattutto, per la buona riuscita del fine pubblico. Anche perché è venuto meno, secondo me, o potrà venire meno, quel principio con il quale la stessa fondazione si è costituita, e noi non abbiamo lo statuto di questa fondazione. Stiamo parlando di una  fondazione, non avendo in mano uno statuto. Era il minimo. Noi ci basiamo sulla base di quello che ha dato la Regione come idea, quello che ha dato il Prefetto, che ha detto: "Va bene questa fondazione", pur non avendo uno statuto di questa fondazione.
    Quindi per me è venuto meno il principio no-profit ai fini sociali, come si proponeva la stessa fondazione all'atto della sua costituzione statutaria . Mai avuto in possesso da parte di questa Amministrazione, pur affidandosi a un parere positivo da parte del Prefetto.  
    Quindi qui, come minimo c'è da proporre degli emendamenti. Quando noi andiamo a guardare l'Art. 8 della convenzione stipulata nel mese di settembre, il 20 settembre 2009, dove all'Art. 7 diceva: " La ditta rimarrà nel possesso dell'area del immobile, per la durata di anni 25 dalla data del rilascio del certificato di agibilità, durante i quali gestirà la RSA.". Si parla di RSA.
    Da settembre a novembre stiamo parlando. Poi ci si presenta col modifica e integrazione a quella in data 27 novembre e si fa quest'altra, si dice: "Non vogliamo fare più la RSA, vogliamo fare la RSSA". Ne stravolgiamo il fine, secondo me.
    A noi interessa più la natura sanitaria, perché, grazie a Dio, il  Comune è una parte in causa. La convenzione è da stipulare insieme, quella definitiva, tra la fondazione e il Comune. Se permette il Comune attiene alle cose comuni, al bene comuni. Io penso che dobbiamo fare i nostri interessi, se non vi dispiace.   
    Allora, ecco che qui, quando andiamo a parlare, la modifica si può fare anche su quello di settembre, quando parla che "trascorso Il periodo di 25 anni, la signora Mazzeo Maria Antonietta si impegna con la presente convenzione u trasferire a titolo gratuito..."etc. etc. . Dobbiamo poi precisare "senza alcun intervento di manutenzione, di ristrutturazione". Belli miei, magari lasciate tutti i danni e macerie, ed il Comune paga, e io pago come cittadino!  
    E poi finisco col dirvi... penso di stare dentro, ci sono due minuti altri. Col dirvi che quel lavoratore, a quel lavoratore sono solidale. Siamo tutti solidali. Il Sindaco ha detto: "Poi ci attiveremo". Quindi su questo non c'era da aggiungere qualcosa. A questo punto sono costretto ad aggiungerla pure io: faremo ad hoc un Consiglio comunale per venire incontro alle esigenze di questi lavoratori. Pero vi devo dire una cosa: qui, per quelli che hanno la coda di paglia, sono tutti complici di questa situazione. E metto l'Amministrazione, ci metto la Cogei, ci metto gli stessi lavoratori, che purtroppo non possono farsi prendere in giro in questo modo.
    E qui la fanno grande tutti, perché ne escono tutti vittoriosi, sui bisogni della gente. Questo è gravissimo. Allora, prendiamo posizione e solidarietà per questi lavoratori. Grazie.  
    PRESIDENTE - Grazie, consigliere.  
    CONSIGLIERE CAVALERA - Grazie, Presidente. Io purtroppo in commissione non sono potuto venire. Per problemi di salute, quando c'è stata la commissione consiliare, non sono potuto venire.  E ci ritroviamo adesso con questo ordine del giorno per questa modifica di una convenzione già stipulata, una integrazione che, sinceramente, porta ad una cosa diversa rispetto a quello che già si è deliberato.  
    Allora, fermo restando la bontà dell'iniziativa, in ogni caso, perché si tratta sempre di strutture rivolte al sociale, però alcuni dubbi mi dovete consentire di esprimerli. Alcuni che vengono adesso, nel senso che io non lo so se al momento della richiesta della variante al Piano di lottizzazione se non si sapesse già cosa fosse una RSA, se non si sapeva già che doveva rientrare nella pianificazione regionale. Perché io personalmente in quel Consiglio comunale espressi proprio questi concetti. Io vi chiesi espressamente: "Ma siete sicuri che avrà possibilità seria di essere realizzata questa struttura? Proprio perché le RSA sono commisurate rispetto al numero degli abitanti, cioè sono come i posti letto negli ospedali, quasi. Ed a questo non mi fu data risposta.
    E ci ritroviamo, appunto, oggi, con una cosa diversa da quella da cui si è partiti.  
    Senz'altro, sempre una cosa utile, molto probabilmente utile per la collettività, però non è quello per cui si è fatta la variante a quel piano di lottizzazione.  
    Ed io già allora, già nell'occasione dell'approvazione di quella variante, portai a conoscenza ancora altre situazioni, perché io mettevo preventivamente il Comune, prima di poter approvare questo tipo di servizi, doveva dotarsi di un piano particolareggiato dei servizi comunali, una volta fatto un monitoraggio, un censimento delle necessità nel Comune, in modo che queste strutture possano venire veramente incontro alle esigenze dei cittadini, una volta, però, verificate sul posto.  
    Perché, dicevo, non vorrei che si facessero strutture che poi non hanno utenza, e quindi che potessero diventare delle cattedrali nel deserto, diciamo, e non avessero neanche una sostenibilità economica.  Ci ritroviamo adesso con questi stessi dubbi. Questi dubbi, per quanto mi riguarda, non sono superati.  
    Per cui, sinceramente, non lo so, rimango della stessa idea dell'altra volta, anche se diciamo fu dato, anche da parte nostra, un vostro favorevole, proprio perché di buon auspicio e per la bontà dell'iniziativa in sé per sé.   
    Per quanto mi riguarda, ripeto, rimangono questi dubbi, che ho voluto ancora ribadire in questa fase.  Non so se al momento della domanda non si sapesse cosa fosse una RSA.  
    PRESIDENTE -  Grazie, consigliere Cavalera. Prego, consigliere Giannuzzi.
    CONSIGLIERE GIANNUZZI - Grazie, Presidente. Brevemente. Credo che la faccenda di questa sera, la pratica di questa sera, questa variante ad una variante debba essere raccontata secondo un duplice binario. Perché la storia di questa proposta, che perviene da un privato, che noi tutti conosciamo, e che stimiamo ed apprezziamo... io personalmente perché ho avuto molte occasioni di contatto un con la signorina, per cui parlo di una persona che conosco e apprezzo. La storia di questo affare corre su due binari: uno urbanistico e  l'altro che riguarda la convenzione annessa alla variante, al piano di lottizzazione. Perché in realtà la variante al Piano di lottizzazione è stata fatta proprio in funzione di questa convenzione che in realtà consentiva di ottenere un contemperamento fra opposti interessi: un interesse privato, destinato poi a trasformarsi in interesse collettivo, cioè l'apertura di un centro sociale, addirittura  da trasferire poi in proprietà all'ente pubblico, trascorso un certo numero di anni, e l'interesse pubblico. L'interesse pubblico, nel senso che l'Amministrazione, il Consiglio comunale, organo sovrano della pianificazione urbanistica, si determinava a variare un programma, un piano di lottizzazione, quindi uno strumento di pianificazione attuativo, ma avendo sempre come obiettivo il raggiungimento di un interesse pubblico, ossia la realizzazione di una struttura che rispondesse alle esigenze della collettività.
    Un po' una permuta, una permuta di interessi. Chiamiamola così, anche se l'espressione è infelice. Cioè, di fronte ad una (non voglio fare pubblicità occulta) BMW ci veniva restituita una Mercedes. Più o meno... il Consigliere Congedi si occupa di queste cose, e apprezza molto bene il valore di una BMW o il valore di una Mercedes.
    In buona sostanza, ci mantenevamo lì.  
    Il dubbio che viene, che è legittimo porsi oggi, è: permane questo equilibrio di interessi contrapposti, seppur da coordinarsi In questa richiesta di variazione? Cioè, stiamo permutando sempre una Berlina di grosso calibro, di grossa cilindrata e stiamo ottenendo ugualmente in cambio una Berlina di grossa cilindrata?  Probabilmente non è proprio la stessa cosa. Ma non perché ci piace valutare diversamente gli aspetti, ma perché oggettivamente (è un'espressione brutta) stiamo ricevendo in cambio un qualcosa di diverso.
    Cerchiamo un attimo di analizzare che cosa stiamo ricevendo. Io lascio stare il procedimento di variante al Piano di lottizzazione.  Basta soltanto, però, ricordare, anche all'assessore all'urbanistica, che allorquando la Regione fu interessata, perché interessammo anche la Regione, chiedemmo conforto sul procedimento da seguire, ci disse:"Optate per una variante al piano di lottizzazione". Perché l'ufficio si pose anche il dubbio, che condividemmo, se non fosse il caso addirittura di fare una variante al Piano Regolatore. Perché la ritipizzazione di un'area da C ad F, probabilmente comportava una necessità di variante al Piano Regolatore. Sapete tutti come ci risposte la Regione, o meglio, penso ricordiate tutti come ci rispose la Regione, o meglio, quelli che si sono occupati di questa faccenda. La regione ci rispose dicendo:"fate una variante al Piano di lottizzazione".   Sapete perché? Perché non andava alla Regione. La variante al Piano di lottizzazione non va alla Regione.  Ponzio Pilato si lavò le mani. Quindi, questo era il discorso urbanistico. È superato ormai, riguarda altri aspetti.  
    Ripeto, torniamo noi questa sera a questa bilancia di interessi.  
    Cosa è una RSA? Perché io credo che l'Amministrazione, anche in questa circostanza, lo abbiamo visto in altre occasioni, però anche in questa circostanza, ha complicato la vita del privato. Più di una volta, consigliere Cavalera, ai colleghi di maggioranza , a qualche collega di maggioranza ponemmo questo quesito: Bene la variante al piano di lottizzazione. Facciamo un  procedimento forzato, ma facciamolo. Però, siete realmente consci di quello che il privato sarà chiamato a fare, approvando quella convenzione? Ma è proprio una RSA, proprio quella Residenza Sanitaria Assistenziale? Quel quasi irraggiungibile che il privato intende realizzare? Ma è realmente questo? Cioè, abbiamo parlato chiaramente? Come Comune, con il privato che vuole fare quest'opera meritoria, abbiamo parlato chiaramente? Per dire: "Guarda, caro privato, noi ti apprezziamo, è assolutamente bello, utilissimo quello fai per la collettività, però guarda che quello che stai per fare ti pone su un percorso irto di ostacoli, difficile". Anche in termini economici, parliamoci chiaramente, perché realizzare una Residenza Sanitaria assistenziale è realizzare un quasi ospedale, perché è una via di mezzo tra un ospedale e una casa di cura, semplice casa di riposo. È una struttura intermedia, perché si associano anche prestazione di tipo sanitario, con personale sanitario interno, con un tipo di attrezzatura di riabilitazione. Insomma, richiede un investimento significativo, importante.  
    Io credo, consigliere Cavalera, che probabilmente non siamo stati chiari o non abbiamo capito bene, Cioè abbiamo complicato la vita. Perché, se questa sera stiamo venendo qui in Consiglio comunale a fare questa variazione allo schema di convenzione, è perché probabilmente ci si è resi conto che non è soltanto il tipo di procedimento che è complesso. Perché, quanti procedimenti vanno a Bari, Prodotte Nuzzo? Quanti dei nostri procedimenti edilizi, purtroppo, si incrociano con le strade di Bari? Normale amministrazione.  
    Quindi, io credo che non è tanto il fatto che il procedimento per l'autorizzazione alla apertura di una RSA debba essere gestito al di fuori, all'aver creato una certa idea nel modificare queste richieste, ma proprio la difficoltà concreta nel realizzarsi, nell'imbarcarsi in un'impresa difficile. Comprensibilissimo. Io sto dicendo che l'errore lo abbiamo fatto noi, lo ha fatto il Comune, lo ha fatto l'Amministrazione nel momento in cui non la messo in grado il privato di fare una scelta consapevole.  
    Consentitemi di leggervi un attimo che cosa è una RSA. Perché tutto fa cultura. Io non sono un esperto di materie sanitarie, però con l'occasione ho approfondito anche questo aspetto.  
    Una RSA, sostanzialmente, "è una struttura sanitaria extra ospedaliera - leggo dal Regolamento alla RSA dedicato, che è il Regolamento n. 8 del 2002 - che si rivolge"...  ed è questo, sostanzialmente, quello che dobbiamo capire questa sera . Poi lo condividiamo, per l'amor di Dio, però  è bene  capire questa sera che l'Amministrazione sta spostando l'attenzione su una struttura con un target di riferimento completamente diverso. Perché, mentre nella struttura RSA è possibile trovare ricovero per le persone non più in età evolutiva, dice il Regolamento, portatrici di alterazioni morbose e  stabilizzate e persone non più in età evolutiva... Noi, a giurisprudenza, facciamo un esame che si chiama "Psicologia dell'età evolutiva", e quei testi dicono che dai 18 anni in su si smette di stare nell'età evolutiva e si passa ad un'altra fase.  
    Quindi, si tratta di un target molto ampio: persone anziane, persone adulte colpite da handicap di natura fisica, persone adulte portatrici di disturbi psichiatrici. Comprendiamo benissimo che è un target molto ampio. Quindi, quello che stiamo facendo questa sera è un restringimento anche di target. Ripeto: lo condividiamo, però è bene dare un voto favorevole condiviso, piuttosto che non darlo e rimanere con quello che si ha da dire.  
    Stiamo restringendo il target, quindi, dei futuri, tra virgolette, è un termine improprio, assistibili: dai 64 anni in su. C'è , quindi, non solo una differenziazione di tipo strutturale, di personale da impiegare, di strutture interne e quant'altro, ma anche di target.  
    Quindi, in realtà stiamo operando una trasformazione sostanziale fra quello che avevamo in mente di fare, o deciso di fare in un primo momento, e quello che ci viene richiesto di fare questa sera in un secondo momento.  
    Ora, questo è il quadro nel quale occorre muoversi . Sicuramente è una iniziativa da condividere. Sicuramente l'Amministrazione in questo senso, a mio giudizio, e parlo di amministrazione anche in modo improprio, non soltanto contemplandovi i soggetti di indirizzo politico, ma il Comune nella sua complessità organizzativa, secondo me non ha fornito un'assistenza utile nei confronti della Fondazione, nel momento in cui si è andati a concordare per la RSA.
    Quindi, c'è stata una certa leggerezza. Adesso andiamo a modificare questo discorso.  
    Anzi, io sarei dell'idea di cassare proprio il termine RSA, dalla convenzione. Perché, per quanto mi è dato di capire, sia dalla richiesta della Fondazione, sia dalla relazione del Sindaco, la fondazione, in buona sostanza, predilige la strada delle strutture alternative alla RSA che ci sta proponendo questa sera. Quindi, secondo me non ha ragione di restare questa dizione nello schema di convenzione.  
    Una dizione di quel tipo, cioè RSA o alternativamente le altre tipologie, si potrebbe giustificare soltanto se si mettesse una norma nella convenzione a dire: "Io parto per fare la RSA. Nel momento in cui, però, la Regione mi dice che non la posso realizzare per problemi di compatibilità di programmazione regionale, allora faccio una RSSA.". Però secondo me oggi non ha ragione di restare quella dizione RSA, perché secondo me ormai non è più nell'orizzonte fattibile.  
    Quindi, si potrebbe fare ulteriormente uno sforzo e rendere ancora  l'atto migliore, in maniera tale da togliere qualsivoglia interpretazioni dubbia. Quindi togliere proprio la RSA e far mantenere soltanto queste strutture alternative.
    Ciò posto, ciò dettò, è logico che noi esprimiamo, lo faranno anche gli altri colleghi, l'apprezzamento, la condivisione, l'entusiasmo per questa iniziativa, sperando che questi gesti possano essere presi d'esempio per le future generazioni, che questo sia un altruismo trasmissibile, sia d'esempio, e che comunque il Comune supporti, pasticciando quanto meno possibile, l'attività del privato perché sia effettivamente sviluppabile secondo procedimenti semplici, chiari, schietti.  
    Quindi, un "grazie" e procediamo sicuramente, almeno per quanto ci riguarda, oltre, sperando che questa struttura potrà presto vedere la luce e che quanto meno persone ci possano andare, ma perché le famiglie magari avranno la bontà di trattenere le persone anziane in casa, perché queste strutture non dovrebbero mai sostituire l'affetto e il supporto di questa famiglia. Però speriamo lo stesso, per il bene del paese, per il bene della nostra Ugento, che tutti vogliamo perseguire, che questa struttura veda la luce quanto prima è possibile. Grazie.  
    PRESIDENTE - Grazie, consigliere Giannuzzi  
    CONSIGLIERE GIANFREDA - Signor Presidente, gentili intervenuti. Come se qualcuno dei consiglieri di minoranza, nell'occasione dell'approvazione della delibera che riguardava, appunto, l'idea della signorina Mazzeo come Presidente dell'associazione Francesco Mazzeo, di dare un servizio utile ai concittadini di Ugento e dintorni, qualche consigliere della minoranza, ed io voglio mettere in evidenza, fu profeta. Perché voglio leggervi le quattro righe dell'ingegnere Cavalera, mio capogruppo, quando, proprio su questo termine RSA o RSSA fu molto chiaro in Consiglio comunale.  
    Come ha detto chi mi ha preceduto, un elogio sempre, come avevamo fatto già in quella delibera, all'iniziativa del privato che, consentitemi, io ho avuto modo di conoscere in questi ultimi anni soprattutto, come la signorina Mazzeo, che ho conosciuto una persona dai profondi sentimenti di solidarietà.  
    E questo aiuta molto, oggi come alcuni mesi fa, a credere veramente che l'associazione, da lei presieduta, voglia col cuore dare un servizio che finora manca alla nostra cittadinanza. Ed io sono convinto che va ancora oggi dato sostegno, ed hanno fatto bene i consiglieri che mi hanno preceduto, va dato sostegno a quell'idea, anche se, ed io immagino, un privato espone un desiderio, non può andare a cavillare quale sigla, quale tipo di struttura dal punto di vista giuridico può essere più adatto al territorio, quale tipo di struttura può essere più facilmente e più celermente raggiungibile, rispondendo sempre a quelle che sono le esigenze del territorio.  
    E quindi, concordo che il privato non ha avuto assistenza da parte dell'Amministrazione comunale; concordo che, pur con qualche intervento in commissione ed in questo Consiglio comunale, alla maggioranza siano state un pò rizzate le antenne, magari per perdere allora una settimana in più e passare poi alla realizzazione di quello che, a mio avviso, comunque, e noi lo avalleremo a scanso di equivoci, comunque è un servizio che rende onore a chi lo effettuerà a costo zero, va precisato, per il Comune, e per il quale si sarebbe perso molto più tempo. Probabilmente la struttura sarebbe stata già in funzione, se non fosse stata portata questa questione su binari che erano tortuosi per il loro raggiungimento.
    Quando l'ingegnere Cavalera diceva: "In questo caso stiamo parlando di una Residenza Sanitaria Assistenziale che, teniamo presente, non è un ricovero per anziani o un ospizio, l'RSA nella A.S.L. i a posti letto come un ospedale, sono subordinati e commisurati agli abitanti, cioè tanti posti letto per abitante". Esattamente come si fa la pianificazione della nascita di un ospedale. "Non è che uno può intervenire a casaccio. Allora - proseguiva il consigliere Cavalera - se dobbiamo interpretarla come residenza sanitaria assistenziale c'é questo rischio", cioè quello di non far vedere la luce alla struttura per quanto era tortuoso il cammino.
    "Se poi dobbiamo pensare, già da adesso, che invece di una RSA sarà sulla carta RSA, ma sarà un vero e proprio ospizio, come sta succedendo in altre SRA già esistenti, che di fatto si stanno trasformando in ospizio, però sulla carta noi le chiamiamo RSA".  
    Era un messaggio per dire: "Fermiamoci dieci giorni altri, vediamo di dare la possibilità, a chi vuole dare questo servizio, di dare un qualcosa che possa davvero essere realizzata, un qualcosa che possa essere davvero fatta in tempi anche relativamente brevi, ma la positività di questo è che, ed è per questo che noi la rivoteremo, è che pur ridimensionando quelli che sono le tipologie e l'ampiezza dell'età che, come ha detto il consigliere Giannuzzi, va dai 18 all'infinito, a 100 anni e più, dobbiamo però dire che con questa trasformazione si allarga la tipologia di chi dovesse usufruirne. Perché io sono convinto che se la struttura sarà realizzata con i sacri crismi, con i criteri che la A.S.L., la Regione detteranno, oltre che il Comune, quei 24 - 30 posti letto, proprio perché è qui che dobbiamo guardare noi a livello politico...  Noi abbiamo detto: "Apprezziamo il privato che si è mosso tra tante difficoltà, non ultima la richiesta fatta qualche giorno fa di trasformazione", perché sicuramente è stata consigliata in maniera giusta "e noi politicamente dobbiamo anche guardare che pur avendo, consigliere Giannuzzi, delle prestazioni da quella struttura meno sanitarie, l'aspetto sociale l'organo politico non lo deve mai sottovalutare".  
    Oggi tutti, più di 20 - 30 - 50 anni, abbiamo gravi problemi, sia per i ritmi della vita delle nostre famiglie, sia perché la possibilità di avere, per il nostro genitore, un nostro nonno e quant'altro, la possibilità di avere una struttura che possa accudire, che possa curare, che possa vigilare e nello stesso tempo mi permette di stare a non più di 100 - 200 - 500 metri dal mio parente, il lato politico noi non dobbiamo trascurarlo.  
    Verrebbe voglia dire: "Ma che state combinando? Vi avevamo avvisati". Cioè, rivendicazioni, etc.. No, sta prevalendo in noi, pur rimarcando le criticità del cammino che non dipendono dal privato,  il senso di responsabilità del servizio che Ugento potrà avere da qui a qualche anno.  
    E quindi, questo ci induce a soprassedere su qualcosa che non è stato, forse, visto a tempo giusto, e quindi a sostenere e ringraziare ancora una volta la Signorina Mazzeo e la sua associazione e che auguriamo, con questa variante, con questa modifica, possa davvero accelerare i tempi di realizzazione, perché sono certo, conoscendola, che l'intento unico rimane quello di dare un servizio che oggi ad Ugento manca.  
    PRESIDENTE -  Grazie, consigliere Gianfreda. Prego, consigliere Coppola. Avevo capito che vuole intervenire.
    CONSIGLIERE COPPOLA - Se vuole che intervento, posso intervenire. Due minuti, tanto per ringraziare l'iniziativa e l'idea di questa signorina, cioè della signorina Mazzeo. Noi anche politicamente esprimiamo il voto favorevole, in quanto l'iniziava è eccellente. Noi ammiriamo l'impegno dimostrato in questi anni che  io ho anche praticato il Comune. Cioè, possiamo augurare un buon inizio, visto che alla variante verrà dato sicuramente esito positivo.  
    Gli diciamo "In bocca al lupo".  Grazie.
    PRESIDENTE  - Grazie, consigliere. Prego, Sindaco.  
    SINDACO - Io avevo preso un po' di appunti per chiarire alcuni quesiti che sono stati posti. Però, vista la disponibilità di tutti quanti per votare a favore, per evitare che qualche mio chiarimento possa far sorgere qualche polemica, non faccio nessuna precisazione. Prendo atto di quello che è stato detto. I chiarimenti, semmai, saranno dati successivamente, anche in sede di ufficio, di eventuali incontri. Volendo, possiamo sempre approfondire anche con i tecnici della fondazione, che hanno realizzato egregiamente quest'opera.  
    Mi preme soltanto ringraziare la signorina Mazzeo, che è la prima volta, credo, che sia presente in questa aula consiliare, per la sensibilità dimostrata nei confronti di tutta la collettività ugentina. Perché quest'opera, come è stato detto già da qualcuno, è un successo di tutta quanta la città di Ugento, ma è un dono che la signorina Mazzeo, essendo cittadina di Ugento, ha voluto dare a tutti quanti noi.  
    Ti chiamo col nome, Mariolina, perché ci conosciamo, siamo stati anche collegi d'insegnamento, siamo stati amici per tanti anni. Io voglio ricordare anche in quest'aula il motivo della nascita di questa fondazione e la nascita di questa opera. E credo di non sbagliare dicendo che tu quest'opera, avendo voluto dedicarla allo scomparso dottor Francesco Mazzeo, che qualcuno di noi più anziano, qui vedo Mirco Urro, mio fratello Cosimo, qualcun  altro ricorderà senz'altro, io credo che alle nuove generazioni questo dono, questa tua voglia di fare del bene all'intera collettività, ma soprattutto questa tua disponibilità a creare una struttura che rimarrà nella storia di un Ugento come un esempio indelebile della generosità umana... Perché di questi tempi molte volte leggiamo atti, leggiamo cose che ci fanno venire i brividi soltanto a pensare della crudeltà e della malvagità di alcune azioni umane.  
    Questa sera, invece, stiamo festeggiando veramente con grande affetto, con grande attenzione la nascita di un'opera che è frutto della generosità di una persona ugentina. Ti siamo grati e speriamo di poter (lo faccio come augurio personale) di poter essere io a inaugurare, anche perché durerò poco: un anno e mezzo e poi... Vediamo se riuscite a fare in fretta. Avrei molto piacere di inaugurare personalmente quest'opera.  
    Ti ringrazio ancora e a tutti quanti voi grazie.  
    CONSIGLIERE GIANNUZZI - Speriamo che verremo a trovare il Sindaco nella struttura.  
    PRESIDENTE - Votazione. Chi è favorevole?  
    VOTAZIONE
    UNANIMITÀ DEI PRESENTI
    PRESIDENTE - Per l'immediata esecutività?  
    VOTAZIONE
    UNANIMITA DEI PRESENTI

    [La seduta termina alle ore 18:00]
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